Il governo non ha ottenuto la fiducia e quindi la legge delega per la riforma sanitaria non può essere votata in parlamento e sarà di nuovo messa in discussione (pare sia certa l'esclusione di Rosy Bindi dalla compagine governativa), tuttavia proponiamo ugualmente la normativa, nella versione integrale, alla Vostra attenzione, affinché possiate trarne le Vostre personali valutazioni. Tale provvedimento infatti è stato oggetto di numerose contestazioni da tutte le parti sociali. 
La caduta del governo ci ha quindi costretto a riscrivere l'editoriale, incentrato proprio  sull'eccessivo ricorso, da parte del governo ora sfiduciato, alle leggi delega, formula che di fatto consente di bypassare il dibattito in parlamento e quindi di svuotarlo della sua funzione. 
Che dire ora? Siamo di fronte alle solite schermaglie, le solite ipotesi formulate dagli esperti per la soluzione della crisi, i soliti candidati, i soliti giochi di potere.  
Tutto scontato, l'unica novità che ci ha fatto sorridere è stata l'ingenuità o la superficialità del deputato leghista nel proporre il baratto: tre voti uguale una rete televisiva e l'indipendenza della Padania, per salvare il governo.  
Mentre Bossi smentiva il fatto, questo veniva confermato personalmente dall'autore, Roscia Daniele, deputato leghista. Ma perché scandalizzarsi? 
 Il Tribunale di Milano, pronunciatosi il 26 settembre scorso sullo scandalo delle nomine Usl in Regione Lombardia, ha emesso la sentenza assolutoria degli imputati, in quanto, secondo la modifica dell'articolo di legge sull'abuso d'ufficio, la lottizzazione, quando non vi sono risvolti patrimoniali, non è più un reato. L'ex presidente della Regione e dieci ex assessori sono stati assolti. 
Evidentemente per il deputato leghista questa assoluzione legittimava la sua iniziativa. Infatti egli non chiedeva, in cambio dei voti, del denaro, ma, come abbiamo già scritto, l'utilizzo di una rete televisiva e l'indipendenza della Padania. In verità il principio secondo cui è reato soltanto lo scambio a livello pecuniario è alquanto discutibile 
Non sappiamo come andrà a finire la vicenda della formazione del nuovo governo, ma certamente le poltrone saranno oggetto di scambio, non patrimoniale ma di potere. Il principio è uguale a quello utilizzato da Roscia, cambia solo la forma, il tempo e il metodo;  la sostanza di fondo non cambia...ma non è reato. 
Per questo non sappiamo se ridere o piangere quando vediamo assumere, da parte di alcuni personaggi, atteggiamenti da tribuni e da eroi semplicemente per aver detto no al voto di scambio (ma non si chiamava così il metodo usato, durante le elezioni, da Francesco De Lorenzo?). Dov'è lo scandalo, dov'è il merito, se non è reato? 
Ci piacerebbe che vi fossero, nelle stanze segrete dove si svolgono i colloqui in corso, delle microspie, quelle, per intenderci, da 007, per sentire gli argomenti usati nel mettersi d'accordo e conoscere, senza dietrologia, quale è la vera merce di scambio. Visto che certi baratti coinvolgono la vita di tutti noi, non è giusto renderli noti? Ma questa sarebbe violazione della privacy? In tal caso è reato. 
Ci piacerebbe filmare con una candid camera l'incontro tra i due Presidenti della Repubblica.  
Di cose certamente ne hanno da raccontare, visto il loro passato. I politici di vecchia scuola sanno come parlare anche in silenzio e tante volte, lo sappiamo, il silenzio è d'oro.  
 
 
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