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Alessandro Giustini

 

Abstract         Curriculum         

 

Oggi la Sfida della Sanità (non solamente quella del nostro paese) è centrata su questo punto: come  conciliare la Qualità percepita dalla Persona (quindi valorizzata ed apprezzata prima di tutto su aspetti di autonomia personale, benessere soggettivo, salute liberamente scelta e praticata attivamente) con la Qualità manifestamente sostenuta da  parametri oggettivi   bio-funzionali e da  parametri  di  efficacia scientificamente  evidente. 
In questa Sfida la Riabilitazione appare più fortemente ed  intimamente coinvolta; da un lato basta considerare che mai in Riabilitazione si può  prescindere dal coinvolgimento attivo della Persona nel progetto di recupero, dall'altro lato come la nostra Disciplina lavori con  specifici strumenti clinici e terapeutici che per loro natura e complessità  dimostrano la propria efficacia con maggior difficoltà  rispetto  alla maggior parte delle  Discipline Mediche  più tradizionali. Anche per questo appare urgente definire strumenti di monitoraggio dell'efficacia  delle  cure riabilitative accettati dal mondo scientifico e praticati dai riabilitatori, strumenti che debbono possedere la capacità di rappresentare non certo  parametri settoriali (di cellula, di organo o di apparato) quanto invece parametri funzionali globali di tutta la persona.  
Per confermare questo basti pensare in tal senso a quanto indica l'OMS nella nuova  Classificazione ICIDH-2 come  obbiettivi cui deve tendere ogni intervento di Riabilitazione:  Attività  e Partecipazione. 
In buona sostanza ormai è chiaro che la Riabilitazione come ogni altro aspetto della Sanità non può pensare di sfuggire alle “forche caudine” del controllo quantizzato  e scientificamente ripetibile  su procedure valutative, parametri di verifica  e programmi terapeutici. 
Come pure assolutamente anche la Riabilitazione ha l'obbligo di sottomettere  le proprie prestazioni, le proprie attività e strutture organizzative ed i propri risultati ad una seria valutazione della congruità tra costi e benefici. Questo non tanto perché il ns. Paese sia in un periodo di più o meno evidenti ristrettezze economiche, quanto perché senza dubbio non è etico nè deontologicamente corretto  avvalorare e somministrare  prestazioni terapeutiche (ovviamente anche diagnostiche) quando non sia sufficientemente sostenibile e condiviso il  loro  valore  qualitativo . 
Purtroppo questo nella Riabilitazione italiana è talvolta  avvenuto in passato, accreditando presunte terapie, diffondendo notizie miracolistiche e superficiali, illudendo speranze di disabili e di famiglie,  con l'unico effetto di un  vantaggio economico per i “santoni e guaritori” ogni volta in questione.  
E' quindi indispensabile difendere da queste  truffe sia la credibilità e  validità degli investimenti in Riabilitazione,  ma prima di tutto i diritti dei cittadini  disabili . 
Tutto ciò  conferma l'urgenza e la necessità della costruzione di quei parametri di valutazione sui veri contenuti sostanziali ed i veri obbiettivi della Riabilitazione (sia per la efficacia che per la congruità finanziaria) .  
Il Danno e la Menomazione sono settoriali e necessitano di specifici interventi terapeutici (anch'essi ovviamente  scientificamente accreditati  ed efficaci) ma i parametri per impostare, orientare e controllare l'intervento riabilitativo non possono esser che primariamente  globali: fondati cioè su dimensioni globali della Persona come  l'Attività,  l'Autonomia e la Partecipazione da recuperare. 
L'elemento centrale di questa operazione di qualificazione scientifica ed economica  al tempo stesso non può che esser  il  fondare su di una Prognosi  chiara, esplicita e verificabile il complesso degli interventi riabilitativi, cioè quello che va definito come Progetto Riabilitativo (che al suo interno contiene e si articola in molteplici Programmi di cura sui versanti farmacologico, fisioterapico, chinesiterapico, ortesico e protesico, di ausili tecnologici ed informatici, di adattamento ambientale etc.) che vanno proposti ad ogni singolo disabile da  accettare in  trattamento. 
Tra i tanti motivi per i quali evidentemente non può che esser lo Specialista in Medicina  Fisica e Riabilitazione a prendere  in trattamento riabilitativo i Disabili, per dirimere alla radice ogni residuo dibattito con gli altri Specialisti che pretendono di svolgere un ruolo autonomo in ambito riabilitativo, credo che basterebbe questa considerazione: solamente chi ha cultura ed esperienza  adeguata e specifica può assumersi la responsabilità prognostica nei confronti contemporaneamente della Persona e della struttura che sostiene l'onere finanziario della cura. 
