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Con questo primo intervento diamo inizio
ad una nuova rubrica dedicata alla progettazione dell'ambiente di lavoro
del medico, curata dagli architetti Eliana Colombo, Nicoletta Pellerito,
Lucia Porta.
Ogni
articolo prenderà in esame un caso e sarà sviluppato con
l'approccio che tipicamente si instaura tra committente e progettista,
per analizzare e risolvere varie problematiche, dalla distribuzione degli
spazi all'illuminazione, dalla scelta delle attrezzature all'utilizzo delle
finiture, e sarà caratterizzato dalla presenza di un progetto corredato
da tavole illustrative.
Poichè il medico psichiatra
riceve su appuntamento, solitamente ricerca per il proprio studio dei locali
in un edificio provvisto di servizio di portineria.
Le due stanze sono state messe in comunicazione tra loro abbattendo il tavolato e sostituendolo con una libreria in modo da avere in un ambiente unico l'area dedicata al colloquio e l'area destinata alla visita medica. La creazione di una nuova porta e la costruzione di un nuovo tavolato hanno consentito lo sviluppo dei due bagni (uno privato per il medico e uno a disposizione dei pazienti) di gran lunga più funzionali rispetto all'unico servizio con relativo antibagno presente in origine nell'appartamento. Interpretazione progettuale
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Le uniche attrezzature
vicine alla scrivania sono il telefono con segreteria telefonica che funziona
durante i colloqui, e, a lato del tavolo, il computer con stampante non
in vista.
L'informatica deve essere presente, ma in modo discreto. Per l'allestimento degli interni consigliamo un arredamento curato e accogliente, senza cadere nell'eccesso della personalizzazione. Il paziente deve essere innanzitutto rassicurato, deve sentirsi ospitato in un luogo autorevole e tranquillo ed al contempo il medico deve essere messo nella condizione di creare un rapporto di “complicità” con l'ammalato, ma di controllare sempre la situazione. Il professionista deve rimanere uno schermo su cui si proiettano le fantasie del paziente. Gli elementi ornamentali dell'ambiente devono consentire una certa ampiezza di dialogo e non devono mai essere ostentati. In questo allestimento abbiamo optato per l'eleganza senza tempo dello stile “old England” mixando il rigore formale delle boiseries al calore dell'essenza del legno di ciliegio per la loro realizzazione.
un impianto di climatizzazione è gradito. La sala d'attesa è di ridotte dimensioni, poichè serve ad ospitare gli eventuali accompagnatori e le emergenze, non necessita di molte sedute e deve comunicare l'intervento mirato. Suggeriamo di realizzare un ambiente confortevole, semplice e sobrio in cui può essere adottata musica diffusa oppure può essere utilizzato un apposito apparecchio per produrre il cosiddetto “rumore bianco”. E' consigliato l'inserimento del verde che, oltre a suscitare sensazioni rilassanti, assolve la funzione di “quinta di separazione” tra i visitatori. Nello studio dello psichiatra la libreria è utilizzata come interparete per creare un diaframma tra l'area dedicata al dialogo e quella dedicata alla visita medica. Non è sovraccarica di libri per non impressionare il paziente che ricerca nel proprio medico comprensione non soltanto intellettuale ma anche affettiva. Per lo stesso motivo non si deve esagerare con l'esposizione dei titoli. Alla scrivania l'illuminazione è più forte e concentrata, nell'ambiente è soffusa e organizzata attraverso punti (piantane con illuminazione diretta verso l'alto). Sostanzialmente vi è una diversità di illuminazione tra il luogo della scrittura e quello della parola. L'area destinata alla visita medica è schermata ma non separata dallo studio. Questa distribuzione, oltre ad essere funzionalmente molto valida, sottolinea la scelta culturale del non far prevalere l'atteggiamento organicista rispetto a quello psicologico nè viceversa.
Eliana Colombo,
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