Anno XVI - N.10/2000

 

 

 

 

 

 

Soltanto una decina di giornalisti ha partecipato al Road Show per la presentazione dell’OPV. Anche in questa sede, analisti e giornalisti sono stati convocati separatamente.

Un “tocco” in più ha “sottolineato” la differenza fra le due categorie: anche la documentazione è stata differenziata per cui alla stampa è stata negata quella riservata agli “esperti” fra i quali sedeva - tanto nomine - Francesco Cossiga.

Questa inusuale procedura, non ha mancato di sorprendere chi riteneva e ritiene, Pier Domenico Gallo - Presidente ed azionista dell’Istituto - un manager sensibile alla valorizzazione dell’immagine propria e della Società come, peraltro, attestano le numerose interviste rilasciate in questi giorni. Forse Pier Domenico Gallo ha “subito” una procedura voluta da altri e di cui non è stato preventivamente informato.

Meliorbanca è nata nel 1998 dalla fusione di Melioconsorzio - una banca attiva nel finanziamento a medio termine - e la Gallo & C., una Società di consulenza attiva nell’Investment Banking. Pier Domenico Gallo ha definito la Società una “banca d’affari” che fornisce al “cliente tipo” (imprenditore o privato con liquidità da investire non inferiore a 2 mld.) servizi di Investment Banking, Private Banking e Corporate Banking. Una banca, dunque, per investitori e risparmiatori con notevoli disponibilità finanziarie.

Dopo la quotazione, il target sarà ampliato “accettando” fra i propri clienti coloro che potranno affidare a Meliorbanca anche soltanto 500 milioni. Questa scelta, consentirà l’ampliamento del mercato di riferimento dal 10% al 37% del totale dei risparmiatori. Per Gallo la qualità di una banca si misura utilizzando un particolare “indicatore”: il totale dei “ricavi” (non provenienti da concessione di credito ma da commissioni) deve coprire tutti i costi della banca. Questo “indicatore” è il parametro assegnato ai managers come punto di riferimento per raggiungere gli obiettivi di redditività. Ciò non toglie che il ROE di Meliorbanca (nel ’99: 12,82%) sia lontano dai livelli di eccellenza ampiamente superiori al 20%.

Attualmente Meliorbanca ha un numero ridotto di presenze territoriali istituite più per cogliere “opportunità”, che in attuazione di un disegno strategico. Per il futuro è stato pianificato l’ingresso in 10 capoluoghi di regione. Premesso - come afferma Gallo - che la banca non ha bisogno di patrimonializzarsi e che gli Amministratori prevedono un pay-out di circa il 60%, è logico che il collocamento attenga soltanto titoli posti in vendita dagli attuali azionisti e non anche con sottoscrizione di azioni rivenienti da aumento di capitale.

La motivazione che è stata fornita sulla OPV appare francamente - almeno in larga misura - più formale che sostanziale.

Le spiegazioni addotte per la quotazione in Borsa sono, infatti, le seguenti:

- mento di visibilità sia nei confronti delle imprese che dei privati;

- elemento di attrazione ed incentivazione del management;

- possibilità di effettuare scambi azionari. Il primo di questi punti, trascura i contraccolpi all’immagine che possono derivare dalle oscillazioni

- sempre possibili

- della quotazione. Il secondo, sembra disattendere che un piano di stock-option può essere attuato anche da Società non quotate. Il terzo, non richiede la quotazione in quanto è realizzabile con una pluralità di tecniche. Post-ipo risulterà notevolmente ridotta la partecipazione, sia di azionisti “bancari e finanziari” (dal 13,4% al 9,4%), sia del Gruppo Banca Popolare Emilia Romagna (dal 16,6% all’11,1%).

Un po’ di soldi porteranno a casa - come è giusto che sia - Ferruccio Piantini - Vice Presidente della Meliorbanca -(vende n.1.261.202 azioni mantenendone n. 631.947) e Vinicio Bon (vende 900.000 azioni ).

Il prezzo sarà collocato fra un minimo di L. 10.000 ed un massimo di L. 14.174. Il dividendo per azione nel ’99, è stato di L. 260. Meliorbanca è stata indicata come una “gallina dalle uova d’oro”.

Raccogliendo la “provocazione”, la banca ha offerto ai partecipanti al Road Show, un simpatico uovo di cristallo. La similitudine, tuttavia, non è delle migliori: è noto, infatti, che un uovo di cristallo si rompe facilmente e che ogni gallina... finisce in pentola. *

Coordinatori dell’Offerta Globale e Sponsor: Intermonte Securities SIM S.p.A. - Caboto SIM S.p.A

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