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Alla
fine dell'Ottocento il teatro inglese versava in difficili condizioni
creative, in particolare a causa della mancanza di autori emergenti.
Tuttavia, con l'imporsi di George Bernard Shaw si assistette improvvisamente
ad un rigenerato interesse per la materia teatrale e soprattutto per
la commedia.
Fu
il teatro di Ibsen, che aveva avuto già una notevole divulgazione e
successo in Inghilterra, ad influenzare senza dubbio la drammaturgia
di Shaw, il quale, però, manifestò una forte originalità nella scelta
dei temi. Nato in Irlanda nel 1856, a Dublino, da una famiglia piccolo
borghese protestante, egli ebbe un'infanzia travagliata: abbandonato
a se stesso, coltivò un carattere istintivamente scontroso. La sua famiglia,
infatti, si era disgregata, con il padre che, sempre in cerca di un'occupazione,
aveva finito per scegliere il rifugio-droga dell'alcoolismo.
Così
Shaw seguì la madre mezzosoprano e si trasferì a Londra ventenne (1876),
senza aver conseguito un'istruzione adeguata. Pur avendo frequentato
senza profitto varie scuole, non riuscì nemmeno a Londra a completare
gli studi. In seguito visse un decennio di stenti e di privazioni economiche,
che sentì sulla propria pelle e che lo avvicinarono allo strato sociale
dei più poveri. Significativo è il suo divenire membro nel 1884 della
Fabian Society, che sosteneva idee socialiste sia in politica sia in
economia. Nello stesso periodo, grazie anche all'aiuto di William Archer,
intraprese l'attività giornalistica, diventando critico letterario.
Inoltre Shaw iniziò a redigere testi per il teatro a partire dal 1892,
continuando fino alla morte, nel 1950. Shaw aprì il proprio iter di
scrittore teatrale con Le case del vedovo (1892), in cui prendeva
in esame le questioni dello sfruttamento e della speculazione in campo
edilizio. Protagonista di questa prima commedia è Trench, il quale,
se in un primo momento rifiuta il denaro della fidanzata perchè viene
a sapere che deriva dalle pigioni estorte agli indigenti affittuari
degli slums, sordidi tuguri londinesi, quando poi si accorge che dalla
medesima fonte gli è derivato il benessere attuale, dà man forte al
futuro suocero, trasformandosi anche lui in strumento attivo di sfruttamento.
A
questa segue la commedia La professione della signora Warren,
scritta nel 1894, censurata a lungo per il tema "proibito" che toccava,
e poi portata in scena nel 1902. In quest'opera Shaw affronta il problema
della prostituzione, ponendo dei quesiti: se essa è un commercio come
un altro, Mrs.Warren non deve essere considerata abominevole, mentre
se è un male della società deve essere estirpato, eliminando le cause
che la generano, senza accanirsi soltanto sulle vittime. Il testo parla
di Vivie, una ragazza seria e di rigidi principi, che improvvisamente
scopre che la madre, Mrs.Warren, ha ottenuto la propria indiscutibile
agiatezza grazie al più antico lavoro del mondo, e che ancora ottiene
proventi da varie "case", che possiede in diverse città d'Europa.
Mrs.Warren
tenta di dimostrare alla figlia che non è lei con la sua professione
ad essere responsabile di una piaga millenaria, bensì la società ed
il potere che, piegati da compromessi, hanno ceduto, senza mantenere
una dirittura morale, ormai non più sentita nè seguita dall'uomo comune.
Per Mrs.Warren non con la punizione delle prostitute si possono mutare
certe situazioni: il problema è a monte. Vivie ascolta il discorso della
madre, ma non lo condivide, tanto che non si sente più di abitare nella
stessa casa con lei, che non ha intenzione di ritirarsi dall'attività.
Alla fine Vivie, con coerenza, dà l'addio alla madre e se ne va, intenzionata
a vivere del suo onesto lavoro impiegatizio.
Ne
Le armi e l'uomo (1894) Shaw propone una satira sulla concezione
romantica della guerra, asserendo che l'eroismo non sarebbe che un'invenzione:
ogni soldato ha paura della morte, proprio perchè è un uomo. La sua
è una visione antimilitarista ante-litteram, che lo rese per certi versi
impopolare, visto il momento storico particolare, in cui ci si avvicinava
al primo grande conflitto mondiale.
Ne
L'uomo del destino (1896) l'autore ridicolizza il mito di Napoleone
e si avvale di questo personaggio per fargli pronunciare diverse frasi
pungenti rivolte agli Inglesi ed alle loro abitudini.
E'
doveroso sottolineare che i personaggi delle commedie di Shaw sono strumenti
in mano al drammaturgo, per supportare la battaglia delle idee che egli
intendeva condurre.
I
testi di Shaw di questo primo periodo verranno raccolti, nel 1898, nelle
Commedie sgradevoli (Le case del vedovo, L'uomo amato dalle donne
e La professione della Signora Warren) insieme con le Commedie gradevoli
(Le armi e l'uomo, Candida, L'uomo del destino, Non si sa mai).
Se gli esordi di Shaw furono stentati e le sue opere allestite in teatri
piccoli e periferici, tuttavia essi costituiscono anche l'inizio di
una carriera fortunata, carica di successi e riconoscimenti straordinari,
che lo porteranno nel 1925 a ottenere il premio Nobel per la letteratura.
(continua)
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