Con questo primo intervento diamo inizio ad una nuova rubrica dedicata alla progettazione dell'ambiente di lavoro del medico, curata dagli architetti Eliana Colombo, Nicoletta Pellerito, Lucia Porta.  
Ogni articolo prenderà in esame un caso e sarà sviluppato con l'approccio che tipicamente si instaura tra committente e progettista, per analizzare e risolvere varie problematiche, dalla distribuzione degli spazi all'illuminazione, dalla scelta delle attrezzature all'utilizzo delle finiture, e sarà caratterizzato dalla presenza di un progetto corredato da tavole illustrative. 

Poichè il medico psichiatra riceve su appuntamento, solitamente ricerca per il proprio studio dei locali in un edificio provvisto di servizio di portineria. 
Pertanto lo spazio preso in considerazione per il progetto/tipo riguarda 
un appartamento derivante dalla frammentazione di una grande abitazione in una casa d'epoca, tipologia di edifici in cui è più facile trovare 
una portineria che funga da filtro tra interno ed esterno. 
L'appartamento in questione, di circa 50 mq,presenta una distribuzione dei locali di tipo classico: un grande ingresso, un bagno con antibagno e due stanze, ed è caratterizzato dall'affaccio su tre lati e dall'utilizzo di finiture di pregio.  
 
 
dIS.1  -  STATO DI FATTO  

L'APPARTAMENTO IN ESAME DERIVA DA UN FRAZIONAMENTO DI UNA GRANDE ABITAZIONE IN UNA CASA D'EPOCA. I LOCALI CHE SARANNO DESTINATI A STUDIO MEDICO SONO: 
(1) - UN INGRESSO 
(2) - UN ANTIBAGNO CON BAGNO 
(3) - DUE STANZE

L'intervento di ristrutturazione è stato quindi di tipo conservativo per esaltare le pavimentazioni preesistenti in seminato veneziano e in parquet di rovere inchiodato, posato a spina di pesce con cornice perimetrale, e i serramenti, ritmati da un disegno armonioso riportato a nuova luce con la sola rilucidatura. 
Le due stanze sono state messe in comunicazione tra loro abbattendo il 
tavolato e sostituendolo con una libreria in modo da avere in un ambiente unico l'area dedicata al colloquio e l'area destinata alla visita medica.  
La creazione di una nuova porta e la costruzione di un nuovo tavolato hanno consentito lo sviluppo dei due bagni (uno privato per il medico e uno a disposizione dei pazienti) di gran lunga più funzionali rispetto all'unico servizio con relativo antibagno presente in origine nell'appartamento. 

Interpretazione progettuale 
  
Secondo le normative vigenti questa tipologia di studio deve prevedere uno spazio attesa, un ambulatorio e un servizio. 
Lo spazio attesa deve essere insonorizzato e non visibile all'interno dello studio.  
Lo studio vero e proprio deve essere raccolto, non troppo grande, caratterizzato da colori scuri alle pareti. Deve comunicare l'ambiente “buono” senza essere sfarzoso, e non deve essere caratterizzato dalla presenza di troppi colori.  
Deve ispirare tranquillità. 
La suddivisione classica prevede una scrivania, delle sedute e uno spazio relax, nella zona dedicata al colloquio; un lettino e l'attrezzatura medica, nella zona dedicata alla visita. 
 
 
DIS 3 - PROGETTO 

E' STATA REALIZZATA UNA SALA D'ATTESA CON  UN BAGNO ADIACENTE PER I CLIENTI  
( 1),(2)

 

Le uniche attrezzature vicine alla scrivania sono il telefono con segreteria telefonica che funziona durante i colloqui, e, a lato del tavolo, il computer con stampante non in vista.  
L'informatica deve essere presente, ma in modo discreto. 
Per l'allestimento degli interni consigliamo un arredamento curato e accogliente, senza cadere nell'eccesso della personalizzazione. Il paziente deve essere innanzitutto rassicurato, deve sentirsi ospitato in un luogo autorevole e tranquillo ed al contempo il medico deve essere messo nella condizione di creare un rapporto di “complicità” con l'ammalato, ma di controllare sempre la situazione.  
Il professionista deve rimanere uno schermo su cui si proiettano le fantasie del paziente. 
Gli elementi ornamentali dell'ambiente devono consentire una certa ampiezza di dialogo e non devono mai essere ostentati.  
In questo allestimento abbiamo optato per l'eleganza senza tempo dello stile “old England” mixando il rigore formale delle boiseries al calore dell'essenza del legno di ciliegio per la loro realizzazione. 
 
 
UNO STUDIO PER LE VISITE CON UN BAGNO PRiVATO PER IL MEDICO (4), (5)
Le finestre non sono mai aperte e sono sempre schermate con tende così da suggerire un'atmosfera chiusa, filtrata, protetta. L'inserimento di 
un impianto di climatizzazione è gradito. 
La sala d'attesa è di ridotte dimensioni, poichè serve ad ospitare gli eventuali accompagnatori e le emergenze, non necessita di molte sedute e deve comunicare l'intervento mirato. 
Suggeriamo di realizzare un ambiente confortevole, semplice e sobrio in cui può essere adottata musica diffusa oppure può essere utilizzato un apposito apparecchio per produrre il cosiddetto “rumore bianco”. E' consigliato l'inserimento del verde che, oltre a suscitare sensazioni rilassanti, assolve la funzione di “quinta di separazione” tra i visitatori. 
Nello studio dello psichiatra la libreria è utilizzata come interparete per creare un diaframma tra l'area dedicata al dialogo e quella dedicata alla visita medica.  
Non è sovraccarica di libri per non impressionare il paziente che ricerca nel proprio medico comprensione non soltanto intellettuale ma anche affettiva. Per lo stesso motivo non si deve esagerare con l'esposizione dei titoli. 
Alla scrivania l'illuminazione è più forte e concentrata, nell'ambiente è soffusa e organizzata attraverso punti (piantane con illuminazione diretta verso l'alto).  
Sostanzialmente vi è una diversità di illuminazione tra il luogo della scrittura e quello della parola. 
L'area destinata alla visita medica è schermata ma non separata dallo studio.  
Questa distribuzione, oltre ad essere funzionalmente molto valida, sottolinea la scelta culturale del non far prevalere l'atteggiamento organicista rispetto a quello psicologico nè viceversa.  
 
 
UNO STUDIO MEDICO PER LO PSICHIATRA (3)
Perchè, come dice Oliver Sacks nella sua prefazione a “Un antropologo su Marte”, "..se è vero che si può inorridire alla vista della devastazione prodotta dai disturbi o dalle malattie dello sviluppo, è vero anche che a volte è  possibile  considerarle eventi creativi, perchè pur distruggendo particolari vie, certi modi di fare le cose possono tuttavia forzare il sistema nervoso ad aprire nuove strade e ad escogitare nuovi modi, inducendolo a crescere e ad evolvere in maniera inaspettata ".  

Eliana Colombo,  
Nicoletta Pellerito, Lucia Porta 
 Architetti, operanti a Milano nei settori dell'Architettura di Interni,  
dell'Architettura  del Paesaggio  
e della  Comunicazione.

 
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