Le radici scientifiche e la crescita professionale della nostra Disciplina consentono ormai con serenità e trasparenza di confrontarsi sempre con questa esigenza di esplicita e preventiva presa di responsabilità da parte di chi assume in cura la Persona  da riabilitare: quale altro significato può e deve avere il principio sacrosanto del “consenso informato” e del “coinvolgimento attivo” del Cittadino nelle cure che il Servizio Sanitario può e deve, in scienza e coscienza, mettergli a disposizione in risposta al suo diritto alla  salute ? 
Ciò deve valere in tutti i casi: di fronte alle gravi  e complesse  disabilità come pure di fronte alle situazioni di minor gravità, alle disabilità  segmentarie  che comunque molto spesso condizionano anch'esse, temporaneamente, l'autonomia e la qualità di Vita del Soggetto. 
Purtroppo in passato (ed ancora oggi) molto spesso si è somministrato cure riabilitative, in ricovero, in centri residenziali od ambulatoriali, talvolta anche molto prolungate ed onerose per il SSN, solamente in forza di una malintesa sensibilità assistenziale e quasi caritatevole nei confronti di persone svantaggiate e fortemente menomate: questo è stato quel comportamento definito come  compensatorio o  di surroga che invece può esser giustificabile solo in ambito di riconoscimento economico- pensionistico. 
Non è certo più un criterio tollerabile in campo clinico-terapeutico: le cure riabilitative debbono essere offerte e realizzate solo e soltanto se fondate su presupposti  evidenti  e mirate al raggiungimento di precisi e dichiarati  scopi. 
Non per nulla si parla sempre di più e giustamente di “Medicina fondata sull'evidenza” e quindi anche senza dubbio di “Riabilitazione fondata sull'Evidenza”.   
Altro aspetto che sta divenendo sempre più importante e delicato è il seguente: sono cresciuti nella consapevolezza degli stessi cittadini i diritti soggettivi alla tutela della Salute, sono cresciute le dimensioni  anche soggettive della Salute, stanno contemporaneamente  ampliandosi i parametri della libera  scelta  su quale salute e quale vita la singola Persona  scelga   di  perseguire   per  se  stessa.  
Ritornando a quella Sfida per la Sanità (e per la Riabilitazione per quanto ci riguarda) di cui ho parlato all'inizio potremmo riassumerla  nei seguenti 3 fattori ed in come essi entrano in conflitto tra loro oppure si compongono in ordini di priorità:  
- I valori e le priorità sociali e culturali  
- Le informazioni scientifiche  
- Le risorse disponibili . 
Questi non sono mai dei parametri predeterminati ed assoluti ma  sempre funzione e risultato di meccanismi (lenti o rapidissimi, coscienti e non) in parte interni al mondo sanitario ed in gran parte derivanti dal mondo della “politica”.  
Appare evidente infatti come le informazioni scientifiche di cui disponiamo sono il risultato degli investimenti devoluti alla ricerca ed agli obbiettivi prioritari che la “società”  ha voluto dare a questa ricerca, ed infine ai meccanismi politico-culturali che hanno guidato questa ricerca. 
Analogamente i valori che la società fa progressivamente propri discendono  in buona parte dalle informazioni scientifiche e da come essere vengono “somministrate e distribuite“: ad esempio se si vuol  veramente  sostenere la Riabilitazione potrebbe esser sufficiente farla conoscere non tanto come intervento quasi miracolistico, pietoso ed estremo ma invece come efficace intervento terapeutico, validato da vasti controlli  scientifici,applicabile a moltissime situazioni, in ogni età e con costi  assolutamente proporzionati ai vantaggi ottenibili .  
Ed infine è lampante come le risorse disponibili sono quelle che la politica e  le priorità dei valori sociali  decidono di mettere a disposizione di questo o di quel settore;  non certo per motivi epidemiologici o per efficacia terapeutica si giustificano  gli investimenti  ad esempio per AIDS o tossicodipendenza a confronto di quelli ( assolutamente non proporzionali) per la cura dei Traumatizzati Cranici o per  il trattamento dei Disabili  nella popolazione anziana. 
Fortunatamente  si sono inseriti altri due fattori che stanno spostando equilibri immobili da troppo tempo: 
- Umanizzazione delle cure  
- Libertà di scelta  
Questi sono aspetti di potente e positivo cambiamento  per i quali la Riabilitazione può riuscire ad interrompere dei circuiti “viziosi” che la penalizzano.  
Fortissimi  sono infatti la presa soggettiva ed il coinvolgimento attivo e partecipato che un programma di cure riabilitative ovviamente riesce ad innescare nella Persona Disabile.  
Altrettanto naturale è l'umanizzazione e  la personalizzazione che deve caratterizzare i trattamenti riabilitativi.  
