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 Heitor Villa-Lobos
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Parlare del compositore Heitor Villa-Lobos, significa parlare del Brasile in tutti i suoi aspetti musicali più profondi. 
Egli ha saputo valorizzare completamente il folklore e le tradizioni divenendo l'artigiano della musica brasiliana; facendola conoscere così al mondo intero, sia sotto l'aspetto culturale che in quello di costume. 
Villa-Lobos nacque a Rio de Janeiro il 5 marzo  
del 1887 da madre indigena di nome Noemia e dal padre Raul di origine spagnola. Fu appunto il padre, musicista dilettante, che gli insegnò a suonare il violoncello ed il clarinetto educandolo così all'amore per la musica ed in particolare per la composizione. 
Bisogna inoltre notare che il compositore fu principalmente un autodidatta, poiché disse più volte che: "Mon premier traité d'harmonic fut la carte du Brésil", imparando moltissimo dai suoi viaggi nell'interno del paese alla scoperta del canto e dei motivi popolari. Per cui riuscì a unire le regole classiche al folklore, creando un "cocktail" sonoro che lo rese famoso in tutto il mondo. Uno stile ed un gusto che lo accompagnò per tutta la vita. 
Già a quattordici anni iniziò a comporre per alcuni "gruppi popolari" diventando anche un ottimo chitarrista al seguito dei complessi brasiliani. Di conseguenza un'esperienza non fatta solo sui banchi di scuola, ma direttamente a contatto con la storia del suo paese. 
Villa-Lobos fu sicuramente un musicista "sui generis" aperto alle innovazioni e sempre pronto al dialogo e alla discussione e per dimostrare questa sua natura consacrata all'avventura, nel 1905, all'età di diciotto anni, fece un pericoloso viaggio in Amazzonia con l'idea di cogliere i canti primitivi ed i ritmi della foresta. 

Al ritorno il suo bagaglio culturale fu sicuramente più vasto e ricco e, cosa più importante, unico ed originale. 
Ecco nascere quindi melodie e temi densi di un fascino particolare in cui vivono anche elementi wagneriani e pucciniani. Non a caso amerà moltissimo questi due compositori. Ma oltre a questi musicisti che lo influenzarono non poco, anche Vincent d'Indy (del quale fu allievo ai corsi di composizione musicale). Debussy e Stravinsky occuparono un posto molto importante nel suo stile e nella sua produzione.  
Nel 1915 entrò ufficialmente nel campo della composizione, presentandosi con brani di musica da camera a Friburgo ed a Rio; ma forse a causa del suo stile particolare, ricco appunto di elementi non ancora assorbiti dalla cultura ufficiale, non ebbe molto successo venendo criticato appunto per questo modo differente di avvicinarsi alla musica. 
Una sconfitta che acuì ancor di più la sua grinta di uomo tenace, lottando senza tregua contro delle inutili tradizioni dettate dalla moda del tempo. 
Ebbe ragione della sua politica innovatrice con due composizioni per balletto rimaste come esempi di un perfetto equilibrio tra orchestrazione e gesto: infatti Amazonas e Virapuru imponevano la personalità di Lobos e nel contempo rompevano con un modo troppo vecchio di concepire il ritmo e l'orchestra. Quindi i due balletti gli servirono come partenza per iniziare a comporre freneticamente concerti - sonate - trii - quartetti ed altri brani di non minore importanza. 
Anche il mondo della sinfonia venne coinvolto dalla frenesia compositiva del musicista e ben presto scrisse cinque sinfonie in cinque anni (dal 1916 al 1920) tre delle quali furono scritte per testimoniare degli eventi mondiali di grande importanza: "Terza sinfonia: La guerra - Quarta: La vittoria - quinta: La pace". 
A riguardo le tre composizioni dettero la giusta misura della sua personalità eccezionale, che metteve la musica al servizio della storia. 
Dopo questi anni di apprendistato, si sente pronto ad iniziare un'altra avventura non meno entusiasmante, tentando di conquistare Parigi, che nel frattempo era diventata la capitale dell'avanguardia.

