C'è
in giro un superbatterio, anzi addirittura un iperbatterio più
pericoloso del già famoso Visa (che non a caso ha lo stesso nome
di una carta di credito...) il denaro, sì proprio lui - e non “esso”,
ormai avendo assunto sembianze personalizzate... Detta così, la cosa può sembrare un inizio di crociata contro i soldi, alla fine del secondo millennio: quindi, retrograda, idealista, utopista, irrealista, fessa e magari decadente se non decaduta. Le crociate contro il Dio Mammone sono vecchie come il cucco, e dunque... E dunque in ogni caso se uno fa una crociata contro (che so) i rischi della velocità automobilistica, gli si potrebbe obiettare che anche questa è roba vecchia, e lui rispondere che non per questo è oggi meno attuale, anzi, visti i numeri delle vittime. Lo stesso varrebbe per il denaro che sta travolgendo il pianeta appunto a velocità sempre maggiore. Però lasciamo da parte la crociata, e affrontiamo invece le ripe neppur troppo scoscese di un ragionamento. Calcistico. Rotondo. Rotondolatrico. Forse qualcuno ricorderà i Mondiali del 1982, vinti in Spagna e per la terza volta, dopo quelli mussoliniani del '34 e del '38, dalla Nazionale di Enzo Bearzot. Il capitano era Zoff, uno degli alfieri Tardelli. Chi scrive passò i guai suoi per l'inchiesta sulla famigerata partita Italia-Camerun, un pareggio sospetto e poi risultato comprato. Dopo la vittoria venne anche fuori che gli azzurri si erano portati dietro, fin sull'aereo presidenziale di Pertini col quale giocavano memorabilmente a carte, i dollari premio su cui non intesero pagare le tasse...E altro ci sarebbe da raccontare. Questo per dire che fu un Evento da tutti i punti di vista. E lo fu naturalmente anche da quello politico, anzi dopo quella domenica di luglio di buona memoria soprattutto da quello politico. Ci fu un'abbuffata di benemerenze politiche nei confronti della “Nazione” sub specie calcistica: Pertini, e non c'è bisogno che ne rammenti alcunché, il primo presidente laico dell'Italia repubblicana, Spadolini, che non aveva mai visto prima di allora un pallone in vita sua, e destra, sinistra e centro. Solo l'estrema sinistra obiettò con poca voce sull'uso e la strumentalizzazione politica del calcio (e dello sport), uso e abuso analoghi sotto qualunque cielo (politico). Manco a farlo apposta, appunto, gli altri due titoli erano “caduti” durante il ventennio fascista. Si poteva, si doveva (si sarebbe dovuto, si dovrebbe) discutere assai di più su questa relazione tra sport e politica, ricca di implicazioni per lo più non sufficientemente emerse. Siamo sempre in tempo per farlo. Ma
adesso sta succedendo qualche altra cosa, più seria, più
grave. Il denaro, sotto forma degli interessi delle società, dei
clubs dico, dei diritti tv e degli introiti pubblicitari, in una
formula dei “poteri forti” dell'economia applicata allo sport (al calcio),
sta strumentalizzando ogni aspetto del calcio e dello spettacolo calcistico.
Non lo affermo io, “vox clamans” ecc., lo hanno detto prima un noto giocatore,
il difensore del Parma e colonna/colonnina della Nazionale, Fabio Cannavaro,
lo ha ribadito Zoff, quello Zoff campione del mondo con Pertini e attuale
Commissario Tecnico della Nazionale, lo ha controfirmato Tardelli, quel
Tardelli eroe di Spagna e oggi Commissario Tecnico della Nazionale Under
21. Cannavaro dice in sostanza che stanno spremendo il calcio come un limone, e solo per soldi (parte dei quali naturalmente vanno a lui, come categoria dorata; ma il discorso resta tale). Zoff lamenta che la Nazionale venga schiacciata, negli spazi e nell'attenzione, dagli interessi di Juventus, Milan ecc. Tardelli addirittura invoca l'intervento dei politici, del Parlamento, perché ciò non avvenga, o non avvenga del tutto. E il cerchio si chiude. Ma a quale cerchio ci riferiamo, cari, avveduti lettori? Se solo al cerchio inteso come sfera, anche se sarebbe già sufficientemente preoccupante ed istruttivo di suo, il ragionamento parrebbe restringersi a un settore, sia pure straordinariamente popolare. E invece il cerchio è più generale, e viene evidenziato grazie a quello che sta accadendo nel pallone, alla Nazionale. Dunque: la politica usa e abusa strumentalmente di un versante socio-culturale, quale è la passione popolare legata a un risultato sportivo. Se ne approfitta, certo, ma non ne cambia fondamentalmente il DNA. Che invece viene mutato, direi innaturalmente mutato o almeno modificato contro se stesso dagli invasivi interessi economici. L'Economia batte la Politica, nel calcio come nel resto in questa fine secolo/millennio, e siamo tutti a rischio. Perché se il mondo va nella direzione che conviene al denaro, senza controllo e filtro della politica, comunque espressione della volontà popolare (con tutti i distinguo del caso), per noi succederà come alla Nazionale di Zoff. E non eccepite che il mondo è sempre andato avanti così : se no vi esorto a rileggervi le prime righe di questo articolo, sulla velocità e sul rischio sempre maggiore di finire fuori strada. ![]() |
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