In Italia la Telemedicina Cardiologica mosse i primi passi nel 1976
con la trasmissione di ECG dalle abitazioni dei pazienti alle strutture
ospedaliere utilizzando le normali linee telefoniche.
Risale agli anni '80 la più importante esperienza nella Telemedicina
Cardiologica, nata per iniziativa della SIP, che ha consentito la messa
a punto di due sistemi per la trasmissione a distanza di tracciati ECG:
il “Cardiotelefono” (strumentazione basata sul principio di un elettrocardiografo
a 12 derivazioni associato ad un sistema telefonico ricevente dedicato)
ed il “CardioBip” (sistema portatile a 2 derivazioni).
Negli ultimi anni sono stati introdotti sistemi a 9 o 12 derivazioni
in grado di trasmettere attraverso la normale linea telefonica tracciati
ECG con il semplice accoppiamento acustico ad un apparecchio telefonico
(9,10).
Esperienza
del Centro Genovese
di Telemedicina Cardiologica
Il Servizio di Telemedicina Cardiologica, nato a Genova nell'Aprile
1995, è una struttura operativa centralizzata, attiva 24/24 ore,
capace di gestire, in tempo reale e a distanza, un evento cardiaco in atto.
Al Centro afferiscono molteplici unità operative periferiche
(Medici di Medicina Generale, Pubbliche Assistenze, Guardie Mediche ecc.)
con il compito di rilevare e trasmettere per via telematica, oltre
ai dati clinico-anamnestici, anche l'ECG del paziente per mezzo di elettrocardiografi
transtelefonici tascabili a 9 o 12 derivazioni.
Le derivazioni sono acquisite in fasi successive per una durata complessiva
di 40 secondi.
La trasmissione dell'ECG avviene, attraverso una particolare modulazione
del segnale, in 20 secondi. Il sistema informativo del centro di ascolto
utilizza il Sistema Operativo Novell 3.12 che permette la connessione di
stazioni locali e di un server utilizzato per immagazzinare gli archivi
ed i tracciati elettrocardiografici.
Il database è di tipo relazionale Paradox mentre i tracciati
ECG sono memorizzati come file di tipo binario.
Il centro è presidiato 24 ore su 24 da specialisti cardiologi
ed è in grado di fornire in tempo reale e a distanza servizi di
refertazione e diagnosi elettrocardiografica e di consulto cardiologico
generale.
In 4 anni di attività (sino al 30/03/99) il Centro ha valutato
28.117 pazienti (13.377 femmine), con età media di 61 anni.
Le sintomatologie più frequentemente lamentate sono state Toracoalgia/Precordialgia
(46%), Palpitazioni (17%), Dispnea (14%), Epigastralgia (5%), Lipotimia/Sincope
(5%).
Nel 60% dei pazienti l'ECG è risultato normale, nel 38% sono
state riscontrate alterazioni elettrocardiografiche che, seppur clinicamente
rilevanti, hanno consentito, anche nei casi più seri, il trattamento
domiciliare dell'affezione cardiovascolare.
Nel 2% dei casi (606 pazienti) le alterazioni elettrocardiografiche
riscontrate (aritmie minacciose in 297 pazienti, ischemia subendocardica
in 104, infarto transmurale in atto in 190, altra patologia cardiovascolare
in 15) rivestivano il carattere dell'urgenza/emergenza cardiologica per
cui si è provveduto all'immediata ospedalizzazione del paziente.
I dati riportati evidenziano la possibilità, mediante un servizio
di Telemedicina Cardiologica, di razionalizzare l'intervento sanitario
(anche in aree rurali con presidi sanitari insufficienti) mirando da una
parte ad una maggior tempestività d'intervento sul paziente con
evento cardiaco in atto e dall'altra al contenimento della spesa sanitaria
mediante riduzione dei ricoveri ospedalieri impropri.
