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L’aumento
delle patologie prostatiche ed il conseguente maggior interesse “sociale”
di questa malattia ha portato, nell’ultimo decennio, ad un notevole
progresso sia diagnostico che terapeutico. Da un lato la possibilità
di determinare il PSA e di eseguire valutazioni ecografiche della
prostata per via transrettale ha permesso di individuare tumori prostatici
in fase estremamente precoce, dall’altro si sono sviluppate ed hanno
raggiunto elevati livelli di affidabilità le tecniche operatorie cosidette
“miniinvasive” che garantiscono eccellente qualità di risultati, unitamente
a tempi di degenza e convalescenza postoperatoria estremamente rapidi.
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