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Continua l'andamento negativo dei settori
della biomedica e della diagnostica. Le previsioni fatte dall'Assobiomedica
indicano infatti anche per il prossimo anno un decremento di circa il 3%
del mercato. Secondo Paolo Gazzaniga, dell'area economica di Assobiomedica,
“la crisi non è tanto sui volumi
quanto sui prezzi da tempo in discesa. Dal 96, infatti, quando il settore
ha subito il crollo, non è più riuscito a risalire”. L'Associazione
ha anche individuato il “colpevole”, ovvero le strutture sanitarie pubbliche,
che rappresentano i maggiori clienti. Secondo l'associazione le strutture
hanno pensato negli ultimi anni più a risparmiare che non alla qualità
dei prodotti ed ai vantaggi che l'uso di tecnologie può portare
nel processo sanitario. Sottolinea infatti l'Assobiomedica come il mancato
investimento in tecnologie può portare a un depauperamento tecnologico
e, alla fine, a un aumento dei costi.
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