| APRILE 1999 |

E' stata una scoperta felice il lavoro pittorico di Fiorella Iori, pittrice toscana, nata a Cecina nel 1949, e che vive oggi a Milano, ove insegna Discipline pittoriche al Liceo Artistico Boccioni.
Scoperta che incide su più fronti, per capire l'incidenza di questa sua pittura, ricavata grazie alla cultura artistica acquisita intanto sotto la guida del maestro Fernando Farulli all'Accademia di Belle Arti di Firenze, eppoi al suo attivo lavoro di illustratrice per importanti case editrici, sul versante del vistoso rilancio di un'arte figurativa, dopo decenni di obbligatorio astrattismo o di realismo militante. Nella più generale attenzione verso lo specifico della pittura, per quel ritorno alla figurazione avviato già nei lontani anni Ottanta all'interno della Transavanguardia. Poi molteplici rivoli, diversi affluenti, aspetti della creatività, hanno contribuito a che il suo lavoro convergesse nel recupero di un concetto antico, in quel recupero o imitazione della natura, dell'immagine, la mimesis. Ecco dunque che da tempo la Iori restituisce a noi volti di donne, bellissimi visi, bellissimi sguardi, bellissimi profili, novelle beatrici, colte nelle pose più smagate, e il tutto manifestato con il gusto dell'esattezza, della precisione delle forme, dei colori pastellati, delle proporzioni, e dell'imitazione spinta fino ai limiti dell'inganno ottico. Nel dualismo delicatissimo di creazione e imitazione queste carte e cartoni di Fiorella Iori si caratterizzano in immagini di sorprendente bellezza, di pretesti e occasioni che danno chiavi di lettura oltre il semplice realismo tout court, in un impasto psicologico sottile da “intermittenza del cuore” per dirla nella lezione proustiana, e notare quei momenti preziosi e
sospesi, quegli attimi che si fissano nella memoria e nel cuore. Non è sola la Iori in tutto questo percorso, esiste tutto un manipolo di artisti sollecitati a dare corpo all'immagine, alla figura forse a torto dai più snobbata, e unica e vera ancora di salvezza in quel mondo dei nuovi-nuovi, dei citazionisti, dei neo-simbolisti; in questo manipolo vive alla grande anche quel genio del disegno che è Omar Galliani, i cui volti di donne hanno la magia di sensazioni, di emozioni, di tremori. Il segno della Iori è sensualissimo, traccia accortamente ogni forma, contorna le carni, dentro e fuori ci fa alitare un colore pulviscolare, dai blu ai bianchi. Questa ricerca artistica personalissima che si svolge di pari passo con il lavoro di illustrazione che da anni va portando avanti, gli ha dato già risultati brillantissimi di consenso critico. Ultimamente un'opera dal titolo “Come in ombra vi ascolta in silenzio” è stata accolta tra le opere della mostra “Il Mito Mediterraneo” del Civico Museo di Ruffano (Lecce), e l'artista sta già lavorando ad una “Madonna” che sarà acquisita come donazione del M.I.M.A.C., ossia il Museo Internazionale Mariano d'Arte Contemporanea della Fondazione Mons. Antonio Bello. L'abilità di questi soggetti femminili è tale che la Iori grazie alla sua operosità illustrativa fa coesistere un'armoniosa complementarietà di osservazione diretta e di invenzione mentale. Dipinti minuziosi, magiche sibille che, consapevoli di questa svolta esistenziale, rappresentano lo spaccato della nostra società alla imperiosa ricerca d'una bellezza non solo esteriore, ma anche spirituale.
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