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Pensioni
e fisco sono due argomenti che oggi più d'ogni altro assillano i medici
italiani.
Sicuramente
non sono i soli ad essere assillati da queste due anomalie del sistema
Italia che stanno intossicando la vita di tutti noi ma, insieme agli
altri pesanti macigni, quali la burocrazia, le limitazioni e le incompatibilità,
i bassi stipendi con il divieto di svolgimento di attività libero professionali,
la vita del medico viene resa sempre più pesante e demotivata.
Il
fisco ormai divora tutto: stipendi e pensioni.
Non
passa giorno senza leggere sulla stampa notizie di arresti e processi
ad usurai per l'enormità dei tassi di interesse praticati e poi ci si
accorge di vivere in uno Stato in cui ogni fine mese, al momento di
riscuotere la pensione o lo stipendio, ci si trova dinanzi ad una usura
legalmente praticata da un Fisco che ti sottrae alla fonte cifre che
superano ampiamente i tassi che le leggi stabiliscono come invalicabili.
Se
poi alla tassazione diretta, che ti viene sottratta al momento del pagamento
delle tue spettanze, dovessimo aggiungere la tassazione indiretta con
la miriade di balzelli che ti vengono imposti dal momento in cui ti
svegli al mattino al momento in cui ritorni a dormire, la sera, c'è
da restare esterrefatti.
Come
apri gli occhi ed accendi la luce sul comodino, hai già attivato il
pagamento di una tassa sull'energia elettrica nonché dell'Iva, che si
paga anche sulla tassa per l'energia, senza parlare del caffè, della
sigaretta e della benzina per recarti al lavoro. Ma poi nel corso della
giornata continuerai a pagare una tassa per ogni atto della vita quotidiana.
Basta
così una piccola riflessione per accorgersi che la tassazione supera
ormai il tasso del 50 per cento all'anno. Altro che strozzini!Al momento
di andare in pensione poi ti accorgi che la musica non è cambiata per
niente. Anzi
è peggiorata.
Per
prima cosa ti rendi conto che anche per le pensioni c'è una tassa sulla
tassa.
Il
contributo previdenziale versato a suo tempo fu infatti calcolato su
emolumenti lordi che tu non hai mai messo in tasca perché aveva pensato
il Fisco a tassarteli ancor prima di incassarli.
Bene,
sulla pensione, che ti dovrebbe garantire quel contributo, vengono ripagate
le tasse con le stesse aliquote di allora, come se per tutta la vita
lavorativa si fosse stati degli evasori.
In
pratica, per i medici, si tratta di un sistema previdenziale a capitalizzazione,
ossia di una vera e propria restituzione a rate di un tuo capitale accantonato
su un tuo conto personale.
Ebbene,
se il versamento fosse stato fatto in Banca o ad un normale Ente assicuratore,
la restituzione frazionata mensilmente dei tuoi quattrini accantonati,
al netto delle tasse, nel corso di una vita di lavoro, su un tuo conto
personale, non darebbe luogo a tassazione. Nel caso della pensione invece
sì.
E
non puoi neanche protestare perché non te li chiedono, te li portano
via prima di darteli.
Adesso
poi il FISCO si è organizzato - anche per impedirti qualsiasi possibilità
di calcolo preventivo sulla tassazione dovuta - con un Casellario tributario
che di fatto, come il Grande Fratello, scruta all'interno di tutti gli
Enti Previdenziali e somma situazioni diverse che si dovessero cumulare
su Fondi Previdenziali diversi, stabilendo dall'alto l'aliquota globale
che ciascun Ente deve applicare per ogni singolo medico.
Tutto
ciò indipendentemente dal fatto che quel medico possa avere situazioni
personali che potrebbero dar luogo a compensazioni, detrazioni, oneri
deducibili o altro.
Non
si guarda neanche all'entità effettiva della pensione percepita per
cui, molto spesso, capita di sentire che a fine mese il tal medico non
ha ricevuto la pensione perché risultava di un importo inferiore al
conguaglio dovuto al Fisco dall'Ente sulla base dell'aliquota comunicatagli
in ritardo dal Casellario tributario, indipendentemente dal fatto che
poi, in sede di dichiarazione dei redditi, parte di quei quattrini fossero
giù stati versati o non fossero dovuti ed occorrerà chiederne il rimborso.
Evidentemente
per quel mese il medico, senza pensione, potrà farsi ibernare e svegliarsi
il mese successivo.
Chiaramente
tutta la materia previdenziale è regolata da Leggi dello Stato italiano
che di fatto dimostrano l'esosità del Fisco.
Non
solo i contributi sono stati versati all'Ente di Previdenza con quattrini
derivanti da stipendi su cui le tasse erano già state pagate, ma come
se ciò non bastasse, nella gestione dei capitali incassati dagli Enti
di Previdenza vengono regolarmente versati miliardi di tasse allo Stato
e per giunta essi devono sottostare ad una serie di vincoli di gestione
indirizzati non a far fruttare i capitali, ma ad una serie di obblighi
sociali che lo Stato scarica sugli Enti di Previdenza. Naturalmente
i limiti e le tasse imposte agli Enti nella gestione dei contributi
previdenziali danno loro una minore redditività del patrimonio, cosa
che non può che ripercuotersi in una rivalutazione minore delle pensioni
derivanti dai contributi versati.
Alla
fine su questi quattrini che il medico dovrà riscuotere di pensione
il Fisco, nel corso degli anni, ha già inciso più volte prima, durante
e dopo il calcolo dell'ammontare della pensione stessa e adesso torna
a tassare il frutto di quel capitale come se fosse un qualsiasi reddito
da lavoro.
E'
ora che i medici, sia in attività che pensionati, si sveglino e chiedano
a gran voce la revisione dell'imposizione fiscale sulle loro pensioni
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