Il rischio che abbiamo il dovere (morale e scientifico) di evitare è quello di strumentalizzare questa facilità per illudere e manipolare l'utenza: in questo ci soccorre appunto il criterio obbligatorio della Riabilitazione fondata sull'Evidenza. 
La crescita della cultura riabilitativa, delle attività e delle strutture di riabilitazione può dare un sostanziale contributo al rinnovamento complessivo della Sanità del nostro Paese: rinnovamento  dello stesso ruolo del Medico e del suo rapporto con i cittadini,della visibilità e credibilità del suo compito sia in termini professionali che complessivamente sociali.  
Medico  come promotore  competente e responsabile di sistemi complessi per la conoscenza  dei valori della Salute e la loro concreta praticabilità e non solo come depositario un po' paternalistico di taluni interventi tecnici.  
Nel mondo della riabilitazione questo mutamento è già avvenuto per l'impegno  dei fisiatri e degli altri operatori, è stato il frutto della capacità manageriale  e dell'impegno finanziario di molte strutture  private cresciute e qualificatesi in questo settore, è avvenuto nella qualità del rapporto interprofessionale e di coinvolgimento in équipe di decisioni e responsabilità, è stato infine favorito e sostenuto dalle indicazioni normative recenti e dalla programmazione ministeriale e regionale. 
Ed infine in riabilitazione è già pratica  concreta quella doverosa del controllo di congruità delle cure somministrate sia verso l'evidenza scientifica dell'efficacia  e verso la sostenibilità  dell'onere finanziario complessivo. Infatti in questi ultimi anni l'applicazione sul versante ambulatoriale dei tetti programmati di spesa e su quello ospedaliero delle tariffe giornaliere per MDC ha cominciato ad indurre una progressiva razionalizzazione delle prestazioni, pur se tra molte difficoltà e disparità.  
E' necessario che il Ministero e le regioni al più presto completino i meccanismi di controllo della spesa in rapporto ai bisogni ed alla qualità dei risultati, ed è prima di tutto necessario che i meccanismi di controllo siano applicati veramente a tutti i soggetti, pubblici e privati pariteticamente.  
E' altrettanto urgente portare a termine la definizione delle procedure di accreditamento allo scopo di rendere  parallelo e sinergico il controllo finanziario con quello della capacità gutturale e funzionale della struttura che si candida per tali flussi finanziari. Le strutture riabilitative italiane, pubbliche e private possono e vogliono dimostrare di essere già idonee a questo tipo di verifica, avendo da tempo consolidato sul terreno della qualità, della competenza e della professionalità, la propria credibilità  anche sul piano internazionale. 
Su queste basi possiamo dire che tutti gli investimenti indispensabili per l'urgente sviluppo delle Attività Riabilitative nel nostro Paese sono senza dubbio i migliori e più efficaci che il SSN possa fare.  
Efficaci e qualificati di per se stessi per le attività che realizzano, ma  nello stesso tempo potentemente capaci di sostenere la riqualificazione di tutta la struttura sanitaria: ricondurre le strutture ospedaliere per acuti ai loro specifici compiti propri, favorire il reinserimento a domicilio di quanti lo possano fare (anziani e non solo) grazie alle attività dei Medici di Medicina Generale, collaborare con le funzioni della rete dei servizi socio-assistenziali integrandole. 
Tanta  sicurezza  in queste affermazioni  può esser scambiata per presunzione, invece si fonda su una vasta conoscenza delle strutture, della cultura e delle capacità professionali del mondo della Riabilitazione di tutti i Paesi Europei e non solo Europei.  
Infatti ho la ventura, e l'orgoglio, di rappresentare per  la mia Disciplina  da ben 8 anni la FNOOM italiana nella Unione dei Medici Specialisti della Comunità Europea e di esser stato nominato recentemente, a Marsiglia nell'Aprile 1999, vice presidente della Federazione Europea degli Specialisti  in  Medicina Fisica e Riabilitazione.  
Mettendo in parallelo questo con la conoscenza della realtà riabilitativa italiana (della sua cultura profonda e diffusa ovviamente non solo tra gli Specialisti in Medicina fisica e Riabilitazione, dei risultati conseguiti in questo campo pur tra le enormi difficoltà legislative, organizzative ed economiche di tutta  la Sanità  del nostro Paese, della qualità delle strutture cresciute in tutte le regioni in questi ultimi anni) ho maturato appunto quella convinzione: le prospettive delle attività riabilitative italiane sono veramente ottime sia sul versante qualitativo che del rapporto costi/benefici purché le responsabilità decisionali politico-amministrative a livello Ministeriale e Regionale proseguano nell'impegno coerente ed innovativo che hanno messo in campo recentemente. 

