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Il Manoscritto 459 della Biblioteca Casanatense, conosciuto come "Historia Plantarum" (pubblicata da Franco Cosimo Panini in una sontuosa edizione facsimilare), raccoglie e tratta in maniera ordinata ed esauriente piante, animali e minerali con riferimento alle loro capacità farmacologiche e alle loro possibilità terapeutiche.
A sfogliare questo Codice, compilato verso la fine del Trecento alla corte di Gian Galeazzo Visconti per Venceslao IV di Boemia, tremano i polsi di fronte alla bellezza di tante illustrazioni e allo spessore di tanta cultura medica e filosofica. Le illustrazioni, di livello naturalistico vario, spesso raggiungono l’autonomia scientifica a corredo del testo, mentre la materia medica, ordinata in sezioni alfabetiche, si muove nell’ambito filosofico e scientifico degli antichi Auctores (Ippocrate, Celso, Galeno, Teofrasto, Dioscoride), mediato dagli insegnamenti salernitani, arabi e alchemici.
Per la straordinaria ricchezza di fonti che vi confluiscono e per l’abilità dell’Estensore di saperle coordinare e compenetrare, il Codice diventa una Summa medica attuale in ogni tempo. Infatti molte prescrizioni possono giovare tuttora per stringere l’intestino o viceversa per allentarlo, per mitigare il dolore dei visceri, per favorire l’espettorazione, per calmare il mal di denti, per curare le infiammazioni delle congiuntive, per regolarizzare il flusso femminile, per eliminare la renella, per sanare le ferite e le piaghe, per lenire i dolori articolari e muscolari, per abbassare la temperatura, per vincere i vari disturbi della vita di tutti i giorni. Al pregio dell’Opera concorre anche il corredo di illustrazioni (piante, animali, minerali, utensili vari, scene di vita quotidiana, figure di sapienti e di medici, motivi architettonici e floreali, fregi fitomorfici) dovute all’ingegno di Giovannino de’ Grassi, di suo figlio Salomone e dei suoi collaboratori di bottega.
Oltre ai semplici di natura vegetale, l’Estensore tratta, in numero più limitato, quelli di origine animale e minerale. Infatti i farmaci, accanto alle erbe, ai loro decotti in acqua o in vino, ai loro macerati in vino, olio o aceto, alle loro commistioni con vari grassi, alle loro polveri variamente miscelate e ai loro fumenti, prevedono il ricorso a macerati e polveri di organi animali, a estratti e polveri di minerali, a secreti e a escreti organici.

