| APRILE 1999 |
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Amedeo Pavone
Una grande risonanza ha avuto in questi giorni l'arresto cautelare di cinque primari dell'Ospedale San Raffaele di Milano. Sicuramente si è trattato di una di quelle notizie bomba che scuotono notevolmente l'opinione pubblica solitamente attenta a tutte le gravi carenze della Sanità in Italia. Ma cosa possono aver fatto questi illustri personaggi, noti in tutto il mondo scientifico, per meritare un sì grave castigo? Qui non voglio entrare nel merito della giustezza o meno di una norma che preveda l'arresto di un qualsiasi cittadino della Repubblica Italiana prima ancora di averlo ascoltato, riservandosi il magistrato di sentire la versione dell'accusato di un reato solo dopo che tutto il mondo è già al corrente che quel cittadino è stato associato alle patrie galere. Questo non è mio compito e lo lascio ad altri illustri commentatori, conoscitori di tutta la giurisprudenza e dei diritti e doveri di chi è preposto alla osservanza delle leggi in Italia, in Europa e nel Mondo. Una cosa sembra ormai certa ed è che tutta la contesa nasce in relazione alla giusta o errata applicazione delle norme che regolano i D.R.G. da parte dell'Ospedale in cui questi sanitari operavano. Per la verità in Italia questo sistema di pagamento forfetizzato delle prestazioni sanitarie eseguite in un Ospedale, pubblico o privato che sia, non ha una lunga storia, essendo stato introdotto nel nostro Paese solo dal 1996, anzi per essere più precisi dall'1 gennaio 1996. Come spesso accade in Italia, questa norma che entra in vigore il primo gennaio veniva approvata, insieme alla Legge Finanziaria il 31 dicembre del 1995. Ma, conoscendo come funziona la burocrazia in Italia vediamo cosa è successo nella notte tra il 31 dicembre 1995 ed il 1 gennaio 1996. Tutti gli Ospedali pubblici e privati sono regolarmente aperti e funzionanti e nessuno si sognerebbe mai di fermare sia pure per un'ora il corso degli interventi che magari si stanno effettuando anche nel momento in cui tutti festeggiano l'arrivo del nuovo anno. Nel frattempo è scattata una norma rivoluzionaria che modifica tutta la normativa sul pagamento delle prestazioni che da quel momento obbediscono ad una nuova impostazione metodologica per cui diviene importantissimo il legame diagnosi - prestazione - pagamento, a seconda che la prestazione sia stata eseguita alle ore 23.59 del 31.12.95 o alle ore 00:01 del 01.01.96. Ma vediamo invece cosa succede là dove si decide il destino dei sottoposti: Alle ore 24 del 31.12.95 la Legge è stata approvata con decorrenza 01.01.96 ma il Parlamento ormai è chiuso ed i parlamentari stanno giustamente stappando bottiglie di champagne per brindare all'anno nuovo. Ormai è iniziato quel periodo di vacanze che di solito termina con l'Epifania e quindi il Poligrafico dello Stato sarà regolarmente chiuso per cui, se tutto va bene, la Gazzetta Ufficiale verrà stampata intorno al 7 gennaio ma con il rispetto cartaceo delle date che sarà quella del 1 gennaio. Ma continuiamo questo ipotetico viaggio nella burocrazia italiana. Se tutto procede nel verso giusto (Poste italiane permettendo) la copia della Gazzetta Ufficiale sarà nelle librerie di Stato delle varie città intorno al 15 gennaio. Finalmente ora la copia della Gazzetta Ufficiale con la Legge bomba già in vigore da 15 giorni è sulla scrivania dell'Amministratore della struttura. A questo punto si tratta di stabilire come fare per rendere operativa il più presto possibile la norma che coinvolge, oltre all'Amministratore anche tutti gli Uffici Amministrativi dall'Accettazione Amministrativa alla Contabilità, tutti i Reparti dell'Ospedale dall'Accettazione delle Sale operatorie ai Laboratori di analisi alle varie Radiologie, Terapia Fisica e Riabilitazione, tutti i Primari, i Medici, le Segreterie di reparto. Come se tutto ciò non bastasse, visto che tutto ormai è informatizzato, occorre rivedere tutto il Sistema di Elaborazione Dati che dovrà provvedere a rilevare, elaborare e restituire tutti i dati necessari alla nuova organizzazione di richieste di pagamento della miriade di prestazioni effettuate sia in regime di ricovero, sia in regime ambulatoriale, sia in regime di Hospital -Day. Chiaramente per modificare le procedure informatiche sarà indispensabile far eseguire da tecnici specializzati una macroanalisi, una microanalisi ed una riscritturazione di tutti i programmi informatici dell'Ospedale. Quest'ultima operazione deve precedere tutte le altre in considerazione che tutta l'operazione D.R.G. è legata a dei numeri di codice che devono accompagnare ogni fase della degenza del paziente dal momento del ricovero sino alla sua dimissione o decesso. Tempo minimo necessario per lo studio, la elaborazione e la messa in opera delle nuove procedure informatiche: sei mesi. A questo punto inizia l'opera di preparazione del personale amministrativo addetto e la informazione e sensibilizzazione di tutto il personale sanitario alle nuove procedure da applicare retroattivamente dal 1 gennaio 1996. Purtroppo il funzionamento di un Ospedale, che deve essere assicurato 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, necessita di un turn over il personale che prima di essere raggiunto capillarmente dall'informazione e dalla comprensione delle nuove normative ha bisogno di vari mesi. Nel frattempo sarà trascorso anche tutto il 1996 ed il nuovo Sistema, anche se ufficialmente decollato, non ha ancora raggiunto una stabilità di volo. Lo stesso Ministro della Sanità ha pubblicamente riconosciuto che occorrevano tre anni per mettere bene a fuoco la nuova normativa e per di più è stato ufficialmente riconosciuto che andava completamente revisionata per poterla far funzionare bene (cosa che ancora oggi non è stata fatta). In compenso oggi è stato invece possibile immergersi in quella enorme mole di lavoro eseguita in questi tre anni per cercare degli illeciti. Sarebbe invece stato più opportuno che Organi del Servizio Sanitario avessero controllato sin dall'inizio la corretta applicazione del sistema innovativo di pagamento, andando sul posto a dare le necessarie impostazioni ai D.R.G. In questo modo avrebbero rilevato sul campo le necessarie modifiche da apportare al sistema provvedendo con tempestività alla loro correzione, senza criminalizzare e far criminalizzare nessuno, anche perché i cordoni della borsa li avevano in mano loro ed avrebbero potuto facilmente regolare i flussi degli esborsi che non ritenevano corretti.
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