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| Perché
ricordare Jules Massenet? Questa volta non abbiamo tra le mani una commemorazione
tradizionale, o un centenario o un cinquantenario. E' solo per ricordare
un compositore trascurato. La Storia è così! Dopo la sua
nascita, avvenuta a Montaud, Saint Etienne, nel 1842 il “giovin musicista”
iniziò gli studi sotto la guida della madre ed a nove anni fu ammesso
al Conservatorio parigino. dove diventò allievo di Laurent per il
pianoforte e di Reber per l'armonia. Nel 1863 vinse il prestigioso Prix
de Rome con la cantata David Rizzio. Si può sintetizzare il suo
stile e la sua ricerca evidenziando un teatro in musica irruente
e contemporaneamente sentimentale. Insomma, un binomio apparentemente contrastante,
ma spettacolare per il gusto melodrammatico del periodo. Nel 1873 presentò
al Concerts Colonne un dramma sacro: Marie Magdeleine per soli orchestra
e coro ottenendo un buon successo di critica. Ma il suo lavoro più
significativo fu Manon che andò in scena il 19 gennaio 1884
all'Opera Comique. Un successo strepitoso che lo innalzò alle vette
più importanti del mondo musicale di fine Ottocento. Nel settore
discografico troviamo una registrazione raffinata e di profonda tensione
psicologica nel catalogo EMI 157-173141-3T con l'interpretazione della
Cotrubas, sotto la direzione di Plasson, a capo del Coro e dell'Orchestra
del Capitol Toulouse.
Si tratta di un'interpretazione raffinata, dove l'eleganza si diluisce con il temperamento infuocato dello stile, Massenet. Comunque, non esiste soltanto quest'opera, pur sempre significativa, poiché si dimentica La jongleur de Notre Dame del 1902 con un bella incisione della TIS (414613-1) dove la storia, il mito e il misticismo si uniscono, generando una pagina drammatica e senza pericolosi momenti di stasi. Sebbene siano rimaste attualmente in repertorio soltanto Manon e Werther, vanno ricordate altre partiture quali Le Cid, del 1885, e Thais, del 1894. A proposito del Werther si può citare la registrazione della Deutsche Grammophon (413304) con la direzione di Riccardo Chailly alla testa dell'orchestra Sinfonia WDR Köln, con un cast di tutto rispetto formato da Domingo, Obraszowa. L'interpretazione di Chailly è sagace, fresca e filologica, generando un suono descrittivo che supera sicuramente la registrazione della Philips 416854 con la direzione di Colin Davis, forse più sonora, ma meno di impatto psicologico. Massenet offre una impronta personale nell'uso e nella caratterizzazione dei personaggi, dando un taglio lirico-drammatico, abbinato ad un'orchestrazione raffinata. |
Ritornando
velocemente alla Manon, possiamo citare una rivisitazione fatta da parte
del compositore con il titolo Le portrait de Manon del 1894 che rievoca
la vecchiaia di Des Grieux con lo sviluppo o per meglio dire con l'arrangiamento
delle melodie principali dell'altra Carmen.
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