| APRILE 1999 |
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La crisi che ha investito la Commissione europea con le dimissioni dei suoi membri ha dato un duro colpo all’immagine e al moralismo del Parlamento Europeo. La nomina di Romano Prodi alla guida dell’UE, ha ribaltato ancora i giochi all’interno della maggioranza di governo ed è prevalso, sia pure molto ma molto debole, lo spirito del nazionalismo italiano. Contemporaneamente non c’è pace fra gli ulivi, è esplosa la crisi del Kosovo che ha evidenziato tutte le contraddizioni che esistono nella coalizione di governo. Ogni giorno si alza una voce che protesta per le decisioni prese dal governo stesso e minaccia il ritiro di alcuni ministri. Sembra di assistere all’ultimo atto del “Trovatore”: “Partiam, partiam, partiam”. Per chi non ha mai visto il Trovatore queste parole vengono ripetute all’infinito, in tutte le tonalità, con il solo risultato, per i protagonisti, di rimanere per quasi tutto l’atto in scena. Nel campo della sanità si è giunti agli “sconti per industrie, farmacie e distributori”. Secondo gli ultimi dati, la spesa farmaceutica registrata dal Servizio Sanitario Nazionale nel ’98 ha toccato i mille miliardi. La commissione Affari Sociali della Camera, alla presenza del sottosegretario alla Sanità Antonino Mangiacavallo, ha esaminato e discusso la risoluzione dell’On. Carlesi: “Sugli ospedali psichiatrici”. Ecco il testo della discussione:
Nicola Carlesi (AN) illustra la risoluzione all'ordine del giorno, che fa seguito alla presentazione in Commissione dei risultati dell'attività svolta dal Comitato permanente per il monitoraggio del processo di chiusura degli ospedali psichiatrici e che intende sollecitare il Governo a prendere determinate iniziative. Le missioni svolte dal Comitato permanente hanno, infatti, evidenziato non solo i ritardi del processo di chiusura, ma anche le false chiusure o le chiusure meramente amministrative. Intende inoltre denunciare il fatto che i dati raccolti dal Comitato durante le missioni, non coincidono con quelli presentati dalle regioni al Governo. Pertanto, pur riservandosi di analizzare più analiticamente i dati, ritiene che il Governo debba verificare attentamente i dati trasmessi dalle regioni e non limitarsi a prenderne atto. Il problema della chiusura degli ospedali psichiatrici, inoltre, si interseca con quello della mancanza strutture alternative. Ritiene necessario investire nella psichiatria, in personale e strutture, e reperire idonee risorse, non risultando sufficienti quelle previste, che derivano dalla vendita delle vecchie strutture. Dopo aver sottolineato il problema degli ospedali psichiatrici giudiziari, che in determinate realtà costituiscono di fatto l'unico luogo dove vi è assistenza psichiatrica, svolgendo tuttavia le stesse funzioni dei vecchi manicomi, fa presente che il privato si sta fortemente inserendo in questa situazione di carenza del pubblico. Ciò tuttavia da correre il rischio della ripresentazione della vecchia realtà manicomiale, anche se in strutture più piccole, senza alcun collegamento con le altre strutture socio-sanitarie territoriali. Sottolinea, infine, il problema delle RSA in cui vengono talvolta rinchiusi pazienti non psichiatrici, ma che non trovano assistenza in altre strutture. Chiede quindi un impegno al Governo per un monitoraggio vero, e non solo burocratico-amministrativo, sul processo di dismissione, chiede inoltre una sollecita presentazione al Parlamento
del progetto - obiettivo sulla tutela della salute mentale e ritiene opportuna una discussione sui dati recentemente presentati dal Governo. Infine ritiene che il Governo stesso debba far ricorso ai poteri sostitutivi, attribuiti dalla legge, con la nomina di commissari ad acta in caso di inadempienza delle regioni.
Il sottosegretario Antonino Mangiacavallo dopo aver apprezzato il lavoro svolto dal Comitato permanente per il monitoraggio del processo di chiusura degli ospedali psichiatrici e dalla Commissione, fa presente che il Ministero della sanità, tramite il dipartimento per la prevenzione, ha sempre provveduto al monitoraggio dei dati relativi al superamento degli ex ospedali psichiatrici, comunicando al Parlamento i dati aggiornati al 31 marzo 1998, purtroppo incompleti a causa del ritardo con cui alcune regioni hanno comunicato i dati al ministero. Osserva che tutte le regioni hanno documentato, almeno formalmente, lo svolgimento del processo di chiusura in maniera analitica, pur ponendosi il problema, del resto preso in considerazione nel progetto-obiettivo, di operare verifiche sulla qualità degli interventi e dei luoghi.
