| APRILE 1999 |
MEDIOCREDITO TOSCANO |
LA "BUFALA" |
Il Conto economico del Mediocredito Toscano evidenzia le conseguenze negative dell'acquisto dell' ICLE voluto (o imposto?) dall'azionista dimaggioranza Monte Paschi Siena e la successiva incorporazione avvenuta nel '92. Fu la ICLE che sulla seconda metà degli anni 80 effettuò un finanziamento alla Russia partecipando ad un consorzio promosso dal Mediocredito Centrale.
La crisi del sistema "Russia", sfociata nel '91 con una dichiarazione di insolvenza, il successivo aggravarsi della situazione economica, la svalutazione del rublo, una serie di trattative e di rinegoziazioni - condotte dal pool che aveva elargito il finanziamento - hanno "decimato" il credito dell'Istituto. Nella Relazione al bilancio 1998, scrivono gli Amministratori:
"L'esercizio è stato fortemente condizionato dalla svalutazione delle
posizioni Russia: infatti, i costi straordinari connessi alle rettifiche
dei crediti e dei titoli Russia sono ammontati a 50.534 milioni.
Conseguentemente il risultato economico - al netto dell'effetto fiscale - è
stato penalizzato di oltre 25.000 ml, riducendosi a 5.337 milioni (-70,6%)".
Note le cause, note le conseguenze, ma, come spesso (per non scrivere
"sempre") accade, non sono individuate ed individuabili le responsabilità.
Si perdono oltre 60 miliardi: se ne deve prendere atto punto e basta !
- Si dice che all'epoca tutti "correvano" a dar soldi alla Russia, ma se
l'argomento venisse approfondito, si potrebbe agevolmente accertare che
"correvano" soltanto quanti erano sollecitati da considerazioni più politiche che economiche.
- Si dice che la Russia di Gorbaciov sembrava essere un esempio di solidità, ma è noto che non lo era affatto e che soltanto ingenti iniezioni di denaro dall'estero avrebbero potuto tenerne in piedi i conti.
I danni conseguenza dell'incorporazione della ICLE, non si esauriscono con
quella che gli Amministratori definiscono "posizione Russia", ma sono "integrati" da ulteriori perdite (oltre 17 mld) per una controversa - poi
contestata -assicurazione con la SAGE.
Comunque un fatto è certo: scriverne e/o recriminare non rettifica di una lira l'entità del danno subito dal Mediocredito Toscano.
Da un istituto che avrebbe dovuto essere proiettato - secondo i propri fini
istituzionali - al finanziamento delle piccole e medie imprese e che si trovò coinvolto - per volere della MPS - in una mega-operazione del tutto estranea alla propria vocazione.
- L'acquisto dell'ICLE fu prospettato come un affare ma e` stato (per dirla alla "romana" ) ......... una "bufala" !
PAUL GINSBORG- LETIZIA MORATTI- VALENTINO
"PARI OPPORTUNITA' A CONFRONTO
Su "La Repubblica" del 9 u.s., in un articolo intitolato "Democrazia Misogina" Paul Ginsborg, ha evidenziato la schiacciante preponderanza degli uomini nei posti di comando della Società.
Scrive l'articolista:
"Qualsiasi iniziativa politica che cerchi di porre rimedio a una tale situazione di arretratezza è da accogliere positivamente: la proposta del Presidente del Consiglio di inserire il principio costituzionale di riequilibrio della rappresentanza tra i sessi nel decreto legge di riforma costituzionale federalista, va indubbiamente nella direzione giusta. E' un gesto significativo".
Dunque fra uomini e donne "pari opportunità" per legge.
Sostegno alle iniziative promosse da donne anche in molti finanziamenti dellaCEE.
¨ Il "Calepino dell'azionista" - edito da Mediobanca, - riporta l'elenco completo degli Amministratori e dei Sindaci di tutte le Società quotate.
85 pagine contengono oltre 1.500 nominativi: uomini, uomini, uomini. Donne
pochissime & & le dita delle mani !
¨ La riforma Draghi ha cercato di garantire, senza peraltro riuscirci, la presenza delle minoranze nei Collegi Sindacali.
Nessuna norma tutela ancora le "pari opportunità", sui ponti di comando
dell'economia.
Forse si dovrebbe fissare un quorum riservato alle donne nella composizione
dei Collegi di Amministrazione e dei Collegi Sindacali.
Questa proposta può sembrare - ed è - una provocazione, ma è certo che gli
Organi Amministrativi che includono - ad es. Letizia Moratti, Diana Bracco, Marina Berlusconi - donne, beneficiano di un tipo di personalità che gli uomini non hanno.
La diatriba sul perché e sul come della mancanza di un numero significativo
di donne ai vertici dell'economia è trita e ritrita.
¨ Mentre in politica, nel mondo del lavoro, nella cosiddetta "società civile" si combatte la battaglia per svincolare la donna stereotipo del sesso e/o della casalinga, la moda pare si preoccupi soltanto di evidenziarne in modo provocatorio l'aspetto fisico.
In questi giorni tengono banco le "sfilate"; le tendenze dei vari atelier vengono sottolineate nei titoli del quotidiano MF nelle pagine FASHION.
Sfilano dunque, raccogliendo applausi e consensi "Le aliene sensuali" di Lambros Milona, "Le femmine lascive" di John Galliano, "Le cocotte multicolor" di Pierre Balmain, "Le coulotte, pizzi, intarsi e ampi spacchi" di Valentino e così via.
La moda sembra contribuire a sottolineare diseguaglianze generazionali di
cultura, di mentalità, di comportamenti con la conseguenza di "arroccare"
gli uomini che contano e decidono nelle loro roccaforti.
Donne in politica, in economia, nella società, nella moda.
¨ Posizioni contraddittorie alla ricerca di un non procrastinabile equilibrio: possibilmente per logica e non per legge.
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