| GENNAIO 1999 |
Una grande opportunità per i lavoratori autonomi e dipendenti, che possono integrare in modo cospicuo la copertura offerta dal sistema pensionistico pubblico.I Fondi Pensione sono uno strumento finanziario-previdenziale che ha introdotto un significativo
elemento di novità sullo scenario pensionistico italiano.
Accanto alla pensione che fa capo ai versamenti Inps, infatti, i lavoratori autonomi o dipendenti potranno godere di un regime previdenziale complementare, affidato appunto ai fondi pensione che potranno essere “chiusi”, cioè riservati a determinate categorie o realtà aziendali, oppure “aperti”. L'innovazione è davvero di ampia portata, dal punto di vista culturale oltre che tecnico. La pensione non è più un punto interrogativo bensì una certezza, da costruire nel tempo. In particolare, per rspondere a una dinamica del lavoro sempre più caratterizzata dalla mobilità, grazie ai fondi aperti è possibile accogliere singole posizioni previdenziali preesistenti trasferite da altri fondi, oppure accettare i versamenti di chi, per varie ragioni, non può accedere ai fondi chiusi. Un approccio onesto ai fondi pensione implica però due premesse. La prima: essi non nascono per risolvere i problemi finanziari del sistema pensionistico pubblico. La seconda: non rappresentano né una sorta di paradiso fiscale (nonostante le agevolazioni cui danno diritto), né lo strumento capace di introdurre milioni di lavoratori nell'Eldorado della finanza.Come vanno dunque realisticamente interpretati i Fondi Pensione, al di là della retorica? Come un impiego destinato all'età anziana, e quindi necessariamente di lungo termine, per il quale l'elemento della sicurezza sarà molto importante e per il quale dovranno quindi essere evitate avventure speculative. Con queste cautele e con queste riserve, i Fondi Pensione si riveleranno un fattore importante di integrazione pensionistica in una
società in cui il sistema pubblico potrà ragionevolmente coprire il fabbisogno previdenziale soltanto per una parte molto minore dell'attuale. Inoltre, correttamente impostati, i Fondi Pensione potranno costituire il veicolo che consentirà ai mercati finanziari italiani di acquisire maggiore spessore, apertura, flessibilità e professionalità. Ne beneficeranno non solo i rendimenti offerti ai risparmiatori, ma anche gli investimenti delle imprese e quindi, in definitiva, l'intera economia. In questa prospettiva di medio-lungo termine, un avvio lento e meditato può rappresentare un fondamento più solido di un decollo rapido, che sia seguito però da brucianti delusioni. Perché convengono i Fondi Pensione? La liquidazione accantonata dall'azienda frutta l'1,5% annuo più il 75% del tasso d'inflazione.
| FONDO PENSIONE APERTO SAI: PRONTO SUBITO, SICURO
SEMPRE
Una valida soluzione alle future riduzioni delle pensioni pubbliche arriva, in anticipo sui tempi, da SAI. E' già stato costituito il Fondo Pensione Aperto SAI, al quale possono accedere immediatamente tutti i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, i lavoratori di cooperative e i dipendenti di piccole e medie collettività aziendali. Per costoro il futuro tenore di vita potrà contare su maggiori sicurezze e importanti garanzie personali. I contributi di ogni singolo lavoratore sono capitalizzati in conti individuali e, a differenza dell'attuale sistema Inps, non servono per finanziare le prestazioni erogate dal Fondo; anzi essi vengono investiti nel mercato finanziario per offrire al contribuente le migliori opportunità di rendimento. Infatti, il lavoratore può scegliere a seconda delle sue esigenze fra tre linee di investimento, due delle quali garantiscono un rendimento minimo. |
Versando una parte di questa somma in un fondo pensione si otterrà molto di più. In ogni caso, iscriversi a un Fondo sarà vitale soprattutto per chi ha meno di 45 anni perché le pensioni future saranno più basse di quelle attuali. Di quali agevolazioni fiscali si può usifruire? I contributi a carico dei datori di lavoro non sono conteggiati nell'Irpef del dipendente e sono deducibili dal reddito d'impresa. I contributi a carico del lavoratore dipendente sono deducibili dal reddito fino a un massimo di due milioni e mezzo. Tutti i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e professionisti) possono dedurre fino a 5 milioni.