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cinque anni che Massimo Piparo porta in giro per l'Italia (con successo)
il celeberrimo musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, approdato, nel
1973, anche sugli schermi cinematografici. Tuttavia l'edizione di quest'anno
- e il regista non può che andarne orgoglioso - ha più ambizioni:
cast più prestigioso, allestimento più ricco, orchestra ritoccata
in meglio. Ovviamente lo spettacolo, pur mantenendo l'impianto originale, è stato adattato alle caratteristiche delle due star americane in cartellone: Carl Anderson (Giuda) e Amii Stewart (Maria Maddalena). Due
interpreti che, indubbiamente, fanno fare all spettacolo un salto di qualità,
per capacità vocali, carisma (Anderson fece Giuda anche nel film)
e pieno possesso della partitura; lo show, infatti, è cantato e recitato
integralmente in inglese, con sopratitoli in italiano.
Le scelte registiche sono improntate alla commistione tra sacro e profano connaturata all'opera rock in questione, ma con una caratterizzazione legata alle vicende italiane più recenti, in modo da creare con il pubblico una maggiore complicità. La bravura dei due protagonisti non deve far dimenticare che il resto del cast è italiano, composto per lo più da attori che hanno le spalle centinaia di repliche: tra gli altri, Egidio La Gioia, Paride Acacia, Olivia Cinquemani. La direzione musicale è di Nicola Panebianco, la “supervisione artistica” dello stesso Anderson, la cui straripante personalità sembra aver inciso su molte scelte di questa nuova messa in scena. Nella conferenza stampa di presentazione Anderson ha precisato che il ruolo di Giuda è molto impegnativo, a livello fisico, e che
morire in scena ogni sera è particolarmente gravoso; lui vorrebbe
un giorno interpretare Pilato, per il quale sono previsti brani più
gai rispetto a quelli del “traditore”. La Stewart, da parte sua, torna al teatro, che aveva abbandonato per privilegiare la carriera discografica. Resta il fatto che difficilmente potremo rivedere una produzione italiana con simili protagonisti; non ci rimarrà che attendere le compagnie americane in tournée europea, la cui qualità, talvolta, viene sopravvalutata. Per intanto godiamoci un Judas e una Magdalene di gran classe. |
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