
Il ripristino e l'inserimento ambientale, il recupero e la gestione di aree archeologiche, la difesa e l'arricchimento delle risorse territoriali ed ambientali appartengono da sempre alla cultura di impresa della Società Autostrade. Ma se negli anni '60 il recupero ditestimonianze e reperti era possibile solo a seguito di rinvenimenti fortuiti durante i lavori di realizzazione delle opere autostradali, oggi, con quarant'anni di esperienza e l'ausilio delle più moderne tecnologie applicate al monitoraggio dell'ambiente, la metodologia di intervento è completamente cambiata. Il territorio viene infatti sottoposto fin dalla fase progettuale, d'intesa ovviamente con la Sovrindendenza archeologica, a studi ed indagini per accertare ed attuare azioni di tutela preventiva. In quest'ottica è stato firmato nel febbraio 1998 un accordo fra il Ministero dei Beni Culturali e la Società Autostrade proprio per realizzare interventi di recupero,
salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali adiacenti alla rete autostradale e affinché alle parole seguissero subito i fatti, nello stesso giorno l'Amministratore delegato della Società, Bruno Corazza, e il Sovrintendente per l'Etruria Meridionale di Roma, Anna Maria Moretti, hanno siglato il primo atto concreto conseguente al protocollo: un atto di concessione e convenzione accessoria per l'uso della "Villa dei Volusii Saturnini”. La Villa (I sec.a.C.– I sec.D.C.), ritrovata negli anni sessanta e riportata alla luce in collaborazione con la Sovrintendenza, necessita infatti di ulteriori interventi di protezione
. L'impegno preso da Autostrade è quello di realizzare la copertura dei mosaici della Villa e ricucire l'area della Villa con la restante porzione di area archeologica demaniale, che con questo atto la Sovrintendenza gli concede in uso, eliminando l'attuale rampa autostradale, con l'obbiettivo di renderla fruibile al pubblico. Nell'ottobre dello stesso anno l'Unesco ha concesso il suo “alto patronato permanente” alla Fondazione Euromediterranea, creata dalla Società Autostrade a fine '96 con l'obbiettivo di conservare, arricchire, valorizzare i beni storici, culturali e architettonici connessi alla rete autostradale non solo in Italia, ma anche lungo gli itinerari internazionali.
Come sottolineato dal Prof. Giancarlo Elia Valori, Presidente della Società Autostrade e della Fondazione, costruire infrastrutture non significa assolutamente la cementificazione del territorio, ma inscrivere con saggezza e con risultati positivi armonici ed estetici, imponenti realizzazioni che consentono lo sviluppo di un paese moderno valorizzando ulteriormente paesaggio, ambiente e offrendo veramente alla collettività la possibilità di apprezzare i beni archeologici e culturali. “Dopo l'intesa con il Ministero dei Beni Culturali, la prima tappa del programma della fondazione Euromediterranea è l'intervento sulla Villa dei Volusii – ha detto il Prof. Valori – che si colloca nel più ampio progetto di potenziamento delle vie di accesso a Roma e di sviluppo dei servizi per il Giubileo dell'anno 2000.” L'intento della Società Autostrade, che ha portato alla costituzione della Fondazione, è quello di rendere strutturale, organico ed incisivo il proprio impegno sul fronte della promozione e della diffusione della cultura e di quei valori di integrazione europea e mediterranea che possono maggiormente qualificarla. Un impegno strategico a lungo termine che continuerà, ha assicurato il
Presidente della Società, anche quando Autostrade sarà privatizzata, data la lungimiranza dimostrata dalla imprenditoria italiana a tutela dei nuovi valori di rispetto ambientale e culturale alla base di uno sviluppo “dinamico” della società moderna. Ma l'attenzione per la cultura della Società Autostrade varca anche i confini Europei. La Società ha per esempio pubblicato nel '98 un libro dedicato alla Cina intitolato appunto “Pianeta Cina”. Il Libro caratterizzato da suggestive fotografie, vuole infatti essere un contributo alla conoscenza di un evento, il cinquantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare cinese, che ha segnato certamente in modo rilevante la storia del Ventesimo secolo. Alla cerimonia di presentazione del volume, a cui hanno partecipato S.E.Wu Minglian, Ambasciatore della Repubblica Popolare di Cina in Italia, il Prof. Antonio Baldassarre, Presidente emerito della Corte Costituzionale, il senatore Valentino Martelli ed il Presidente dell'Iri, Prof. Gian Maria Gros-Pietro, il Prof. Valori ha sottolineato nel suo intervento come “Significativi ed importanti appaiono, nel nuovo contesto internazionale i
segnali evolutivi lanciati dall'economia cinese che, grazie al senso di responsabilità ed alla profonda coerenza dimostrata dalle autorità politiche di quel paese, si appresta a diventare un fondamentale protagonista dell'economia mondiale del secolo che sta per aprirsi.” Nell'ultimo decennio, del resto, si è registrato un incremento degli scambi tra Italia e Cina, anche sulla base di un accordo bilaterale del '91. La continua crescita degli scambi tra Italia e Cina, anche sulla base di un accordo bilaterale del '91. La continua crescita degli scambi ha fatto sì che la Repubblica Popolare Cinese sia diventata il più importante partner commerciale del nostro paese in Asia, preceduto dal solo Giappone, mentre in ambito CEE l'Italia figura al terzo posto dopo Germania e Regno Unito. In effetti si può stimare in circa un miliardo di dollari USA la consistenza degli investimenti italiani in Cina, che coinvolgono oltre 700 delle nostre imprese, ed è prevedibile un ulteriore diretto coinvolgimento italiano nei programmi di sviluppo dei settori economici che il Governo cinese ritiene di prioritario interesse. Tra questi vi sono notevoli prospettive nel settore del trasporto su gomma che potrebbe interessare la stessa società Autostrade. Lo testimoniano le parole del Presidente Valori, il quale afferma che “le strategie seguite dai responsabili del settore prevedono la realizzazione di un ambizioso progetto che dovrà collegare 95 tra le più importanti aree cinesi mediante dodici tratte autostradali per oltre trentamila chilometri”.
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