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Sopaf S.p.A.  

                           … i "panni sporchi"

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Jody Vender ha vissuto con palese disagio l'assemblea del 30 u.s. Si è parlato, infatti, ed a lungo, dei "panni sporchi" emersi nella gestione della controllata Superga S.p.A. Un "buco" che ha imposto - nel bilancio Sopaf S.p.A. - rettifiche per 39.199 milioni, con la conseguenza di far chiudere in perdita un bilancio - quello Sopaf  - che avrebbe avuto un saldo positivo.Ciò che ha reso, e rende più "sgradevole" la "vicenda", è la doverosa constatazione che un dirigente della Capogruppo, Consigliere di Amministrazione della Controllata, ha esercitato il mandato quantomeno con  colpevole "superficialità". Ha, infatti, avallato con la sua presenza, e la sua firma, bilanci in cui (a quanto pare), le cifre relative alla consistenza delle merci e dei crediti non avevano il doveroso riscontro nella realtà. Si legge in merito, nella Relazione degli Amministratori della Sopaf: "Consiglio di Amministrazione di Superga S.p.A. ha assegnato uno specifico mandato a due suoi componenti per valutare, con l'adeguato supporto di uno studio legale, se esistano o meno i presupposti per un'eventuale azione di responsabilità nei confronti dei Consiglieri di  Amministrazione cui in passato era affidata, in virtù di precise deleghe e dell'attribuzione dei relativi poteri, la gestione di Superga S.p.A. ed il controllo dell'andamento economico della medesima. A tal proposito Sopaf  S.p.A., in quanto socio di maggioranza di Superga S.p.A., si riserva di valutare le eventuali proposte che il Consiglio di Amministrazione di quest'ultima società formulerà in sede di assemblea dei soci." Per le responsabilità "oggettive" derivanti dalle cariche ricoperte nella Superga, si ritrovano coinvolti, loro malgrado, anche il senatore Franco Debenedetti (Presidente in carica fino al 21.5.98) ed i sindaci Lionello Jona Celesia e Luigi Guatri : il primo ha firmato, e gli altri hanno asseverato bilanci i cui dati sembra non corrispondessero al vero.Jody Vender ha assunto in prima persona la Presidenza della Superga per poter seguire direttamente la delicata fase di accertamenti e di ristrutturazione. Bisogna dargli atto di aver accettato che sull'argomento Superga si svolgesse un dibattito ampio e di aver ammesso la gravità dell'accaduto senza sottrarre sé stesso ed il management della controllante alle rispettive responsabilità. Ha tenuto, inoltre, a documentare le iniziative poste in essere non appena si è avuto sentore che non tutto girasse a dovere 
nella gestione Superga. Vender si è poi soffermato nell'illustrare il check-up al quale è stata sottoposta l'azienda, e la strategia per riportarla alla redditività.Con le debite proporzioni il "buco" nei conti della Superga ha evidenti analogie con quello che emerse dalla valutazione del magazzino libri della RCS e che  originò uno scandalo notevole, seguito dal rinvio a giudizio di personalità (e personaggi) di primo piano del Consiglio d'Amministrazione RCS e della capogruppo Gemina . Sui "panni sporchi"   nella Superga non si è udito il rullo dei tamburi; non si è dato fiato alle trombe; non risulta che siano in corso indagini per "falso in 
bilancio": almeno per ora.  
Meglio così ! 

 

 

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