Anno XVI -N.10/2000

 

 

 

 

 

 

 

Franco Manzoni

Alla fine dell'Ottocento il teatro inglese versava in difficili condizioni creative, in particolare a causa della mancanza di autori emergenti. Tuttavia, con l'imporsi di George Bernard Shaw si assistette improvvisamente ad un rigenerato interesse per la materia teatrale e soprattutto per la commedia.

Fu il teatro di Ibsen, che aveva avuto già una notevole divulgazione e successo in Inghilterra, ad influenzare senza dubbio la drammaturgia di Shaw, il quale, però, manifestò una forte originalità nella scelta dei temi. Nato in Irlanda nel 1856, a Dublino, da una famiglia piccolo borghese protestante, egli ebbe un'infanzia travagliata: abbandonato a se stesso, coltivò un carattere istintivamente scontroso. La sua famiglia, infatti, si era disgregata, con il padre che, sempre in cerca di un'occupazione, aveva finito per scegliere il rifugio-droga dell'alcoolismo.

Così Shaw seguì la madre mezzosoprano e si trasferì a Londra ventenne (1876), senza aver conseguito un'istruzione adeguata. Pur avendo frequentato senza profitto varie scuole, non riuscì nemmeno a Londra a completare gli studi. In seguito visse un decennio di stenti e di privazioni economiche, che sentì sulla propria pelle e che lo avvicinarono allo strato sociale dei più poveri. Significativo è il suo divenire membro nel 1884 della Fabian Society, che sosteneva idee socialiste sia in politica sia in economia. Nello stesso periodo, grazie anche all'aiuto di William Archer, intraprese l'attività giornalistica, diventando critico letterario. Inoltre Shaw iniziò a redigere testi per il teatro a partire dal 1892, continuando fino alla morte, nel 1950. Shaw aprì il proprio iter di scrittore teatrale con Le case del vedovo (1892), in cui prendeva in esame le questioni dello sfruttamento e della speculazione in campo edilizio. Protagonista di questa prima commedia è Trench, il quale, se in un primo momento rifiuta il denaro della fidanzata perchè viene a sapere che deriva dalle pigioni estorte agli indigenti affittuari degli slums, sordidi tuguri londinesi, quando poi si accorge che dalla medesima fonte gli è derivato il benessere attuale, dà man forte al futuro suocero, trasformandosi anche lui in strumento attivo di sfruttamento.

A questa segue la commedia La professione della signora Warren, scritta nel 1894, censurata a lungo per il tema "proibito" che toccava, e poi portata in scena nel 1902. In quest'opera Shaw affronta il problema della prostituzione, ponendo dei quesiti: se essa è un commercio come un altro, Mrs.Warren non deve essere considerata abominevole, mentre se è un male della società deve essere estirpato, eliminando le cause che la generano, senza accanirsi soltanto sulle vittime. Il testo parla di Vivie, una ragazza seria e di rigidi principi, che improvvisamente scopre che la madre, Mrs.Warren, ha ottenuto la propria indiscutibile agiatezza grazie al più antico lavoro del mondo, e che ancora ottiene proventi da varie "case", che possiede in diverse città d'Europa.

Mrs.Warren tenta di dimostrare alla figlia che non è lei con la sua professione ad essere responsabile di una piaga millenaria, bensì la società ed il potere che, piegati da compromessi, hanno ceduto, senza mantenere una dirittura morale, ormai non più sentita nè seguita dall'uomo comune. Per Mrs.Warren non con la punizione delle prostitute si possono mutare certe situazioni: il problema è a monte. Vivie ascolta il discorso della madre, ma non lo condivide, tanto che non si sente più di abitare nella stessa casa con lei, che non ha intenzione di ritirarsi dall'attività. Alla fine Vivie, con coerenza, dà l'addio alla madre e se ne va, intenzionata a vivere del suo onesto lavoro impiegatizio.

Ne Le armi e l'uomo (1894) Shaw propone una satira sulla concezione romantica della guerra, asserendo che l'eroismo non sarebbe che un'invenzione: ogni soldato ha paura della morte, proprio perchè è un uomo. La sua è una visione antimilitarista ante-litteram, che lo rese per certi versi impopolare, visto il momento storico particolare, in cui ci si avvicinava al primo grande conflitto mondiale.

Ne L'uomo del destino (1896) l'autore ridicolizza il mito di Napoleone e si avvale di questo personaggio per fargli pronunciare diverse frasi pungenti rivolte agli Inglesi ed alle loro abitudini.

E' doveroso sottolineare che i personaggi delle commedie di Shaw sono strumenti in mano al drammaturgo, per supportare la battaglia delle idee che egli intendeva condurre.

I testi di Shaw di questo primo periodo verranno raccolti, nel 1898, nelle Commedie sgradevoli (Le case del vedovo, L'uomo amato dalle donne e La professione della Signora Warren) insieme con le Commedie gradevoli (Le armi e l'uomo, Candida, L'uomo del destino, Non si sa mai). Se gli esordi di Shaw furono stentati e le sue opere allestite in teatri piccoli e periferici, tuttavia essi costituiscono anche l'inizio di una carriera fortunata, carica di successi e riconoscimenti straordinari, che lo porteranno nel 1925 a ottenere il premio Nobel per la letteratura.

(continua)