Di non secondaria importanza è anche la rivalutazione della
figura professionale del Medico di Medicina Generale (Medico di Famiglia)
in grado così di poter intervenire sul paziente cardiopatico sotto
la costante (e in tempo reale) supervisione dello specialista Cardiologo.
Nell'ambito delle urgenze/emergenze cardiologiche e particolarmente
nella gestione del paziente con infarto miocardico acuto (IMA) transmurale
in atto, laddove le più valide opzioni terapeutiche (es.trombolisi)
sono legate alla precocità della diagnosi, la Telemedicina Cardiologica
può giocare un ruolo fondamentale nel ridurre la mortalità
extraospedaliera e l'entità del danno miocardico nell'IMA.
La mortalità extraospedaliera per IMA rimane ancora elevata
ed è verosimilmente legata agli elevati tempi precoronarici cui
è soggetto il paziente con IMA in atto.
Tra i tempi precoronarici, il tempo decisionale (TD), ovvero il tempo
intercorso tra l'insorgenza dei sintomi e la diagnosi clinico-elettrocardiografica,
è la variabile che senz'altro influenza maggiormente la mortalità
extraospedaliera.
In questi 4 anni di attività il Centro di Telemedicina Cardiologica
ha posto diagnosi di IMA in atto (Fig.1) in 190 pazienti (114
maschi, 76 femmine; età 62.1 +/- 13.4 anni ). Il TD è stato
di 0-1 ora in 70 pazienti (36.8%), di 1-3 ore in 44 pazienti (23.2%), superiore
a 3 ore in 76 pazienti (40%).
Se consideriamo inoltre i tempi medi organizzativo e intraospedaliero,
riportati dalla letteratura per la realtà italiana, ne risulta che
nel 60% dei nostri pazienti il tempo precoronarico è stato inferiore
a 4 ore e che circa il 30% dei pazienti ha raggiunto l'Unità Coronarica
entro la prima ora dell'IMA.
Questi dati assumono particolare importanza se consideriamo quanto
emerso da studi clinici quali GISSI 1 e GISSI 2: in Italia, infatti, soltanto
il 40% dei pazienti affetti da IMA raggiunge l'Unità Coronarica
entro le 6 ore e circa il 15% entro la prima ora (periodo in cui è
maggiore la possibilità del trattamento trombolitico di limitare
la mortalità e il danno miocardico permanente).
Quindi, pur con i limiti dettati dalla grandezza del campione esaminato
e dal fatto che i dati emergano da una valutazione retrospettiva, possiamo
ragionevolmente affermare che la Telemedicina Cardiologica può contribuire
sensibilmente a ridurre i tempi precoronarici e, di conseguenza, la mortalità
extraospedaliera nel paziente con IMA in atto.
Conclusioni
L'applicazione di sistemi telematici alla cardiologia apre nuove prospettive
nella gestione del paziente con sospetto evento cardiaco in atto, sia in
termini di diagnosi e trattamento precoci dell'evento che in termini
di contenimento della spesa sanitaria (costi di degenza ospedaliera, giornate
lavorative perse).
In conclusione, la Telemedicina Cardiologica può essere considerata
una speciale branca tecnologica innovativa che permette il monitoraggio
e la gestione dei pazienti cardiopatici grazie ad un pronto accesso alla
consulenza di esperti senza necessità di spostamento per il paziente.
Essa può contribuire a razionalizzare l'intervento medico sanitario
mirando contemporaneamente al contenimento della spesa sanitaria pubblica.
Si viene perciò a configurare una nuova modalità di erogazione
dell'assistenza sanitaria da parte delle istituzioni presenti sul territorio,
in grado di fornire servizi di diagnosi e assistenza medica in modo integrato,
superando i vincoli di distribuzione territoriale delle competenze, di
distanza tra esperto e utente nonché di frammentazione temporale
dell'intervento sul singolo assistito.
Giuseppe Molinari
Cattedra di Cardiologia
Università degli Studi - Genova.
Centro Nazionale
di Telemedicina Cardiologica - Genova |