Dalla lettura del Codice si rileva che:
* L’Aglio (Allium sativum L.) combatte i vermi e allevia i disturbi delle vie aeree e urinarie. Allontana dal corpo ogni sorta di veleno. L’esperienza lo raccomanda come parassiticida, espettorante, fluidificante e diuretico. Gli studi degli ultimi decenni hanno aggiunto l’azione antiaggregante piastrinica, ipotensiva e antiateromasica.
* L’Agrimonia (Agrimonia eupatoria L.) giova contro ogni sorta di lesione della cute: ferite, piaghe, morsicature e pustole e giova pure nelle infiammazioni delle congiuntive e, cotta nel vino, nei disturbi degli organi interni.
* L’Aloe (Aloe spp) gode, tra le tante virtù, di una in particolare, di quella cioè depurativo-drenante che praticamente compendia tutte le altre nella visione ippocratica dei quattro umori. Si legge Alloen virtutem habet purgandi flemmam et mundificandi melanconiam. L’Aloe concorre a conservare l’eucrasia mantenendo armonica la proporzione del sangue, flemma, bile e melanconia, dal cui insieme deriva il temperamento individuale. Oggi all’Aloe la fitoterapia attribuisce la capacità di conservare l’omeostasi del terreno di ogni singola persona.
* La Bardana (Arctium lappa L.), nota anche come Lappola maggiore, ha perso nei secoli la credibilità di debellare la quartana e di favorire le cicatrizzazioni, mentre conserva quella di essere buona diaforetica e depurativa del sangue, utile in varie dermatiti e disturbi dismetabolici.
* La Borragine (Borrago officinalis L.) rasserena, depura l’organismo dagli affanni provocati dall’umore melanconico e cruda bonum sanguinem generat. Viene tuttora stimata per le antiche proprietà diaforetiche, pettorali, depurative e diuretiche.
* La Calendola (Calendula officinalis L.), o erba delle donne, provoca le mestruazioni, mentre nella gravida favorisce l’aborto. E’ già nota la proprietà antinfiammatoria, lenitiva e analgesica. Si legge item succus Ö dolorem dentium tollit.
* Il decotto, l’olio e i fumenti di Camomilla (Matricaria chamomilla L.), ma anche i suoi macerati nel vino e nell’aceto, risolvono i problemi dell’intestino, del fegato e dell’apparato genitale femminile, accompagnati o no da febbre. Ancor oggi si attribuiscono a questa pianta proprietà spasmolitiche, diaforetiche, digestive, carminative, febbrifughe e regolarizzanti il ciclo femminile nell’amenorrea, dismenorrea e turbe da menopausa.
* La Cipolla (Allium cepa L.), cotta nell’aceto, vino o latte oppure con il suo succo gode di una forte azione depurativa utile ad allontanare ogni sorta di veleno.
* La radice della Consolida maggiore (Symphytum officinale L.), esternamente scura, biancastra all’interno e mucillaginosa, resa in polvere e bevuta, giova nelle emorragie interne, in particolare dell’apparato respiratorio e digestivo. Per via esterna, sempre in polvere, favorisce la cicatrizzazione delle ferite e delle piaghe, decongestiona le tumefazioni e consolida le fratture.
* L’Eufrasia (Euphrasia officinalis L.) cura i disturbi degli occhi, ma anche quelli dell’orofaringe compromessa dalle infiammazioni da raffreddamento.
* La Fragola (Fragaria vesca L.) rinfresca e mirabiliter sanat.
* Le virtù della Genziana (Gentiana lutea L.) sono già tutte note. Al suo enolita ricorre chi vuole migliorare la digestione, chi ha l’intestino pigro, il fegato in disordine e l’ittero, chi soffre di parassitosi e chi ha la febbre.
* Le bevande di Luppolo (Humulus lupulus L.) sanano il fegato e la milza, estinguono le infiammazioni dell’intestino e dell’apparato urinario.
* La Malva (Malva silvestris L.) rinfresca, demulce e lenisce per via interna ed esterna. Giova all’apparato respiratorio compromesso dal catarro bronchiale, all’intestino costipato, alla pelle sciupata, irritata e screpolata e al cavo orale infiammato.
* La Menta (Mentha spp) dissolve e conforta. Gli sciacqui orali con il suo infuso eliminano l’alito pesante, come pure il massaggio gengivale con la sua polvere. Giova per via interna nell’insufficienza digestiva ed epatica e nelle infiammazioni delle vie urinarie. Il suo succus datus cum melle lumbricos (vermi intestinali) interficit. Per via esterna l’empiastro lenisce le mammelle infiammate per la congestione lattea.
* Il Millefoglio (Achillea millefolium L.) sana ogni ferita e perfino, se masticato, il mal di denti. Il succo estratto dalle sue foglie, misto a vino caldo, sana l’intestino, mentre per via esterna, unito a burro, giova nelle tumefazioni e nei dolori articolari.
* La Polmonaria (Polmonaria officinalis L.) guarisce tutte le febbri e tutte le infiammazioni dell’apparato polmonare. Ha perso però nei secoli questa credibilità.
* Il Prezzemolo (Petroselinum hortense Hoffm.) è digestivo, diuretico, emmenagogo e carminativo. A tal proposito si legge in cibum posita digestionem provocat et ventositatem excludit.
* Il Salice (Salix alba L.) trova diversi impieghi: per via esterna curat verucas e per via interna (curat) febricitantem. Mancano diversi secoli prima di arrivare alla scoperta dei glicosidi salicilici presenti nella corteccia, ma già l’esperienza ne raccomanda l’uso.
* L’Yperico (Hypericum perforatum L.), che fugam demonii vocant, cura le ferite e le piaghe, soprattutto l’oleolita, mentre il decotto e l’enolita giovano per via interna come balsamici e pettorali. E’ un sapere vasto; molte le specie vegetali trattate: si distinguono piante per alimenti primari, per alimenti di minor pregio, per ortaggi di ampio consumo, per ortaggi minori, per frutta fresca e secca, per essenze, per spezie e per farmaci veri e propri. Manca una separazione netta tra le piante che forniscono il cibo e quelle che forniscono i farmaci. L’alimento giusto giova quanto gli sciroppi, i giulebbi, gli elettuari, i masticatori, i vini medicati o i macerati in olio e in aceto. D’altra parte è necessario conoscere un gran numero di specie vegetali (anche animali e minerali) per elaborare i pulmenta, i salsamenta, i preparata, i composita, gli unguenta e i medicamenta in modo che la scelta appropriata permetta un’azione sinergica degli elementi impiegati.

Ennio Lazzarini

Per informazioni FRANCO COSIMO PANINI EDITORE Spa Viale A. Corassori, 24 -41100 MODENA-MO Tel. 059.343572 -Fax. 059.344274 e-mail: info@fcp.it