Dai dati forniti, il processo di superamento degli ex ospedali psichiatrici risulta concluso in via definitiva in Emilia Romagma, nel Lazio e in Sardegna; mentre nelle altre regioni la conclusione avrà luogo in un prossimo futuro. Le ragioni dei ritardi sono generalmente individuate nella difficoltà di accordi con i comuni e i servizi di assistenza sociale di molte aziende sanitarie e in problemi di natura finanziaria, legati soprattutto alla difficoltà di vendita delle vecchie strutture. Fa inoltre presente che il Ministero della sanità è in grado di fornire un quadro aggiornato del processo di superamento degli ex ospedali psichiatrici alla data del 31 settembre 1998 , rimandando ad una successiva relazione per i dati sugli ex ospedali psichiatrici convenzionati. Il Ministero della sanità ha già elaborato il progetto obiettivo sulla tutela della salute mentale 1998-2000, oggi all'attenzione del Consiglio dei ministri, che individua gli obiettivi di salute e gli interventi prioritari a cui vincolare l'attività dei prioritari a cui vincolare l'attività dei servizi nel territorio di riferimento e che pone attenzione ai servizi per l'età evolutiva, al fine di attivare strategie complessive per la tutela della salute mentale in tutte le fasi del ciclo vitale della persona. Per quanto riguarda i poteri sostitutivi, fa presente che la legge 449 del 1997 ne consente l'esercizio. Tuttavia è necessario che il ministro della sanità acquisisca preventivamente i dati relativi all'attuazione della legge n. 180 del 1978 avvalendosi dell'Osservatorio nazionale sulla salute mentale e dell'Istituto superiore di sanità. A seguito dell'acquisizione di tali dati il ministro della sanità potrà determinare le quote di fondi da attribuire alle regioni ed eventualmente proporre al Consiglio dei ministri l'attivazione dei poteri sostitutivi con la nomina di un commissario regionale ad acta.
Maura Cossutta (comunista) ritiene non sufficiente lo sforzo del Governo, che ha semplicemente ratificato burocraticamente i dati forniti dalle regioni. Dopo aver ricordato l'intensa azione parlamentare svolta dal Comitato permanente per il monitoraggio del processo di chiusura degli ex ospedali psichiatrici e dal Parlamento con le norme inserite nelle ultime manovre finanziarie, rileva non solo il ritardo e l'incompletezza con cui il Governo ha trasmesso i dati, che non hanno peraltro tenuto conto di quelli acquisiti dal Comitato permanente, ma anche l'inadeguatezza del progetto - obiettivo sulla tutela della salute mentale, che di fatto sembra abdicare a qualsiasi possibilità di governare il processo di chiusura. E' altresì contrariata del fatto che il problema del personale degli ex ospedali psichiatrici privati non sia stato affrontato nel disegno di legge C. 4932 sul personale sanitario.
Fabio Di Capua (misto-Italia dei valori) ritiene che il processo di chiusura degli ospedali psichiatrici costituisca una pagina poco edificante della recente storia del Paese. Ritiene, inoltre, che sia preferibile l'intervento sostitutivo del Governo sulle regioni inadempienti piuttosto che attivare penalizzazioni finanziarie. Dopo aver rilevato, infine, che il paziente psichiatrico continua ad essere un paziente scomodo e politicamente improduttivo, condivide gli interventi dei deputati Carlesi e Cossutta e preannuncia il voto favorevole sulla risoluzione Carlesi 7-00555.
Dati presentati dal sottosegretario Mangiacavallo sul processo di chiusura degli ex ospedali psichiatrici fino al 30 settembre 1998
Al settembre 1998 è la seguente: 114 (2,4 per cento) soggetti sono deceduti.
994 (20,8 per cento) soggetti risultano inseriti o a domicilio o in strutture residenziali, sia del territorio, sia ricavate da edifici ex O.P. (Ospedali psichiatrici) allo scopo ristrutturati.
Analiticamente:
32 (3,2 per cento) sono inseriti a domicilio;
508 pazienti “psichiatrici” e 351 “non psichiatrici” sono inseriti in residenze ricavate dalla ristrutturazione di edifici dell'area ex O.P. (Ospedali psichiatrici) o in residenze del territorio, sia pubbliche che del privato sociale. Per raggiungere il totale di 994, a questi bisogna aggiungere 30 pazienti della Regione Toscana e 74 pazienti dell’ex O.P. Vittorio Emanuele in Campania. In attesa di superamento rimangono 3.661 pazienti. Il numero totale comprende 1340 “psichiatrici”, più 787 pazienti, per i quali non è stata fornita la suddivisione nei due gruppi diagnostici: tutti i pazienti della Toscana (407) e quelli dell'ex O.P. Vittorio Emanuele in Campania (24) o per i quali non è stato fornito un aggiornamento rispetto alla data della precedente rilevazione: Liguria (270) e Abruzzo (86). Alla data del 30 settembre 1998, il processo di superamento è da ritenere completato per ulteriori 5 ex O.P., così distribuiti:
Liguria 1 su 2
Campania 2 su 5
Puglia 1 su 2
Sicilia 1 su 3
Il processo di superamento deve essere ancora completato in 34 ex O.P.; pertanto la distribuzione dei processi ancora in corso regione per regione è la seguente:
n. ex O.P. Data ultima di completamento prevista
4 in Piemonte 31-12-1998
12 in Lombardia 31-12-1999
2 in Friuli V. Giulia 31-12-1999
1 in Liguria 31-12-1998
6 in Toscana 31-12-2000
2 nelle Marche 31-12-1998
1 in Abruzzo 31-12-1998
3 in Campania 31-12-1998
1 in Puglia 30-11-1998
2 in Sicilia 31-12-1998
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