APRILE 1999 
 
  
 
RICERCA TECNOLOGICA AVANZATA, OCCUPAZIONE E SVILUPPO "COMPATIBILE"
                   Abstract                                                                                         Curriculum     
 
Luigi Frati

Dopo una fase di elaborazione durata quasi 2 anni sono finalmente usciti ai primi di marzo (scadenza a 90 giorni dalla pubblicazione) sulla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea (Official Journal of the European Community) i primi bandi per partecipare alla assegnazione di risorse del "V programma-quadro" (5th Research, Technological & Development-RTD Framework) della Unione Europea, che copre 4 anni (1999-2002) con un finanziamento complessivo di 14.960 milioni
I bandi sono reperibili sul sito web “Cordis” http://www.cordis.lu/ oppure sul sito web della Direzione generale per la ricerca (DG XII) http://europa. eu.int/comm/dg12/ oppure via electronic mail info@dg12.cec.be. Si può anche telefonare agli Uffici per la comunicazione della DG XII, 200 rue de la Loi, B-1049 Bruxelles, 0032-2-2991865 fax 0032-2-2958220.
di Euro (circa 28.000 miliardi di Lire). Il Piano è stato elaborato con il coordinamento della Direzione generale per la ricerca (DG XII) e l'apporto delle delegazioni nazionali, approvato nella prima stesura e proposto dalla Commissione della Unione Europea, inviato dal commissario Edith Cresson al vaglio del Parlamento Europeo per il parere, infine sottoposto alla cosiddetta “concertazione” per raggiungere un accordo tra Commissione e Parlamento (sulla struttura del programma e sul budget). Un ruolo rilevante è stato svolto dai parlamentari italiani e tra questi soprattutto dal Prof. Umberto Scapagnini, che ha presieduto la competente Commissione del Parlamento Europeo e che si è raccordato costantemente con le posizioni espresse dall'Italia (sia dai Ministri Berlinguer e Zecchino, che dai delegati nazionali). Si è ottenuta così una consistente destinazione di risorse ad alcuni “programmi orizzontali” rilevanti per l'Europa in generale e per l'Italia in particolare, mentre a livello operativo sono state introdotte le “borse di ritorno”, cioè borse di studio e finanziamento per ricercatori che si siano recati all'estero ed intendano reinserirsi in un laboratorio del paese d'origine. Nella fase di elaborazione la DG XII ha utilizzato anche gruppi di esperti, leaders di ricerca riconosciuti a livello internazionale, per mettere a punto gli obiettivi specifici del programma.

Le caratteristiche generali del programma

La principale innovazione riguarda la struttura di tutto il programma: mentre infatti quelli precedenti erano essenzialmente tematici (la medicina, i trasporti, le biotecnologie, etc.), l'attuale programma (Tabella 1) si caratterizza per 5 grandi temi sui quali si innestano “programmi orizzontali” ritenuti caratteristici dell'Europa e delle sue prospettive di sviluppo. I temi sono:
1. Qualità della vita e gestione delle risorse viventi;
2. Utilizzazione della società informatizzata;
3. Crescita competitiva e sostenibile;
4. Energia, ambiente e sviluppo sostenibile;
5. Programma Euratom-nucleare, ciascuno dei quali suddiviso in 4-6 azioni-chiave. Come accennato vi sono inoltre 3 programmi orizzontali, che riguardano cioè tutti i grandi temi e che costituiscono il valore aggiunto per l'Unione Europea rispetto alle altri grandi aree geografiche di ricerca e sviluppo (Nord-America e Giappone-Est Asia):

a. confermare e sviluppare il ruolo internazionale della comunità della ricerca;

b. promuovere l'innovazione e la partecipazione alla ricerca della piccola e media industria (small and medium-sized enterprises-SMEs);

