| APRILE 1999 |
Gianfranco Malafarina
L'alcol, la droga, gli amori tempestosi, la malattia. L'alone romantico dell'artista bohémien bello, trasgressivo e maudit, dedito a ogni eccesso e pericolosamente in bilico tra mito e feuilleton, non ha reso un buon servizio alla fortuna postuma di Amedeo Modigliani, già insidiata dalla fin troppo facile presa di quella sua linea flessuosa ed elegante e dalla immediata, accattivante fruibilità dei suoi soggetti. Così, una grande e importante retrospettiva come questa di Lugano, dotata di una sessantina di opere di altissima qualità, eccezionalmente concesse da musei e
collezionisti di tutto il mondo, diventa l'occasione ideale per rivisitare nel modo giusto l'opera di un protagonista dell'arte moderna tanto leggendario quanto, in fondo, piuttosto misconosciuto. Della scultura, per esempio, tutti ricordano il caso clamoroso dei falsi di Livorno, architettato da un gruppo di buontemponi e avallato da autorevoli pareri critici. Qui, due splendide teste dell'artista consentono di verificare il ruolo e l'importanza della produzione plastica di Modigliani e l'influsso decisivo esercitato sulla sua arte dalla scultura primitiva, africana e oceanica, dall'incontro con Brancusi, dall'esigenza di confrontare e ibridare modelli plastici primordiali, connotati da un'estrema semplificazione formale, con un ideale tutto occidentale di armonia e di aristocratica bellezza. Gli esiti, coltivati con fervore in innumerevoli disegni e nelle poche sculture realizzate negli anni 1910-1913, vanno poi a confluire con naturalezza nella produzione pittorica, dove la fondamentale esperienza della scultura dà vita a una nuova, sorprendente sensibilità plastica e cromatica. Liberato da ogni funzione accessoria, descrittiva o di supporto, il colore infatti, partire dal 1914, verrà impiegato da
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Lunia Czechowska con
camicetta bianca
1917, olio su tela, 70 X 45
cm- Collezione privata,
TokioModigliani in senso propriamente costruttivo e la struttura
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Nudo seduto con le mani in grembo
1918, olio su tela, 100 x 65 cm- Honolulu Academy of Arts
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Jean Cocteau, 1916, olio sutela, 100 x 81 cm.H. and R. Pearlman Found.Incdell'immagine si baserà esclusivamente sull'accordo calibrato delle zone di colore. Ecco allora che il pittore maledetto, condannato dai suoi stessi eccessi, riassume anche nei ritratti, nei nudi, nei paesaggi, un ruolo di assiduo ricercatore, di strenuo sperimentatore, di uomo colto e geniale nutrito di vastissime letture e di feconde frequentazioni artistiche e intellettuali. Un amico giapponese di Modigliani, il pittore Foujita, ricorda che mentre dipingeva i nudi l'artista livornese gesticolava, gridava, ansimava, si agitava. Insomma si lasciava coinvolgere in modo quasi morboso dalla situazione. Eppure, nonostante le censure del suo tempo e l'ostentata esibizione del bacino e del pube, l'effetto prodotto dai suoi nudi è di serenità, di calda intimità, persino di dignitoso riserbo. Segno che in quelle carni femminili Modigliani non cercava la provocazione, lo scandalo, ma una sintesi artistica in cui l'esaltazione del corpo umano e l'amore per la donna potessero fondersi in un'esperienza unica dei sensi, dell'anima e dell'intelletto.
Leadership Medica®
"Amedeo Modigliani" Lugano, Museo d'Arte Moderna, Villa Malpensata 28 marzo – 27 giugno 1999
Orario 9 – 19
Lunedì chiusoIngresso Fr. 12 / Lire 12.000
Catalogo SkiraMensile di scienza medica e attualita`
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