Alessandro Giustini 
Primario Rep. Riabilitazione Neuromotoria 
Casa di Cura Madonna della Letizia 
Velletri 

  
 

 

Il Reparto è  dotato di 120 posti letto per la  degenza riabilitativa post- acuta per il trattamento di menomazioni e disabilità  funzionali e motorie  di qualunque genesi, è convenzionato ed accreditato dalla Regione Lazio e si inserisce  sinergicamente nelle attività della  Casa di Cura, che  è un Centro  Ospedaliero complesso ed  articolato  anche volto alla  Assistenza  Medico-Geriatrica, di Lungodegenza per patologie croniche, di Riabilitazione Cardiologica e  di Riabilitazione  Respiratoria. 
Le diverse dotazioni tecnologiche e  strutturali, le competenze scientifiche e professionali del personale , la completezza delle potenzialità di trattamento riabilitativo ne fanno uno dei poli  riabilitativi principali  del Centro Italia; ruolo rafforzato anche dalle intense collaborazioni scientifiche,  didattiche e di ricerca con l'Università  Cattolica e  la Sapienza di  Roma. Recentemente sono state  inoltre impostate  due  linee di collaborazione con il Dipartimento di Riabilitazione dell'Università di Los Angeles e con l'Istituto di Riabilitazione di Chicago con lo scopo di cercare di elaborare indicatori e  parametri  italiani di accreditamento  delle strutture e  delle attività di riabilitazione facendo tesoro della  pluridecennale  esperienza  USA. 
Il Reparto  è dotato di tutte le potenzialità terapeutiche indispensabili , dalle più tradizionali e consolidate come le terapie con Mezzi Fisici a quelle più moderne come il  Laboratorio di Terapia Occupazionale e per la confezione di Ortesi ed Ausili, il trattamento in  Bio-Feed back , accanto ad ampie palestre e ad un completo Laboratorio per il trattamento dei disturbi  cognitivi e della comunicazione; è inoltre supportato da tutti i Servizi  Diagnostici  (Laboratorio, Neurofisiopatologia,  Radiologia, Tac, RNM) e di consulenza necessari  per la completezza della valutazione e del trattamento di riabilitazione sia sul versante delle Discipline Cliniche più tradizionali (dalla Ortopedia alla Dermatologia, Oculistica, Neurologia, Cardiologia, Pneumologia etc.) che sul versante  della Psicologia e  delle più innovative attività  come la Diagnostica  delle  alterazioni dell'Equilibrio e la Valutazione Video-Computerizzata dei disturbi del Cammino. Dispone infine di un Servizio di Assistenza Sociale rivolto ai Degenti ed ai loro familiari. 
Una particolare attenzione viene riservata al trattamento riabilitativo in acqua nelle sue varie forme e potenzialità grazie ad un Reparto specifico dotato di vasca di trattamento e  camminamenti :  purtroppo questo è un aspetto della Riabilitazione  in ambiente ospedaliero che nel nostro paese è tradizionalmente e  colpevolmente dimenticato e sottovalutato. 
Per ultimo va segnalato come nel Reparto  venga  data la massima importanza agli aspetti  per così dire “alberghieri” del comfort da offrire alle Persone degenti : dimensioni ed arredi delle camere,   ciascuna con  Bagno  adeguato a soggetti disabili, ampi spazi comuni e  di socializzazione, giardino fruibile anche dalle persone in Carrozzina, servizio TV e Cinema nel pomeriggio, attività di animazione e socializzazione, menu' a scelta anche se con precise indicazioni dietoterapiche .  
Tutti questi   aspetti di  qualità ambientale e di ospitalità globale rivestono una importanza fondamentale prima di tutto rispetto ai diritti soggettivi delle  Persone in cura in ogni ambiente ospedaliero,  ma  in ambito riabilitativo assumono  quasi  una vera e propria valenza  terapeutica per due motivi:  la durata del periodo di cura che può protrarsi anche attorno ai 60 Giorni e l'esigenza che sempre in tutto questo tempo il Soggetto sia sostenuto e confortato anche in questo modo nel suo impegno attivo e motivato  a partecipare al Trattamento.  
Tutti coloro che hanno  esperienza di reparti Riabilitativi sanno bene come troppo spesso delle ottime prospettive di recupero vengono vanificate per depressioni e momenti  di negativismo soggettivo  che trovano la loro origine solamente in  problemi e dinamiche  interpersonali di convivenza durante la degenza ospedaliera.  
Quindi è doveroso per chi ha il dovere di farsi carico del Progetto Riabilitativo personale di ciascun Disabile  non sottovalutare mai questi aspetti accanto a quelli  più propriamente medico -scientifici e teraputici.

 

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