Anno XVII- n.04-01

 

 

 

 

 

Franco Manzoni

Il teatro tedesco di fine Ottocento rivendicò il desiderio di esprimersi liberamente senza norme e censure. Come in Francia si era istituito il Theatre Libre, così in Germania si venne a creare la Freie Bühne, che appunto tentava di allestire opere teatrali senza sottostare a vincoli.

Il maggior pregio della Freie Bühne fu il voler mettere in scena testi spesso proibiti oppure autori ancora ignoti, tra cui il dramma "Prima dell'alba" (1889) di Gerhardt Hauptmann. Con tale opera Hauptmann, in quest'atmosfera, debuttò al Lessing Theater di Berlino affacciandosi alla ribalta della cultura tedesca.

Nato in Slesia nel 1892, egli compì studi d'arte a Breslavia, di storia e filosofia a Jena, poi in Italia si interessò di archeologia e dal 1885 si dedicò interamente alla scrittura. Hauptmann divenne, in seguito, uno dei più importanti esponenti della drammaturgia e della cultura tedesca di epoca guglielmina e bellica. Ciò gli valse il Premio Nobel per la letteratura nel 1912.

Durante la sua lunga esistenza - morì, infatti, nel 1946 - compose numerosissimi testi, 45 drammi, 18 tra romanzi e novelle, sei poemi e tre raccolte di poesie.

L'opera "Prima dell'alba", influenzata dalle dottrine naturalistiche, analizza in profondità la scena in cui è ambientata, e cioè la vita quotidiana dei minatori in Slesia. Le condizioni familiari estremamente indigenti portavano inevitabilmente e con grande facilità questi lavoratori ad abbandonarsi al vizio dell'alcool. In tale contesto succede che lo scrittore Alfred Loth incontri la giovane Elena, la quale si innamora perdutamente di lui. La ragazza, proveniente da una famiglia di alcolizzati, viene respinta bruscamente da Alfred. Elena, disperata, si suicida.

Testo di un autore non ancora giunto alla notorietà, ottenne, tuttavia, un buon successo, grazie al quale Hauptmann fu incentivato nella redazione di un'altra opera, dal titolo "Anime solitarie" (1890),dramma certamente più psicologico, perchè ricorda a tratti alcuni personaggi ibseniani. Con questa pièce lo scrittore divenne sempre più noto ed ottenne un felice riscontro di critica e di pubblico. Il protagonista di "Anime solitarie" è un pastore protestante che, perduta la vecchia fede, vorrebbe anche liberarsi del vincolo matrimoniale che lo lega alla devota e fedele moglie, la quale rappresenta il passato e i dogmi, in cui lui non crede più. Il pastore, ormai ama un'altra donna, affascinante ed emancipata, però non ha la forza d'animo di contrapporsi ai voleri della famiglia, ai doveri del proprio ruolo, al timore dell'opinione pubblica e, in preda a una crisi di folle disperazione, si suicida gettandosi nel lago.

Altro testo, che contribuì a conferire all'autore ancor più vasta notorietà, è "I tessitori" (1892), considerato da numerosi critici il capolavoro di Hauptmann, dove lo scrittore torna ad atmosfere e temi di carattere sociale. Nella prima stesura egli decise di adottare la forma dialettale della Slesia. La massa dei tessitori è la protagonista del dramma. La vicenda fa eco a un fatto realmente avvenuto in Slesia nel 1844, dove dei lavoratori, sentendosi oppressi dalle condizioni di vita in fabbrica, insorgono, distruggendo macchinari di lavoro. L'intevento dell'esercito provocò l'uccisione di alcuni di loro e sedò ogni intento di rivolta. Lo sciopero, rievocato con toni epici da Hauptmann, intende sottolineare la presa di coscienza da parte degli operai, che comunque non possono sfuggire al destino della loro esistenza. Due personaggi emergono dalla massa: il vecchio Hilse, che credendo nella vita dopo la morte, non dà importanza a quello che succede e soffre in silenzio, e il giovane Maurizio, che sa leggere e scrivere, e prende in mano la causa dei tessitori. La questione rimane aperta: Hauptmann da una parte giustifica la lotta per migliorare le condizioni di vita, mentre dall'altra è vicino umanamente al vecchio che patisce con dignità.

Delle opere successive ricordiamo "La campana sommersa" (1896), che rappresenta un esempio di teatro caratterizzato da toni fiabeschi e simbolistici. Nella redazione delle sue numerose opere, Hauptmann alternò, infatti, tematiche di drammi realistici d'ambiente urbano o rurale ad elementi di carattere favolistico. "La campana sommersa", in cinque atti, è un poema drammatico, in cui si narra di Heinrich, mastro fonditore, che fa portare la migliore campana di propria produzione verso una cappella situata in cima alla montagna. Durante il tragitto, i folletti, divinità pagane, la fanno rotolare giù e sprofondare nel lago. Heinrich si salva per miracolo e viene amorevolmente curato dalla ninfa Rautendelein. L'uomo si innamora della bellissima divinità, ma gli amici, andati a cercarlo, lo riportano al villaggio, dove Heinrich ha moglie e figli. Il pensiero della campana in fondo al lago lo perseguita. Invaghitosi perdutamente della ninfa, la segue sui monti e crede di essere diventato chiaroveggente. Abbandona la moglie per Rautendelein, con il desiderio di costruire una nuova campana. Tuttavia quella vecchia, sommersa, come per magia inizia a risuonare dal lago attraverso le acque. Nel frattempo sua moglie, abbandonata e in preda a crisi di disperazione, si suicida, annegandosi nel lago. I due figli salgono al monte per consegnare al padre Heinrich le lacrime della loro mamma. A questo punto l'uomo maledice la ninfa, che lo ha portato alla perdizione, e torna al villaggio, da dove i compaesani lo scacciano. Heinrich fa allora ritorno dalla ninfa, per scoprire che è già convolata a nozze con il re dei Ranocchi. L'uomo, dopo aver visto un'ultima volta l'affascinante ceatura che lo ha stregato, non vede altra soluzione che togliersi a sua volta la vita.

Dei testi successivi, vennero pubblicati postumi il dramma antinazista "Tenebre" (1947) e la "Tetralogia degli Atridi" (1941-1948). Hauptmann, uno dei più significativi esponenti del Naturalismo tedesco, riuscì a conciliare la denuncia sociale delle condizioni miserevoli in cui versava la povera gente, con il tentativo di oltrepassare i moduli del Positivismo verso una impostazione simbolistica delle vicende della realtà quotidiana.