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E' stato chiamato
il “pittore giramondo” perché ormai le sue opere sono
conosciute non solo in paesi e città europee ma nei paesi oltreoceano;
e questo suo nomadismo artistico è iniziato fin dal 1945, dando così
idea del suo lavoro pittorico di grande forza ed espressività, e mettendo
in luce proprio qui a Milano le sue doti di gran colorista e disegnatore,
dov'era salito dalla natia S.Vito dei Normanni in Puglia, dopo aver
studiato all'eccellente Liceo Artistico di Lecce, allievo di G.Stano
e Geremia Re, illustri pittori di Puglia.
Una fama innegabile
conquistata in mille mostre d'importanza regionale e nazionale a Milano,
Roma, Napoli, Firenze, Bari, Genova; la partecipazione a mostre internazionali
a San Paolo del Brasile, Buenos Aires, New Orleans, New York; personali
a Stoccolma, Colonia, Düsseldorf e New Orleans nella Louisiana statunitense.
Qui per l'appunto,
la fama di Ruggiero ha trovato illustri consensi, proprio perché tutto
iniziò con la vincita di un concorso, e ritraendo così tutti i personali
e i medici più in vista al Charty Hospital of Louisiana. Una fama
che corse come il vento se gli furono commissionati i ritratti dell'ex
governatore H.P. Long, padre di Russel Long, il più giovane allora
senatore degli Stati Uniti; poi il presidente del collegio dei chirurghi
il dott. Robert Bernard direttore dell'ospedale; il giudice Christian
Berry, capo della Corte Suprema dello Stato della Louisiana, e mille
altri personaggi.
Nei ritratti non c'è solo la descrizione
dei tratti, la classica posizione della ritrattistica ma tutto un
insieme di notazioni, valori, sentimenti che fanno sentire al pittore
quel carattere, quell'anima che contraddistingue sempre i suoi lavori.
Del suo Sud, Ruggiero si è portato dietro sempre intanto il desiderio
di strada, la costanza e l'intraprendenza di credere a quello che
invece suo padre pensava essere solo un hobby.
Amico di altri artisti
e letterati, come il grande scrittore dei “Rupe” Leonida
Repaci che lo invitò con una personale al 36o Premio Letterario di
Viareggio. Morto da qualche anno, il nostro Ruggiero, pittore di chiara
fama, ha lasciato innumerevoli opere, ad olio e in carta, in cui lascia
notare la notevole bravura, l'immensità dei suoi interessi, delle
sue tematiche, la forte sua passionalità e i suoi sentimenti evidenziati
dai forti colori, dagli accesi tonalismi, dalla preziosità della materia,
e ne viene fuori un cuore immenso, il cuore di un artista, che sa
certamente ben eseguire il suo mestiere, ma vi cala dentro la sua
anima, il suo sentire, i suoi drammi, i suoi dolori, il suo amore.
Ecco perché il cromatismo
ardente e le emozioni scaturenti dalle atmosfere dei suoi paesaggi
accentuano il senso della poesia, connaturata al rappresentato.
I paesaggi variano
dai boschi di ulivi pugliesi, interrotti da case bianche ai carnevali
e alle vedute americane, agli inverni milanesi, ai locali popolareschi
di New Orleans, ai grattacieli di New York, alle campagne di grano
e papaveri della sua provincia d'origine.
Scriveva Emilio Radius
sul Corriere della Sera nel '42 che “la materia cromatica è
poi tutt'altro che comune, una specie di smalto con iridescenza molto
vivace e con lingua di fuoco che illuminano gli spessori e scavano
bruciando”.
Nei paesaggi prima
del colore c'è il segno, agile e scattante come negli angoli veneziani
colti felicemente.
Nelle figure c'è
tutto il mondo femminile, dalle ragazze che si pettinano, a quelle
che leggono e sono in amore, alle geishe, alle ballerine colte dietro
il palcoscenico durante le rappresentazioni, alle maternità, alle
donne del Sud con il viso avvolto in un fazzoletto; e non mancano
i volti dei vecchi artigiani, carrozzoni di zingari, pulcinelli; in
tutto travasa il sapore della macchia, dell'impressione alla francese,
dell'espressione cruda, esplosiva, vibrante, interpretata.
Di non minore forza
e intensità con i dipinti d'arte sacra come certe sue processioni
e “Madonne”, come quella oggi in possesso della Fondazione
Mons. Antonio Bello, nel Museo Mariano Internazionale di Alessano,
e che si nota fra mille per i toni azzurrati.
Eccolo dunque un
artista da riscoprire, di cui si terrà in primavera una bella
Antologica presso la galleria Lazzaro di Milano ed è in stampa una
preziosa monografia con un mio testo indicativo di tutto lo svolgimento
pittorico, dagli inizi della maturità.
Ruggiero ha saputo
così lasciare un patrimonio pittorico di tale bellezza da essere un
suo dipinto o una sua carta riconoscibile fra mille, mettendo in luce
quella sua umanità, quel colore tutto meridionale, quella dignitosa
e costante ricerca che ne fa ormai uno degli artisti più significativi
della generazione del dopoguerra.

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