c. migliorare il potenziale di ricerca umano e le conoscenze di base nel settore socio-economico. Se questi sono gli obiettivi che appaiono immediatamente evidenti dal programma complessivo e dai bandi, è bene però imparare a “leggere tra le righe”, soprattutto mettendo attenzione agli obiettivi che vengono posti, che sono distinti in obiettivi specifici, definiti come “tematici” (ad esempio nel tema 1 “migliorare le risorse della vita”) e che riguardano l'oggetto della ricerca, ed in obiettivi generali, definiti come “orizzontali”, e che riguardano la finalità del programma di ricerca complessivo o la metodologia di affrontarla (ad es. innovare e far partecipare le piccole e medie imprese, accrescere il
potenziale umano, formare persone mediante la ricerca, migliorare l'utilizzazione delle infrastrutture di ricerca, promuovere l'immagine della ricerca, sensibilizzare il pubblico; promuovere la ricerca socioeconomica, la valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche, la messa a punto di un sistema europeo di indicatori di scienza, tecnologia ed innovazione).

Tra due progetti apparentemente di uguale qualità - uno accolto ed uno giudicato insufficiente - la differenza sta spesso nella presenza/assenza di intersecazione tra azioni tematiche e programmi orizzontali. Va infatti ricordato che è soprattutto su questo valore aggiunto che punta l'Unione Europea per avere ricadute positive sia in termini di competitività, che di occupazione: si ripercorre l'esperienza di altri paesi, considerato ad esempio che il “motore” dello sviluppo nel Nord-America è stato ed è tuttora nella piccole imprese, che sorgono con i venture capitals investiti in settori ad alto rischio, ma anche a grande innovazione e con valorizzazione delle risorse umane. Non a caso tra gli aspetti innovativi del V programma-quadro vi sono la internazionalizzazione della ricerca (l'Unione Europea non deve divenire un'area protetta, in una sorta di autarchia culturale) e la capacità di promuovere un più largo accesso alla ricerca da parte dei cittadini comunitari, insieme con l'individuazione dei parametri socio-economici che promuovano lo sviluppo. La mobilità dei ricercatori è incoraggiata tramite le borse di studio Marie Curie, i laboratori messi in rete (EMBO Laboratoires, tra cui quello per i topi transgenici di Monterotondo-RM; Joint Research Centres, tra cui quello di Ispra-VA), le borse di studio di ritorno (questo è stato un punto di successo della negoziazione da parte italiana).

Le azione-chiave di maggior interesse per la medicina

Dei 5 programmi tematici quello di maggior interesse per la bio-medicina è il primo. In effetti il Programma tematico 1 riguarda la qualità della vita e la gestione delle risorse viventi, con un finanziamento totale in 4 anni di 2.413 milioni di Ecu (circa 4.700 miliardi di lire): alimentazione, controllo delle infezioni, la cellula come “unità di produzione biotecnologica”, ambiente e salute, le risorse agricole comprese pesca e forestazione, l'invecchiamento della popolazione sono le 6 azioni chiave identificate (Tabella 2), mentre l'attenzione a lungo termine da parte della Unione Europea riguarda le malattie degenerative (compresi cancro e diabete), le malattie cardiovascolari e quelle rare, la ricerca sul genoma, le neuroscienze, la sanità pubblica, la ricerca sulle disabilità, studi di bioetica, studi sugli aspetti socio-economici della biologia e della medicina. L'incrocio tra azioni chiave, azioni a lungo termine e programmi orizzontali (sviluppo occupazione, coinvolgimento piccola-media industria) dà l'eccellenza di una richiesta di