Non bisogna dimenticare la sua amicizia con Arthur Rubinstein che fu di vitale importanza, in quanto gli trovò un editore (Max Eschig) disposto a stampare la sua musica quando era  ancora sconosciuto nella capitale francese. Proprio da questa profonda amicizia nacque la fortuna di Villa-Lobos, che riuscì ad introdursi nell'ambiente musicale della Parigi che conta, conoscendo Picasso - Varese - Stokowski - Schmitt ed altri artisti. Un vero colpo di fortuna che seppe amministrare con grande abilità, avendo dalla sua la grande bravura musicale. 
Da Place Saint-Michel n.11(prima abitazione parigina del compositore) fece molta strada conquistando un suo spazio nel mondo culturale ed una particolare importanza come uomo estremamente sensibile alle innovazioni musicali che in quel periodo erano frequentissime. 
Amante dei café parigini e dei famosi ritrovi di artisti era facile trovarlo seduto a qualche tavolino in compagnia di musicisti, pittori ed in particolare del suo amato sigaro avana. 
Una tipica figura che emanava un fascino particolare, dettato dalla sua natura estroversa ed aperta al dialogo. 
Autore molto fecondo (il catalogo consta di 1300 composizioni) compose 16 poemi sinfonici, 17 balletti senza contare altre composizioni per vari complessi strumentali.  
Però dopo l'esaltante parentesi europea, sentì l'esigenza di tornare nel suo Brasile e nel 1930 iniziò un'intensa attività prevalentemente didattica, ricoprendo importanti incarichi pubblici nel campo dell'istruzione musicale. Inoltre organizzò concerti e stagioni dirigendo in larga parte lavori di musicisti parigini, in ricordo della sua permanenza francese. Una sottile nostalgia per gli amici passati? Non fu mai possibile saperlo, poiché non volle mai parlare di questo periodo così importante per la sua formazione. 
Nel 1942 fondò un conservatorio popolare di canto e nel 1946 l'Accademia Brasiliana di Musica che diresse fino alla morte. 
Nel 1944 riprese a comporre le sinfonie dopo 24 anni, sfidando la maledizione del superamento delle 10 sinfonie, infatti ne compose ben dodici; terminando la dodicesima nel 1957. 
Dopo aver costruito nel suo paese quelle basi musicali che facevano parte del suo sogno, riprese a viaggiare e ritornò negli anni '50 a Parigi dove diresse le sue composizioni, raccogliendo ovunque consensi e successi. 
Nel 1952 venne eseguito integralmente il lavoro: "La scoperta del Brasile" con l'Orchestra Nazionale della Radiodiffusione francese, rendendo così omaggio ad un grand'uomo, legato visceralmente alla sua terra. 
Ancora una volta Parigi divenne la sua seconda patria e nella camera dell'Hotel Bedford in Rue de l'Arcade continuò a scrivere musica dedicandosi in prevalenza ai quartetti, ai trii ed alle produzioni cameristiche. 
Altra importante serie di lavori è costituita dalla: "Q Bachianas brasileiras" dove esiste la continua ricerca di una fusione tra il contrappunto bachiano e le melodie popolari. 
Un prestigioso esempio di grande equilibrio tra classicismo e folklore. 
Dopo un'intensa vita trascorsa completamente al servizio della musica, morì il 17 novembre del 1959 all'età di settantadue anni nella sua amata Rio de Janeiro. 
Heitor Villa-Lobos rimane nella storia musicale come un punto di fusione fra la cultura europea e quella sudamericana, avendo preso a prestito da ciascuna parte le migliori tradizioni per fonderle in un ideale contenitore sonoro. 
Un vero ambasciatore della musica del XX secolo. 
 
 
 
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