|
Da
tempo ho la possibilità di incontrare il compositore, poiché Weill,
pur essendo schivo e non propenso a frequentare i salotti del tempo
era obbligato per la presenza di Brecht- e in una serata allegra e ricca
di luoghi comuni come solo un “party” può dare - incontro il musicista
in compagnia dell’inseparabile moglie Lotte Lenya. Titubante mi avvicino
e offrendogli un bicchiere di champagne inizio il dialogo.
B:
Caro maestro, come sta?
W:
Bene, grazie!
B:
(Si sa che W. è timido, però mette a disagio il suo silenzio).Scusi
maestro, volevo dei chiarimenti riguardo alla sua musica e al suo rapporto
con Brecht
W:
Mi dica.Che cosa le interessa?
B:
Lei è un musicista partito da basi espressioniste ed ora si è spostato
a posizioni diametralmente opposte dopo la conoscenza di Brecht . Come
mai?
W.
In Brecht ho trovato lo spirito innovatore che mi ha dato modo di sviluppare
opportunità che altrimenti non si sarebbero presentate.
Per
esempio con “Mahagonny” (1927 n.d.r.) il ritmo, i timbri usati in un’atmosfera
allucinata e molto illuminata, richiamano alla mente immagini del teatro
espressionista, dove la Scuola di Vienna era ancora la prima in assoluto.
Quindi, da come può notare, il mio “presunto” allontanamento non è totale.
B:
Comunque esiste una precisa denuncia della società nel testo di Brecht
e da lei ripreso con una musica dura e cruenta.
W:
Beh, non chiamiamola “cruenta”. E’ solo una volontà di utilizzare strumenti
del quotidiano o meglio non classici. Raggiungo disegni a tinte forti
che possono colpire l’ascoltatore. Del resto la ricerca non è mai popolare.
B:
Che cosa mi può dire dell’Opera da Tre soldi? W: Sicuramente ha suscitato
uno scandalo, divenendo popolare in tutta la Germania per il suo intenso
significato politico. Ora ho il timore che il lavoro venga bandito dai
nuovi dominatori. Anch’io mi sto preparando alla partenza. B: Dove ha
intenzione di andare?
W:
Lei è piuttosto curioso. Comunque ho idea di raggiungere l’America,
dove Gershwin sta operando con grande successo.
B:
Allora vuole entrare in concorrenza con Gershwin?
W:
Non mi faccia dire cose che non ho intenzione di fare! Si limiti a farmi
domande di lavoro.
B:
In America troverà un mondo completamente diverso : forse meno problematico,
con dei traumi minimi in confronto alla situazione tedesca. W: Meno
male! Anche se mi mancherà sicuramente la mia terra, riuscirò a sopravvivere.
Inoltre non dimentichi che sono multiforme. Ho un ottimo spirito di
adattamento.
B:
Grazie maestro! Mi scusi se l’ho disturbata.
Così
si concluse la mia chiacchierata con Weill e la storia gli avrebbe dato
ragione per il successo musicale. Peccato che il 1950 fu l’anno della
sua morte. Troppi pochi anni di attività per un genio della musica.
|