
In Italia, dobbiamo prenderne coscienza, vige una regola valida in qualsiasi settore della società: più si è impreparati e mediocri, più la carriera è assicurata. La massima “vinca il migliore” è puramente pleonastica, il migliore sarà di volta in volta il peggiore, salvo rari casi.
In politica è il tempo in cui i posti di maggiore responsabilità sono feudo di quelli che nel recente passato venivano chiamati “portaborse”.
Il ricordo di personalità, che nel bene o nel male, hanno lasciato il segno, di leader come Togliatti, De Gasperi, Michelini, La Pira, Scelba etc. fa parte di una realtà da dimenticare, affinché non sia possibile fare il paragone con quelle attuali; sarebbe troppo facile, per le nuove generazioni, fare delle valutazioni.
Gli ultimi a restare in orbita sono Andreotti e Cossutta. Andreotti ha superato - non si può non constatarlo - con “savoir faire” da leader, i processi intentati contro di lui, surclassando tutti gli accusatori.
Cossutta, a sua volta, secondo il libro "Mitrokhin Archive", recentemente pubblicato da uno storico inglese, pare abbia preso soldi dal KGB, dollari, mica soldini, tanti e per tanto tempo; tuttavia resta imperturbabile, fedele alle sue origini, coerente nelle sue azioni passate e presenti, non come i colleghi parlamentari voltagabbana, che pur di restare attaccati ad una poltroncina (badate bene, non una poltrona) sono disponibili a tutto. Sia Andreotti che Cossutta continuano a determinare la politica nel nostro paese.
In economia, come abbiamo scritto sul n.7/94 della nostra rivista, più si è capaci di fare debiti, più aziende si conducono al disastro, più in alto si arriva.
Il successo, possiamo affermare, è inversamente proporzionale alla preparazione, alle capacità individuali ed ai risultati ottenuti. Non riportiamo l'elenco, pieno di nomi, in quanto dovremmo riempire pagine intere. Anche in questo settore l'eccezione conferma la regola.
E' meglio non soffermarsi sulla giustizia, un tema trattato ogni giorno dai quotidiani.
Ed ora parliamo della sanità, che ci riguarda direttamente; nell'ambito dovrebbero prevalere l'etica professionale, le capacità tecniche, la correttezza, in quanto essa attiene all'individuo nella sua complessità.
Ebbene anche in questo campo, con molta amarezza, dobbiamo constatare che le regole non cambiano.
Ogni riforma fa scivolare la qualità dell'assistenza sanitaria sempre più in basso; anche nella sanità oggi prevale la regola di circondarsi di persone disponibili a tutti i compromessi, mediocri professionisti. Questi ultimi vengono chiamati ad occupare incarichi che dovrebbero essere di scienziati di alta levatura.
Recentemente un Direttore Generale, del quale per carità di patria non facciamo il nome, un "manager di alto livello", responsabile di una struttura sanitaria pubblica ha così risposto a chi gli faceva presente dell'impreparazione di un chirurgo da lui protetto al di là di ogni logica: “Cosa importa, dopo quattro morti lo mando a casa!”
Una simile affermazione dà da pensare...e tanto, pone delle domande alle quali non è prudente dare delle risposte. Questa non è che un aspetto di quella che viene definita “malasanità”, ovviamente con tutte le sue eccezioni.
Sembra una visione catastrofica della realtà.
Tutt'altro, siamo convinti che dopo la mezzanotte sorge l'alba. Nell' attesa resta la Dea Bendata ad elargire un po' di speranza; attenzione, anche per la Fortuna non si deve puntare sui vari sistemi, sui numeri ciclometrici, frutto di studi, si fa per dire, statistici.
Basta una mediocre schedina da 1.600 lire per diventare “milionaire” e al cane che ha denaro si dice: "Signor Cane"., e può espatriare.
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Desideriamo segnalarvi due nuove rubriche.
Tratti dalla Gazzetta Ufficiale, verranno pubblicati i bandi di concorso indetti per il primo e secondo livello medico, con aggiornamento mensile, mentre in Internet (sul sito http://www.cesil.com) verranno riportati settimanalmente. I concorsi saranno seguiti fino al compimento dell'iter.
Inoltre, a cura dell'Unicorno, inizia la rubrica “La salute della salute”, un po' seria, un po' scherzosa e, perché no, un po' pungente, proprio come l'Unicorno.
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