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Il primo anno del
terzo millennio non ha portato niente di nuovo se non le solite valanghe
di chiacchiere e una maggiore confusione sui temi sociali, fino a raggiungere
il paradosso.
Basta fermarsi
a riflettere su un qualsiasi argomento e quanto detto viene subito confermato.
Ad esempio prendiamo le dichiarazioni del Ministro della sanità Veronesi:
un giorno il Ministro propone un decreto che giustamente dovrebbe vietare
di fumare nei locali pubblici (il fumo, è noto, è causa di malattie
invalidanti e spesso fatali). Alcuni giorni dopo lo stesso Ministro
afferma: “Sono d’accordo sulla liberalizzazione della droga”.
Dacché si evince
che la droga non arreca danno alla salute, quindi, mentre non possono
essere fumate sigarette nei locali pubblici, spinelli sì. Contraddizione?
No, detto da un oncologo è un paradosso, in quanto è noto scientificamente
che ambedue arrecano danno alla salute.
Ancora un altro
esempio: il papa eleva agli altari un cattolico che ha vissuto la fede
compiutamente, per farlo ha ottenuto l’approvazione da parte dell’apposita
congregazione che si occupa dei processi di canonizzazione.
Gli atei, coloro
che non credono, gridano scandalizzati il loro disappunto; le loro esternazioni
non si limitano ad esprimere un’opinione ma sono delle vere e proprie
ingerenze nelle valutazioni della Chiesa giudicante. Proteste paradossali:
se non credono e non sono cattolici, cosa importa a loro se la Chiesa
considera santo oppure no un suo fedele? E’ partita una campagna per
l’eutanasia.
Sono scesi in campo
personaggi noti a sostegno della necessità di depenalizzare la pratica
della “dolce morte” e sancire così il diritto alla libertà di scegliere
come e quando morire con dignità e senza sofferenza.
Non ci meraviglia
più di tanto questa escalation, dopo l’aborto era logico e naturale
arrivare a questa conclusione. Su questo problema è già previsto che
sia un altro a decidere quando il soggetto non è in grado di farlo.
Quale sarà il prossimo
passo? Sarà quello di dare la morte “sempre dolce” a tutti gli inabili,
ai nati con deformazioni e perché no a chi non corrisponde a dei canoni
estetici...di hitleriana memoria? Paradossale è che questi che sostengono
l’eutanasia hanno evidente la paura di morire, attraverso le loro argomentazioni
cercano di convincere più se stessi che gli altri. In nome della propria
libertà non pensano che vanno a ledere la libertà degli altri, di chi
deve eseguire concretamente l’atto e pretendono che sia un medico ad
eseguire le loro volontà.
Su questo tema
mille considerazioni possono essere fatte e non tutte di carattere etico
ma più modestamente pragmatiche, ne parleremo in modo più esaustivo
in uno dei prossimi numeri.
Siamo a Natale,
per un po’ lasciamo da parte il pensiero della morte e dedichiamo la
nostra attenzione alla vita: chi è cattolico pensi alla nascita del
Redentore, chi non lo è a Babbo Natale, tutti esorcizziamo le cattive
profezie scambiandoci i rituali auguri e un arrivederci nel 2001.
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