Anno XVII- n.04-01

 

 

 

 

 

Francesco Provenzano

In questi giorni molti sono gli argomenti oggetto di polemica fra gli schieramenti politici, non solo tra di due poli ma anche all’interno di essi.

Pare che nell’ambito del centro-sinistra prevalga il piacere di fare autogol, almeno se consideriamo la presa di posizione del ministro Bordon verso il Vaticano, riguardo ai danni provocati dalle onde elettromagnetiche.

La medesima cosa avviene con il referendum lombardo, così inviso alla maggioranza da farle perdere il senso della misura, in quanto, trattandosi di un referendum consultivo, non era il caso di farne oggetto di scontro. Tutto ciò dimostra all’elettorato in genere quanto sia insita nel centro-sinistra la paura di perdere le elezioni, visto che ogni iniziativa dell’opposizione viene subito contestata.

La polemica fra i Verdi e il ministro Veronesi è davvero il termometro di quanto siano pretestuose, e prive di basi scientifiche, certe argomentazioni; a Veronesi si possono addebitare molte dichiarazioni discutibili, ma non la competenza in materia oncologica. Più si avvicinano le elezioni e più sentiremo di queste castronerie, sia in uno schieramento che nell’altro. Perdere la poltrona comporta molti problemi, dai quali non sono esenti gli stessi leaders, soprattutto nel centro-sinistra, dove abbondano.

E’ il caso di Sergio Mattarella, imposto a Trento, che si troverà però di fronte il vice-presidente della regione Tarcisio Grandi, anche lui con la Margherita all’occhiello. L’UDEUR, da pare sua, lamenta di aver subito un KO, in Calabria, da parte dei DS, che hanno inserito un loro candidato al posto del deputato uscente La Macchia. Non manca poi l’aspirazione politica dell’ex autista di Bossi, che ha presentato una sua lista, subito definita “civetta” da Di Pietro e Rifondazione, che democraticamente non riconoscono agli altri di proporre liste proprie.

Tra gli ultimi atti del Senato, prima della chiusura delle Camere, c’è la conversione in legge del decreto 19 febbraio 2001, n. 17, “recante interventi per il ripiano dei disavanzi del Servizio Sanitario Nazionale al 31 dicembre 1999”.