Thematic programme 1
Quality of Life and Management of Living Resources 

The central topic of this programme is “quality of life”. Quality of European life means the quality of our individual lives (especially in terms of health), quality of the environment, and quality of communal life, including enjoying the economic benefits of the expected developments in life sciences and technologies. In concrete terms, the objective is to support research aimed at development which is truly sustainable, both for individuals, society, and the environment. Since the beginning of the century, we have seen technical progress bring about an increase in the quality of life in both developed and developing countries. But this progress has a cost: there is an increasingly obvious difference between the demands of human activities and the availability of natural resources. Research and technological development is thus necessary to strengthen the bonds between society, the living world, and the environment. This programme will contribute towards the achievement of that goal by means of three specific objectives: - To meet socio-economic needs The research envisaged is specifically intended to improve health, reconcile economic progress with environmental requirements, and improve the response to consumer needs. Thre is also huge potential for economic growth and job-creation in this field. - To increase European added value In all the fields covered by this programme, Europe adds value, either because the subject is cross-border by nature (e.g. environmental protection and management of living resources), or because it is worth studying at the European level (e.g. epidemiology), or because it has a direct link with Community policies (e.g. bio-ethics and biosafety) - in short, because the research, owing to its breadth or complexity, will be more effective if undertaken at a European level. - To support European competitiveness Developing sectors covering health, biotechnology, and the management of living resources, and creating the conditions for environmentally friendly economic growth should contribute to increased competitiveness and employment in Europe. For example, in 1997, the number of European biotechnology companies increased by 45% leading to the creation of about 12,000 jobs. To achieve these objectives, six key actions have been identified. Long-term research activities will also be supported in the following generic fields: - chronic and degenerative illnesses (in particular cancer and diabetes), cardiovascular diseases, and rare diseases; - research on genomes, and diseases of genetic origin - neurosciences - public health and health services (including the fight against drug-related problems); - research relating to the disabled; - studies in biomedical ethics and bio-ethics in the context of respect for fundamental human values; - study of the socio-economic aspects of life sciences and technologies within the perspective of sustainable development (the impact on society, economy and employment). Support could also be granted to the following research infrastructures, in particular with regard to their transnational coordination and their networking: biological databases and collections of biological material, clinical research facilities, facilities for aquaculture and fisheries research, etc.
finanziamento, sempre che si risponda a due altri requisiti fondamentali e cioè che il programma sia “adeguato” e coinvolga soggetti di più nazioni europee o associate alla Unione Europea. Riguarda la sanità anche l'azione-chiave 1 (sistemi e servizi per i cittadini) del programma tematico 2 (utilizzazione confidenziale di una società informatizzata): il budget di 646 milioni di Ecu è destinato - tra l'altro - allo sviluppo di tecnologie informatiche in sanità, a supporto della professione medica, della diagnostica, della organizzazione ospedaliera (sino all'ospedale “virtuale”). Ancora nel programma tematico 3 (crescita competitiva e sostenibile) vi sono azioni-chiave che riguardano lo sviluppo di nuovi materiali (compresi quelli utilizzabili in applicazioni biomediche) e nel programma tematico 4 (energia, ambiente e sviluppo sostenibile) vi sono azioni-chiave che riguardano la prevenzione e mitigazione dei “rischi e disastri”. Chi sia un osservatore attento della presenza della ricerca biomedica italiana nella letteratura scientifica internazionale noterà che sono inclusi tutti i temi in cui abbiamo una buona competitività: dalle neuroscienze all'ageing, dall'oncologia all'endocrinologia e diabetologia, dalle malattie cardiovascolari alle malattie genetiche, larga è la possibilità di accesso nel settore biomedico. Vale tuttavia la pena di ricordare le principali regole di partecipazione, compresi i criteri di giudizio che saranno utilizzati per valutare le domande.

