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Soltanto
una decina di giornalisti ha partecipato al Road Show per la presentazione
dell’OPV. Anche in questa sede, analisti e giornalisti sono stati convocati
separatamente.
Un
“tocco” in più ha “sottolineato” la differenza fra le due categorie:
anche la documentazione è stata differenziata per cui alla stampa è
stata negata quella riservata agli “esperti” fra i quali sedeva - tanto
nomine - Francesco Cossiga.
Questa
inusuale procedura, non ha mancato di sorprendere chi riteneva e ritiene,
Pier Domenico Gallo - Presidente ed azionista dell’Istituto - un manager
sensibile alla valorizzazione dell’immagine propria e della Società
come, peraltro, attestano le numerose interviste rilasciate in questi
giorni. Forse Pier Domenico Gallo ha “subito” una procedura voluta da
altri e di cui non è stato preventivamente informato.
Meliorbanca
è nata nel 1998 dalla fusione di Melioconsorzio - una banca attiva nel
finanziamento a medio termine - e la Gallo & C., una Società di consulenza
attiva nell’Investment Banking. Pier Domenico Gallo ha definito la Società
una “banca d’affari” che fornisce al “cliente tipo” (imprenditore o
privato con liquidità da investire non inferiore a 2 mld.) servizi di
Investment Banking, Private Banking e Corporate Banking. Una banca,
dunque, per investitori e risparmiatori con notevoli disponibilità finanziarie.
Dopo
la quotazione, il target sarà ampliato “accettando” fra i propri clienti
coloro che potranno affidare a Meliorbanca anche soltanto 500 milioni.
Questa scelta, consentirà l’ampliamento del mercato di riferimento dal
10% al 37% del totale dei risparmiatori. Per Gallo la qualità di una
banca si misura utilizzando un particolare “indicatore”: il totale dei
“ricavi” (non provenienti da concessione di credito ma da commissioni)
deve coprire tutti i costi della banca. Questo “indicatore” è il parametro
assegnato ai managers come punto di riferimento per raggiungere gli
obiettivi di redditività. Ciò non toglie che il ROE di Meliorbanca (nel
’99: 12,82%) sia lontano dai livelli di eccellenza ampiamente superiori
al 20%.
Attualmente
Meliorbanca ha un numero ridotto di presenze territoriali istituite
più per cogliere “opportunità”, che in attuazione di un disegno strategico.
Per il futuro è stato pianificato l’ingresso in 10 capoluoghi di regione.
Premesso - come afferma Gallo - che la banca non ha bisogno di patrimonializzarsi
e che gli Amministratori prevedono un pay-out di circa il 60%, è logico
che il collocamento attenga soltanto titoli posti in vendita dagli attuali
azionisti e non anche con sottoscrizione di azioni rivenienti da aumento
di capitale.
La
motivazione che è stata fornita sulla OPV appare francamente - almeno
in larga misura - più formale che sostanziale.
Le
spiegazioni addotte per la quotazione in Borsa sono, infatti, le seguenti:
-
mento di visibilità sia nei confronti delle imprese che dei privati;
-
elemento di attrazione ed incentivazione del management;
-
possibilità di effettuare scambi azionari. Il primo di questi punti,
trascura i contraccolpi all’immagine che possono derivare dalle oscillazioni
- sempre possibili
-
della quotazione. Il secondo, sembra disattendere che un piano di stock-option
può essere attuato anche da Società non quotate. Il terzo, non richiede
la quotazione in quanto è realizzabile con una pluralità di tecniche.
Post-ipo risulterà notevolmente ridotta la partecipazione, sia di azionisti
“bancari e finanziari” (dal 13,4% al 9,4%), sia del Gruppo Banca Popolare
Emilia Romagna (dal 16,6% all’11,1%).
Un
po’ di soldi porteranno a casa - come è giusto che sia - Ferruccio Piantini
- Vice Presidente della Meliorbanca -(vende n.1.261.202 azioni mantenendone
n. 631.947) e Vinicio Bon (vende 900.000 azioni ).
Il
prezzo sarà collocato fra un minimo di L. 10.000 ed un massimo di L.
14.174. Il dividendo per azione nel ’99, è stato di L. 260. Meliorbanca
è stata indicata come una “gallina dalle uova d’oro”.
Raccogliendo
la “provocazione”, la banca ha offerto ai partecipanti al Road Show,
un simpatico uovo di cristallo. La similitudine, tuttavia, non è delle
migliori: è noto, infatti, che un uovo di cristallo si rompe facilmente
e che ogni gallina... finisce in pentola. *
Coordinatori
dell’Offerta Globale e Sponsor: Intermonte Securities SIM S.p.A. - Caboto
SIM S.p.A
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