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Dirigenti
e addetti ai lavori avevano affermato che, per il numero delle medaglie,
Atlanta '96 sarebbe stata difficilmente eguagliabile.
A
Sydney, invece, ci siamo fermati appena al di sotto della soglia americana,
con un totale di 34 podi contro i 35 della precedente edizione. Sono
stati soprattutto gli ori, 13 come ad Atlanta, a scatenare l'entusiasmo
per la spedizione italiana alle ultime Olimpiadi del millennio.
Va
premesso che i venti giorni vissuti all'ombra dell'evento australiano
hanno riservato emozioni forti nelle discipline dove non partivamo coi
favori del pronostico. Mentre le cosiddette "roccaforti" azzurre, quelle
da cui ci attendevamo dei successi, hanno francamente lasciato l'amaro
in bocca.
Partiamo
proprio da queste discipline, dagli sport in cui la palla rotonda, come
recita un vecchio detto, può giocare brutti scherzi.
Un
poker di medaglie al maschile quasi certe è diventato così una delusione
cocente, soprattutto per calcio, basket, pallanuoto. Si è salvata, per
così dire, la nazionale azzurra di pallavolo, capace di reagire dopo
la secca sconfitta in semifinale con gli iugoslavi, superando l'Argentina
nella finale per il bronzo. L'undici calcistico ha rimediato invece
contro la Spagna nei quarti una sconfitta nei minuti finali. Eravamo
a Sydney con un gruppo campione d'Europa under 21 in carica e le aspettative
erano indubbiamente elevate. Non essere entrati nemmeno tra le prime
quattro,oltre a confermare la nostra tradizione negativa ai Giochi ,
ha forse regalato ai nostri connazionali australiani l'amarezza più
grande nella disciplina più attesa.
Nella
pallanuoto il "settebello" di Rudic era atteso alla conferma dell'oro
conquistato ad Atlanta, ma anche in questo caso è arrivato lo stop nei
quarti contro l'Ungheria, in un match passato agli onori delle cronache
per una mega-rissa in vasca che ha visto gli azzurri reagire prima alle
provocazioni avversarie e quindi ai presunti torti arbitrali.
Di
errori ce ne sono stati e parecchi, anche nei minuti finali di un altro
quarto maledetto, quello del basket, che ci vedeva impegnati contro
la nazionale di casa. Potendo vantare il titolo di campioni continentali
in carica, puntavamo al podio dietro gli imprendibili Stati Uniti del
Dream Team. La sconfitta, per soli tre punti, con l'Australia lascia
invece ancor più rammarico per il fatto che in finale a giocarsi l'oro
ci sia andata quella Francia da noi dominata nel girone di qualificazione.
Detto
delle delusioni, ecco le grandi gioie, vissute da gran parte degli italiani
ad orari improponibili, vista la differenza di fuso orario.
Il
nuoto l'ha fatta da padrone contro ogni aspettativa visto che da anni
non vincevamo medaglie nelle specialità in piscina.
Fioravanti
e Rosolino sono i due nomi che l'Italia delle notti di Sydney ricorderà
a lungo per le loro imprese in vasca, così come le pagaiate possenti
del quattro di coppia con ancora un Abbagnale, Agostino, insieme a Galtarossa,
Raineri e Sartori, sul tetto del mondo insieme ad un altro campione
d'Atlanta, Antonio Rossi, in coppia con Bonomi, pronto alla conferma
nella canoa.
E
poi gli ori di Giuseppe Maddaloni, nel judo, e della spada a squadre
con Mazzoni, Randazzo, Milanoli e Rota.
Passando
all'ex "sesso debole", dalle ragazze sono arrivati infatti ben 6 allori
assoluti, quasi la metà del bottino totale ma esattamente il doppio
rispetto alle ultime edizioni. Mai in un'Olimpiade il rosa aveva dominato
in questa misura: Belluti, Vezzali, Pezzo, Trillini, Bianchedi, Sensini
e proprio in chiusura Josepha Idem hanno mostrato che anche le ragazze
hanno una scorza dura da scalfire e voglia di sacrificarsi.
A
Sydney, soprattutto grazie alle loro imprese, abbiamo accarezzato il
sogno di superare le 35 medaglie complessive centrate ad Atlanta. Una
marcia inizialmente impetuosa, frenatasi di colpo nel momento in cui
il citato poker degli sport con palla annessa naufragava, ma ripresa
in extremis con le vittorie finali nel bacino di Riperth.
Chiudiamo
dunque a 34, a due medaglie dal record assoluto di Los Angeles '32 e
Roma '60 e per una manciata di argenti manchiamo il sorpasso sulla Francia,
eterna nemica e rivale storica.
Il
settimo posto finale riconsegna però agli italiani l'orgoglio di essere
tornati una potenza sportiva.
Lontana dalle misere 14 medaglie complessive di Seul '88 e vicinissima
al record di 14 ori di Los Angeles '84, quando però il boicottaggio
del blocco orientale ci rese le cose molto più facili.
Alla
prossima edizione, Atene 2004, con l'augurio che la longitudine e il
clima quasi casalingo ci portino altrettante soddisfazioni.
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