Le possibilità di accoglimento delle domande

Le regole di partecipazione sono standardizzate: un buon programma, almeno 2 paesi membri partecipanti, coinvolgimento della piccola e media industria, induzione di occupazione. In realtà la questione è più complessa. Innanzitutto vi è un orientamento a finanziare programmi importanti, che comprendono 10-20 Unità operative di 3-5 Paesi dell'Unione Europea o con essa associati (es. Israele) per stanziamenti medi di 2-10 milioni di Ecu per ciascun grande gruppo. Il gruppo (definito cluster) può essere proposto come tale oppure formato a posteriori dalla DG XII fondendo più proposte di minor dimensioni (3-5 proponenti). Una domanda pervenuta nei termini (il 10% delle domande dall'Italia arriva fuori-termine) viene registrata dalla DG XII ed esaminata riguardo alla sua completezza: se supera l'esame amministrativo viene avviata alla valutazione da parte degli esperti (Tabella 3). E' anche possibile procedere ad una valutazione preliminare della bozza di proposta da parte degli Uffici della DG XII (optional pre-proposal check): si tratta di una procedura molto utile, soprattutto per chi presenti proposte per la prima volta. I proponenti possono fare uso di uno strumento software, disponibile attraverso il sito Internet DG XII o per posta elettronica; la proposta finale può essere inviata per posta elettronica purché entro i termini stabiliti. La proposta viene valutata da un gruppo di esperti selezionati dell'Unione Europea, che si avvale dei criteri utilizzati dalle Agenzie per l'assegnazione di fondi di ricerca:
a) qualità: elevata qualità scientifica, tecnica e manageriale nel contesto degli obiettivi del Framework (azioni chiave, programmi orizzontali);

b) grado di innovazione e progresso rispetto allo stato dell'arte, tenendo conto del rischio associato al progetto;

c) adeguatezza della metodologia e del piano di lavoro al raggiungimento degli obiettivi scientifici e tecnologici;

d) trasparenza, equità, imparzialità: le proposte sono valutate in base alle disposizioni, indipendentemente dalla nazionalità dei partecipanti o dall'identità dei proponenti, ma soltanto in base al merito, seguendo una autonoma “peer review”. Il “valore aggiunto” per l'Unione Europea è analizzato sulla dimensione del problema (contributo a risolvere problemi a livello europeo, cosicché un “progetto europeo” dovrebbe essere più grande, sommandone gli effetti, dei singoli progetti nazionali), l'associazione dei proponenti (massa critica europea in termini umani e finanziari) e il contributo agli obiettivi sociali della Comunità (preservare e/o sostenere l'ambiente, migliorare la qualità della vita e la salute, sicurezza, prospettive per l'occupazione). La valutazione dello sviluppo economico e strategico e dell'impatto tecnologico include la credibilità dei partners nel portare a termine il progetto, la possibilità di migliorare la competitività per i partners e gli utenti dei risultati, il contributo al progresso europeo e al diffusione delle strategie per i risultati auspicati.  L'ultima valutazione è focalizzata su “Risorse, partnership e management”, con riferimento alla qualità, appropriatezza, consistenza, efficienza e completezza dei compiti proposti, le sistemazioni previste, il monitoraggio dell'avanzamento del progetto, la qualità della partnership (competenza scientifica e complementarità dei partners), adeguatezza delle risorse (distribuzione dello sforzo tra i partners, risorse da utilizzare, facilitazioni per portare a termine la ricerca etc). Una scala di classificazione suddivisa in sei punti, da zero (non selezionabile) a sei (eccellente) viene utilizzata dagli esperti per valutare il progetto: il punteggio viene assegnato per ogni criterio (1. Qualità scientifico-tecnologica; 2. Valore aggiunto “Unione Europea”; 3. Contributo agli obiettivi sociali dell'Unione Europea; 4. Prospettive di sviluppo economico dell'Unione Europea; 5.Risorse, partnership e management) e per il progetto completo. Il punteggio finale viene discusso dal gruppo di esperti, cosicché una lista prioritaria di proposte meritevoli di finanziamento ed una lista di proposte da rigettare vengono inviate alla Commissione Ricerca Tecnologia e Sviluppo per la decisione finale. Ultimo ma non meno importante: non aspettare l'ultima settimana per presentare il progetto (il controllo opzionale della pre-proposta da parte del DG II è molto utile). E buona fortuna da parte dei delegati ed esperti italiani!

Luigi Frati
Delegato-esperto Italia per l'elaborazione

del 5th RDT Framework

  Leadership Medica® 
  Mensile di scienza  medica e attualita` 

 Copyright 1997© All Rights Reserved