

A Foggia è crollato un palazzo, 64 i morti accertati,
numerosi i feriti e i dispersi. Dalle solite inchieste sulle cause della
tragedia emerge un dato veramente allarmante e incredibile: in Italia vi sono
300.000, diciamo trecentomila, stabili a rischio. Calcolando per ogni stabile
una media di dieci appartamenti e per ogni appartamento una famiglia formata
in media da quattro componenti, si arriva a circa 12 milioni di cittadini.
Come si cerca di intervenire al riguardo? Dotando ogni stabile di un diario
storico del fabbricato, un libretto per puntellare i palazzi a rischio! Se
non ci fosse in gioco la vita di migliaia di persone ci sarebbe da ridere;
considerato che esiste un elenco, si presume che siano già stati individuati
con precisione, per ogni stabile, i rischi. Non sarebbe doveroso imporre ai
proprietari degli stabili - siano essi pubblici o privati - l'obbligatorietà
di effettuare i lavori per renderli sicuri entro un tempo ben definito? Forse
è troppo, meglio piangere sul latte versato.
Muore un ragazzo per una pillola di extasy
e il provvedimento qual è? Mettere in moto le verifiche dei carabinieri, quasi
che questo sia il solo deterrente per chi spaccia, mentre è urgente un più
serio e capillare intervento per bloccare gli spacciatori. Senza adottare
le consuetudini islamiche tanto di moda, forse sarebbe opportuno includere,
fra le sanzioni per lo spacciatore, la privazione dei diritti civili,
il ritiro del passaporto e la sostituzione della carta di identità con un
documento specifico, e poi arrivare alla fonte dove le pasticche vengono prodotte,
con provvedimenti altrettanto severi.
Si parla di obbligatorietà del casco per limitare
gli effetti degli incidenti stradali, come se il casco fosse l'unica soluzione
per evitare le tragedie che molte famiglie hanno vissuto; rendere obbligatorio
il casco è solo un sistema per incrementare le vendite delle aziende
produttrici. Sarebbe più semplice riportare le patenti a 21 anni e renderle
obbligatorie anche per chi guida i motorini.
Viene finalmente varata una legge costituzionale
sulla parità dei diritti fra accusa e difesa, normativa vigente
in tutti i paesi dell'Unione Europea. L'assurdo è che protestano personaggi
che farebbero bene a tacere, tutto mentre la Corte di giustizia di Strasburgo
condanna il governo italiano per la legge Prodi, che viola i diritti
umani, e che, paradossalmente, porta il nome dell'attuale presidente della
Commissione Europea.
Queste ed altre sono le incongruenze della
nostra società, che potremmo elencare e che non si possono commentare senza
essere tacciati di qualunquismo.

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