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Nel
1958, quando al Festival di Sanremo vinse la rivoluzionaria canzone
di Domenico Modugno, su parole di Franco Migliacci, "Nel blu, dipinto
di blu" (poi divenuta "Volare"), l'aggettivo e il sostantivo "blu" ebbero
un momento di altissima popolarità e l'onore delle prime pagine dei
giornali. Tra ottobre e novembre di quest'anno, a proposito dell'asta
Umts per le licenze dei nuovi telefonini, Blu, da scrivere rigorosamente
con l'iniziale maiuscola, è tornato nelle prime pagine per motivi molto
diversi, e tra polemiche.
Ma
non sarà questo il tema del nostro "Lunario": ci limitiamo a constatare
il ritorno all'attualità di una parola e cercheremo di tracciarne la
storia.
L'origine
è francese, da "bleu", e già del Dizionario Tommaseo-Bellini, edizione
1865, c'è un affascinante elenco di tonalità che è piacevole citare:
"blu chiaro, blu cupo, blu del re, blu della regina, nero blu, blu azzurro,
blu turchino, blu Maria Luisa, blu oltremare, blu porcellana, blu Isabella,
blu Napoleone". Ma non basta. Nei dizionari più vicini al nostro tempo
s'incontrano altre tonalità: blu marino, blu elettrico, blu orizzonte,
blu pavone, blu gendarme (dal colore delle vecchie divise dei gendarmi
francesi), e vanno aggiunti i composti chimici che colorano di blu,
come il blu di metilene e il blu di Prussia, senza dimenticare i Tuareg
detti popolo blu. Un'altra curiosità.
Perchè,
quando si parla di aristocratici, si dice che hanno il "sangue blu"?
La locuzione non è soltanto della lingua italiana. I francesi dicono
"avoir le sang bleu", gli inglesi "blue blood", i tedeschi "blaue Blut".
Gli studiosi di etimologie fanno risalire la locuzione allo spagnolo
"sangre azul", che si vantano di avere le antiche e nobili famiglie
di Castiglia, che mai si sono unite con Mori o Ebrei. L'immagine deriverebbe
dal colore esteriore delle vene di persone di chiara carnagione e di
esile aspetto.
Assai
più misteriosi sono i motivi per i quali, leggendo o sentendo la parola
"blue-bell", subito pensiamo a ballerine di varietà dalle gambe interminabili,
schierate sul palcoscenico come soldati e dai movimenti che rispettano
perfette sincronie. "Blue-bell", infatti, composta da "blue",blu, e
"bell", campana, è il nome di un fiore, la campanula, che ha l'aspetto
di una campana.
Ma
torniamo alla canzone di Modugno-Migliacci. Modugno, che era nato a
Polignano a Mare, provincia di Bari, nel 1928, era già un effermatissimo
autore di canzoni dialettali.
Sia
lui che Migliacci erano anche pittori dilettanti e ammiratori del russo
Marc Chagall (1887-1985), e particolarmente di un suo quadro, "Le coq
rouge", in cui un omino sospeso a mezz'aria sembra volare nel cielo
blu.
Quel
quadro suggerì un verso: "Di blu m'era dipinto", sul quale i due cominciarono
a lavorare. In un'intervista del 1978, Modugno raccontò: "Una mattina
mi sveglio e dico a mia moglie: ma guarda che bella giornata! Lei risponde:
mi pare che stia piovendo. Io sentivo crescere dentro di me una grande
felicità. Mi metto al pianoforte e comincio a cantare: nel blu, dipinto
di blu. D'improvviso provo l'impulso di andare alla finestra e lancio
un grido potentissimo, spalancando le braccia, come di uno che stia
per spiccare il volo:Voolaaree...oh,oh !". Il testo definitivo fu questo:
"Penso che un sogno così non ritorni mai più:/ mi dipingevo le mani
e la faccia di blu./ Poi d'improvviso venivo dal vento rapito / e cominciavo
a volare nel cielo infinito. / Volare ... oh,oh !/ Cantare...oh,oh,oh,oh
! / Nel blu, dipinto di blu, / felice di stare lassù... / E volavo,
volavo più in alto del sole e ancora più su, / mentre il mondo pian
piano spariva lontano laggiù, / una musica dolce suonava soltanto per
me.../ Volare... oh,oh ! / Cantare... oh,oh,oh,oh ! / Nel blu, dipinto
di blu, / felice di stare lassù...".
A
Sanremo non fu un successo: fu qualcosa di più, un trionfo, un delirio,
la gente si mise a gridare sventolando i fazzoletti e lo stesso effetto
di entusiasmo si verificò nelle case e nei bar dove si trovavano i televisori.
Il gesto risolutivo di Modugno fu quello di spalancare le braccia, in
un'epoca in cui gli interpreti di canzoni si presentavano sempre con
le mani strette sul cuore. Il nome di Modugno (che è morto nel 1994,
dopo una lunga infermità) fece presto il giro del mondo.
"Nel
blu dipinto di blu", forse per comodità, cambiò titolo in "Volare",
che gli americani con fonetica inglese chiamarono "Vohlah-ray". Tra
gli interpreti due nomi che appartengono alla storia della musica: Louis
Armstrong e Ella Fitzgerald. Modugno fu invitato al programma televisivo
più popolare degli Stati Uniti: l'Ed Sullivan Show, e cantò anche al
"Casino Royal", il più elegante night di Washington. Siamo finalmente
al vero motivo che ha determinato il tema affrontato in questo "Lunario"
di dicembre.
In
Italia, "Volare" vendette circa novecentomila copie, una cifra assolutamente
impressionante per il nostro mercato discografico, che stava allora
scoprando anche il traino del juke-box.
Ma
nel mondo la cifra raggiunta da "Volare" è, a dir poco, vertiginosa:
22 milioni di dischi. Soltanto una canzone ha venduto di più: "Bianco
Natale" ("White Christmas"), cantata da Bing Crosby (1904-1977), che,
nel "Guinness dei primati", è segnalata, nell'edizione di 45 giri, come
quella che ha avuto la più lunga permanenza in classifica: 86 settimane.
Adesso
io riascolto nella memoria la voce profonda di Crosby e lo rivedo in
un film, "La mia vita" ("Going my way") nelle vesti sacerdotali di padre
O'Malley, quando un Oscar lo premiò come miglior attore protagonista.
Lo vedo e lo riascolto in un altro film, "Le campane di Santa Maria")
("The Bells of St.Mary's"), sempre nel ruolo di padre O'Malley, accanto
alla grandissima Ingrid Bergman nel ruolo di una suora.
Natale
si avvicina, sicuramente "White Christmas" tornerà a echeggiare in qualche
trasmissione della radio o della televisione, da un vecchio disco, da
qualche colonna sonora. L'immaginazione, fortunatamente, non conosce
confini di tempo o di luogo. E, dunque, niente ci vieta di abbinare
nell'immaginazione i due indimenticabili protagonisti dellla storia
della canzone: Bing Crosby e il nostro Modugno.
I
loro primati sono intatti, gli anni scorrono ma nonli scalfiscono. Crosby
si rimette la tonaca di padre O'Malley, Modugno allarga ancora le braccia
come se volesse abbracciare il mondo.
Entrambi,
adesso, sono "nel blu".
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