
Nel
repertorio filmico americano è ripetitiva la scena del capofamiglia
( capita donna solo se è vedova)
che apre a caso la Bibbia, e trova (adesso sarebbero i King) la risposta. Proviamoci anche noi. Forse riusciamo a capire com'è che Rosy (nome antichissimo, d'origine babilonese) nella babele dei container lasciati marcire sui moli, e poi spediti a nuove destinazioni umanitarie, ha mandato (forse) i NAS a controllarne le condizioni igienico-sanitarie solo a cose fatte o disfatte, e il puzzo ammorbante del marciume è stato appioppato ad alcune scatolette di sardine consumato dai camalli baresi. Ma il vitello clonato a Cremona è stato sequestrato, carico più di aggravanti che di corna. Chiamarsi 'Galileo' è chiaro segno di volontà sovvertitrice di sistemi (tolemaici), con inequivocabile richiamo ad un personaggio che, pur terziario benedettino, l'Istituzione ha tenuto in gran dispitto per oltre tre secoli. Un Galileo clonato: pericolosissimo. Con le signore-a -pollice verde come la mettiamo? Quando si scambiano con trepidazione i 'getti' delle proprie beneamate piantine per riprodursele così: lo sanno che questa è clonazione propriamente detta? Perché 'clone' (da cui il nome Cloe) parte dal greco antico col significato di “tenera erbetta/verde germoglio”: ecco, la clonazione è innanzitutto l'antichissima arte di riprodurre una pianta non partendo dal seme, ma da un rametto già bello e sviluppato. Senza passare, dunque, attraverso tutto il ciclo fiore-impollinazione frutto seme... La pianta che vien su direttamente dal rametto è giusto un'estensione, un'espansione di quella da cui proveniva il rametto: è sempre lei, riprodottasi da una parte di sé. Non c'è filiazione. Apriamo la Bibbia: è già stato fatto, sin dall'inizio, sin dalle prime pagine. Perché così come la racconta il Genesi (e la notizia è ispirata da molto in Alto...) Eva è il clone d'Adamo: Il Supremo Fattor parte da un elemento corporeo già sviluppato (dicesi 'costola') e ne sviluppa un nuovo corpo intero: questo è il principio della clonazione. Con tutti i simbolismi, vecchi e nuovi, consci e inconsci, che ne sono stati ricavati, fin qui e oltre. Ma il vitello clonato è fuorilegge, oltre che per il nome, anche perché ricorda idolatrici vitelli d'oro? Ma noi italiani siamo tutti vitelli, mucche permettendo. Fatta mente locale sulla mancanza della 'V' nel repertorio fonetico dei Greci, in particolare antichi, per lo stesso meccaniano linguistico che ci fa dire 'enologia' e non 'vinologia' , quando i Greci arrivarono nello Stivale
per istituire la Magna Grecia, lo trovarono abitato da un popolo di adoratori
del vitello (culto ben distribuito nell'area del mediterraneo) che indicavano
se stessi come 'Vitlos', Vitulos, Vitaliani (come Brancati). Ma i Greci
non avevano la 'V' e furono, e fummo e siamo 'Italiani'.
In quel vitello di Cremona sequestrato in nome della Rosy si concentrano Libera Scienza, Paganesimo e idolatria: per l'igiene politica è molto più pericoloso dei container con licenza di marcire rilasciata da altri ministeri. Ma in un'altra pagina biblica (neotestamentaria) non si legge di abbandonare a marcire i 990 container smarriti, per sequestrare il vitello nero clonato? Parafrasando la caduta di Bisanzio:mentre al ministero di discute di cloni bovini, i barbari saccheggiano Sanità e salute. ![]() |
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