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| Ricorrono
i 20 anni di pontificato di Karol Woytila e, contestualmente, ha luogo
la formazione del primo governo post-comunista, il quale è sostenuto
da deputati eletti nella coalizione avversaria.
L'esecutivo presieduto da D'Alema sarà costretto a fare i tripli salti mortali, tra gli spinosi provvedimenti che dovrà adottare vi sono quelli riguardanti la parità scolastica e le pensioni, ma l'esame più difficile sarà quello sulla sanità. A questo proposito abbiamo intervistato la Sen. Carla Castellani, membro della Commissione Sanità del Senato. Senatrice, cosa pensa del D.D.L. 3299, appena approvato, con maggioranza risicata, dal Senato? Questo disegno di legge aprirà la strada ad un ritorno al passato, riproponendo al di là delle dichiarazioni di intenti, un centralismo ed un dirigismo estremamente politicizzato e controllato, fatalmente destinato ad aumentare l'inefficienza della sanità pubblica, allargando così i divario tra i cittadini più abbienti che si rivolgeranno in misura sempre maggiore alla sanità privata e gli altri che dovranno accontentarsi delle prestazioni fornite da un Servizio Pubblico sempre più burocratizzato, clientelare, demotivato e di conseguenza inefficiente. Quali
potrebbero essere le alternative?
Quali considera gli aspetti più negativi del disegno di legge? L'abolizione della revisione dei D.R.G., l'esclusività del rapporto di lavoro, che, se pur mitigata dalla opzionalità, non poggiando sui presupposti strutturali, temporali ed incentivanti, rischierà di fare lo stesso “flop” delle incompatibilità, l'ingerenza dei sindaci nella revoca dei direttori generali; la trasformazione dell'Agenzia per i Servizi Sanitari regionali che da supporto tecnico alle regioni diverrà la longa manus del ministro verso quegli assessorati alla sanità non politicamente allineati; l'individuazione di livelli essenziali di assistenza, anziché di livelli ottimali di assistenza da erogare ai cittadini; la stessa “rottamazione” dei medici faranno allontanare la nostra Sanità da quella europea a tutto discapito dei cittadini e degli stessi operatori sanitari. Ringraziamo
la senatrice per questa intervista volante.
La
Commissione Affari Sociali della Camera ha discusso il Disegno di legge
n. 4285, approvato dal senato contenente “Norme transitorie in materia
di gestione delle farmacie urbane e rurali”.
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tuttavia
i concorsi non sono stati ancora espletati, poiché, essendo la nuova
procedura concorsuale fondata su una prova attitudinale a quiz, questi
ultimi non sono stati ancora predisposti dal Ministero della sanità.
In conseguenza di tali ritardi, alcuni gestori provvisori di farmacie hanno superato o sono in procinto di superare i sessanta anni, e non potranno pertanto partecipare ai concorsi, neppure a quello in cui verrà assegnata la farmacia di cui sono sa anni gestori. Deve pertanto ritenersi che il conferimento in via straordinaria della titolarità della farmacia ai gestori provvisori che abbiano superato il sessantesimo anno di età sia un doveroso atto di giustizia. Inoltre, sono previsti criteri rigorosi per l'assegnazione in via straordinaria, che tengono presente non solo l'età anagrafica dei gestori provvisori, ma anche il periodo di gestione, che non può essere inferiore ai cinque anni, poiché tale è attualmente il periodo in cui non sono stati espletati concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche.” DISEGNO DI LEGGE Art.
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Da
una prima valutazione il disegno di legge sembra contenere aspetti contrastanti.
Da un lato i legislatori vogliono porre rimedio ad una situazione di perenne
provvisorietà, assegnando quel migliaio di farmacie rimaste prive
di titolarità, a causa di innumerevoli ritardi burocratici, a quei
gestori provvisori di farmacie che, aspettando il concorso, hanno oltrepassato
il limite di età per parteciparvi (60 anni).
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