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Abstract |
| Le
malattie infettive erano ritenute, sino a pochi anni orsono, un problema
del passato, ma la recente comparsa dell'Aids, la ripresa epidemiologica
della tubercolosi, l'espansione di malattie batteriche inconsuete ed il
propagarsi di nuove infezioni virali, hanno costituito una seria minaccia
per la salute pubblica anche in paesi evoluti come il nostro.
Recentemente, a proposito delle malattie virali, Lederberg, nel corso di un importante convegno a Washington, affermò che “gli unici reali concorrenti dell'uomo per il dominio planetario sono i virus, in quanto essi possono agire sia come parassiti sia come elementi genetici che condizionano l'ospite”. Questa co-evoluzione (uomo-virus) rappresenta un complesso processo e negli ultimi anni ha rafforzato l'importanza del sistema immune, come vero elemento in grado di condizionare in senso favorevole o meno l'evoluzione di questa coesistenza. Le malattie infettive, come è noto, sono numerosissime e coinvolgono i più diversi organi ed apparati, dando origine alle più svariate espressioni cliniche: malattie respiratorie, esantematiche, gastroenteriti, neuropatie ed altre in cui esse fungono da elemento catalizzante patologie di tipo autoimmune. In questo contesto, per quanto paradossale, alcune forme infettive possono sembrare insignificanti al cospetto dell'Aids, ma in realtà epidemiologicamente molte di esse hanno una valenza assai importante: ad esempio le diarree infettive nei paesi in via di sviluppo, le epatiti virali, la malaria e la tubercolosi. La tubercolosi, in particolare, è tornata ad essere una patologia molto aggressiva per l'uomo e le stime del WHO (a questo proposito si rimanda ai comunicati stampa dell'OMS pubblicati da pag. 8) sottolineano una tendenza epidemiologica gravissima, a cui ha contribuito molto la pandemia della infezione da HIV (nel 1994, i casi di infezione nel mondo erano circa 5 milioni). Ma oggi non solo le malattie come l'Aids o la tubercolosi si sono rivelate assai difficili da trattare, ma anche vecchie infezioni batteriche, un tempo facilmente dominabili, si stanno dimostrando resistenti ed a causa della rapidità delle mutazioni genetiche, molti ceppi si rivelano addirittura invulnerabili a tutti gli antibiotici conosciuti. Tutte queste malattie infettive rappresentano ancora la principale causa di mortalità a livello mondiale. Questo background rende conto di quanto importante sia, per la chiave dei futuri successi, l'impostazione di una strategia sanitaria che è articolata in una serie di variabili strettamente interdipendenti quali: A. Strategie di vaccinazione, quando possibile, ed informazione corretta nei territori afferenti a strutture sanitarie. Sembra ovvio che una simile
campagna di informazione non può prescindere dalla collaborazione
con i medici che operano nel territorio all'esterno delle stesse strutture.
B. Corretta formulazione diagnostica delle malattie infettive La formulazione di una corretta e veloce diagnosi di diverse patologie infettive, particolarmente quelle a sviluppo intracellulare o che richiedono lunghi tempi di coltura, consente l'indispensabile e precoce applicazione delle idonee misure terapeutiche di controllo. Oggi è auspicabile che siano applicate, particolarmente negli Ospedali per patologie infettive, quelle metodologie che consentono di ottenere in brevissimo tempo l'isolamento e la identificazione dei microrganismi. Le nuove conoscenze genetiche consentono tutto ciò mediante la reazione polimerasica a catena (PCR), in grado di svelare piccole quantità di DNA batterico nel campione clinico nell'arco di un solo giorno. C. Approfondita valutazione clinica e diagnostica dei meccanismi mediante cui il sistema immune risponde agli agenti infettivi. Le difese immunitarie dell'uomo
e di altre specie hanno raggiunto un elevato grado di sofisticazione evolvendosi
attraverso la continua lotta con microrganismi molto diversi tra loro e
in grado di mutare rapidamente. Con tale premessa, è facile
dedurre che, con le attuali possibilità diagnostiche dei laboratori
di immunologia, ritorna molto utile il monitoraggio della risposta immune
nel corso non solo di malattie infettive acute ma anche di quelle patologie
che ad esse conseguono come le epatiti virali croniche, l'AIDS ed anche
in corso di taluni tipi di trapianti, come quello epatico.
Gaetano D'Onofrio
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