AnnoXVI-Numero09-2000

 

 

 

 

 

Amedeo Pavone

Pensioni e fisco sono due argomenti che oggi più d'ogni altro assillano i medici italiani.

Sicuramente non sono i soli ad essere assillati da queste due anomalie del sistema Italia che stanno intossicando la vita di tutti noi ma, insieme agli altri pesanti macigni, quali la burocrazia, le limitazioni e le incompatibilità, i bassi stipendi con il divieto di svolgimento di attività libero professionali, la vita del medico viene resa sempre più pesante e demotivata.

Il fisco ormai divora tutto: stipendi e pensioni.

Non passa giorno senza leggere sulla stampa notizie di arresti e processi ad usurai per l'enormità dei tassi di interesse praticati e poi ci si accorge di vivere in uno Stato in cui ogni fine mese, al momento di riscuotere la pensione o lo stipendio, ci si trova dinanzi ad una usura legalmente praticata da un Fisco che ti sottrae alla fonte cifre che superano ampiamente i tassi che le leggi stabiliscono come invalicabili.

Se poi alla tassazione diretta, che ti viene sottratta al momento del pagamento delle tue spettanze, dovessimo aggiungere la tassazione indiretta con la miriade di balzelli che ti vengono imposti dal momento in cui ti svegli al mattino al momento in cui ritorni a dormire, la sera, c'è da restare esterrefatti.

Come apri gli occhi ed accendi la luce sul comodino, hai già attivato il pagamento di una tassa sull'energia elettrica nonché dell'Iva, che si paga anche sulla tassa per l'energia, senza parlare del caffè, della sigaretta e della benzina per recarti al lavoro. Ma poi nel corso della giornata continuerai a pagare una tassa per ogni atto della vita quotidiana.

Basta così una piccola riflessione per accorgersi che la tassazione supera ormai il tasso del 50 per cento all'anno. Altro che strozzini!Al momento di andare in pensione poi ti accorgi che la musica non è cambiata per niente. Anzi è peggiorata.

Per prima cosa ti rendi conto che anche per le pensioni c'è una tassa sulla tassa.

Il contributo previdenziale versato a suo tempo fu infatti calcolato su emolumenti lordi che tu non hai mai messo in tasca perché aveva pensato il Fisco a tassarteli ancor prima di incassarli.

Bene, sulla pensione, che ti dovrebbe garantire quel contributo, vengono ripagate le tasse con le stesse aliquote di allora, come se per tutta la vita lavorativa si fosse stati degli evasori.

In pratica, per i medici, si tratta di un sistema previdenziale a capitalizzazione, ossia di una vera e propria restituzione a rate di un tuo capitale accantonato su un tuo conto personale.

Ebbene, se il versamento fosse stato fatto in Banca o ad un normale Ente assicuratore, la restituzione frazionata mensilmente dei tuoi quattrini accantonati, al netto delle tasse, nel corso di una vita di lavoro, su un tuo conto personale, non darebbe luogo a tassazione. Nel caso della pensione invece sì.

E non puoi neanche protestare perché non te li chiedono, te li portano via prima di darteli.

Adesso poi il FISCO si è organizzato - anche per impedirti qualsiasi possibilità di calcolo preventivo sulla tassazione dovuta - con un Casellario tributario che di fatto, come il Grande Fratello, scruta all'interno di tutti gli Enti Previdenziali e somma situazioni diverse che si dovessero cumulare su Fondi Previdenziali diversi, stabilendo dall'alto l'aliquota globale che ciascun Ente deve applicare per ogni singolo medico.

Tutto ciò indipendentemente dal fatto che quel medico possa avere situazioni personali che potrebbero dar luogo a compensazioni, detrazioni, oneri deducibili o altro.

Non si guarda neanche all'entità effettiva della pensione percepita per cui, molto spesso, capita di sentire che a fine mese il tal medico non ha ricevuto la pensione perché risultava di un importo inferiore al conguaglio dovuto al Fisco dall'Ente sulla base dell'aliquota comunicatagli in ritardo dal Casellario tributario, indipendentemente dal fatto che poi, in sede di dichiarazione dei redditi, parte di quei quattrini fossero giù stati versati o non fossero dovuti ed occorrerà chiederne il rimborso.

Evidentemente per quel mese il medico, senza pensione, potrà farsi ibernare e svegliarsi il mese successivo.

Chiaramente tutta la materia previdenziale è regolata da Leggi dello Stato italiano che di fatto dimostrano l'esosità del Fisco.

Non solo i contributi sono stati versati all'Ente di Previdenza con quattrini derivanti da stipendi su cui le tasse erano già state pagate, ma come se ciò non bastasse, nella gestione dei capitali incassati dagli Enti di Previdenza vengono regolarmente versati miliardi di tasse allo Stato e per giunta essi devono sottostare ad una serie di vincoli di gestione indirizzati non a far fruttare i capitali, ma ad una serie di obblighi sociali che lo Stato scarica sugli Enti di Previdenza. Naturalmente i limiti e le tasse imposte agli Enti nella gestione dei contributi previdenziali danno loro una minore redditività del patrimonio, cosa che non può che ripercuotersi in una rivalutazione minore delle pensioni derivanti dai contributi versati.

Alla fine su questi quattrini che il medico dovrà riscuotere di pensione il Fisco, nel corso degli anni, ha già inciso più volte prima, durante e dopo il calcolo dell'ammontare della pensione stessa e adesso torna a tassare il frutto di quel capitale come se fosse un qualsiasi reddito da lavoro.

E' ora che i medici, sia in attività che pensionati, si sveglino e chiedano a gran voce la revisione dell'imposizione fiscale sulle loro pensioni