Anno XVI -N.10/2000

 

 

 

 

 

 

Hannes Schick

E' un desiderio antico, quello di seguire il sole sempre più ad ovest, per vedere dove tocca il mare. La Galizia è l'estremo occidente europeo, e da migliaia di anni è la meta di pellegrini da tutto il mondo...

Mi dirigo verso nord lungo i contrafforti dei Pirenei, tra boschetti di ulivi, rovine di castelli color sabbia e paesini addormentati su cime di colline. Ecco Pamplona, l'antica capitale del regno di Navarra, famosa per la sua cattedrale gotica e per il coraggio dei suoi abitanti, che il 2 luglio, giorno della festa di San Fermin, corrono per gli stretti vicoli della città, inseguiti da mandrie di tori inferociti. Da Pamplona quindi vado verso il mare. Le colline basche mi ricordano il Trentino Alto-Adige, con tutti quei pini, quei masi tradizionali e quei paesini dai nomi impronunciabili. Lungo la strada che da San Sebastian, località balneare sull'Atlantico, raggiunge Bilbao, piove a dirotto: questo cielo color cemento ricorda invece Belfast.

La regione della Cantabria è culla di civiltà dell'era glaciale. Famose sono le sue grotte come quella di Altamira, la più bella, che si trova a Santillana del Mar. Qui, a 270 metri di profondità, gli artisti dell'età della pietra hanno dipinto delle scene di caccia che risalgono al periodo fra il 13 e i 25mila anni prima di Cristo. Altre grotte si trovano a Puente Viesgo, Ramale, Puentenansa e Villaescusa. Quasi un terzo della provincia è un parco nazionale, come la regione dei Picos d'Europa, montagne rocciose che raggiungono altezze di 3000 metri. Dopo Gijon inizia il tratto più bello del viaggio.

La strada si snoda lungo la frastagliata Costa Verde dell'Asturia, alla quale il clima oceanico ha regalato un denso mantello verde. Passando per Luanco si susseguono pittoreschi paesi di pescatori come Cudillero, Canero e Luarca, ognuno dei quali custodisce un piccolo tesoro, sia esso una imponente università ecclesiastica o un castello che racconta la gloria di questo antico principato. In ogni villaggio si trovano hotel di qualità, pensioni, bed and breakfast e un'infinità di camping.

Lungo il tragitto, noto particolari segnali stradali: indicano che qui inizia il cammino dei pellegrini verso Santiago de Compostela. In Spagna, tutte le vie portano a Santiago de Compostela. I pellegrini vengono qui nelle date stabilite dal calendario cattolico.

Li vedi lungo la strada con le insegne del vero pentito: il bastone, la conchiglia di San Jacopo e la zucca per l'acqua intorno al collo. Alcuni a piedi, altri più comodamente a cavallo, in bicicletta, auto, camper o pullman. Per chi è in buone condizioni fisiche, il cammino dura circa un mese. Ogni anno schiere di fedeli affrontano, su mille sentieri diversi, gli ottocento chilometri attraverso la Spagna. Con fervore nel cuore e veschiche ai piedi. In passato, cavalieri armati assicuravano la loro incolumità.

Oggi i tempi sono meno pericolosi e speciali pubblicazioni indicano dove si può mangiare e dormire mettendo in guardia dai pericoli moderni sulla santa strada: prostituzione e truffa.

Santiago è sovraffollata. Schiere di pellegrini si aggirano anche di notte, a lume di candela, per le vie medioevali della città, alla scoperta dello straordinario complesso della cattedrale, cresciuto strato dopo strato nei secoli. All'interno della cattedrale i pellegrini pregano Jacopo, il cui corpo, si narra, fu portato qui dalla Palestina da legioni di angeli. Il prete, durante il sermone, racconta come il Santo abbia resuscitato morti e garantito la vittoria ai re cristiani dell'Asturia, Leon, Aragon e Navarra, che vennero ad implorare la sua benedizione nella lotta contro gli infedeli. Un personaggio simile certamente è in grado di purificare un cristiano comune dai suoi piccoli peccati. Il paesaggio galiziano è un'opera d'arte, come anche la sua cucina, ricca di saporita aragosta proveniente dai freddi fondali dell'Atlantico, e di tenere cosce d'agnello, dai pascoli di erba salata.

Con la voglia di mischiare sacro e profano, ora che la sospirata indulgenza è stata ottenuta, i pellegrini riempiono i molti ristoranti della città, per soddisfare i bisogni dell'esistenza terrena. Secoli fa gli sciamani celti, i Druidi, fecero costruire, seguendo precisi flussi di energia, delle gigantesche strutture in pietra, simili a quelle di Stonehenge. Sedendo sotto uno di questi dolmen, si ha l'impressione di poter sentire il flusso di energia ben noto ai Druidi.

La Coruna è bellissima. Le sue case, dai colori chiari, con le bianche gallerie di finestre, chiamate miradores, il suo clima fresco ed i suoi antichi monumenti, invitano ad una pausa di viaggio. Il centro della città è situato intorno ad una enorme piazza, Plaza de Maria Pita.

Più ad oriente, su una collina, si trova la città vecchia, con chiese del XIIo secolo ed una stupenda vista sul porto. Dietro la collina comincia l'elegante spiaggia Riazor.

Da La Coruna proseguo verso il punto più occidentale della Spagna, un paesino di nome Finisterra (fine del mondo), di paradisiaca bellezza. Consiste in un porto, dove dondolano imbarcazioni colorate, qualche ristorante, due alberghi a buon mercato ed un paio di baie sabbiose dove si può sognare, pensare o leggere quei libri che durante l'anno non abbiamo avuto il tempo di leggere. Il sole è caldo, ma senza bruciare. L'acqua è fresca come quella di un lago di montagna. Quasi stupisce il fatto che sia salata. Il paesaggio circostante è pittoresco ed abitato da gente ospitale, saldamente radicata a questa terra.

La strada verso il Portogallo passa attraverso colline di eucalipto, pini mediterranei e querce da sughero. Attraversa paesini come Carnota, quattrocento abitanti e otto chilometri di spiaggia. Noia, con la sua chiesa piena di sarcofagi, Sanxenxo, Marin e Moena.

A pochi chilometri dalla frontiera portoghese c'è un posto chiamato Bayona. Qui, dicono, a Cristoforo Colombo venne l'idea di cercare una nuova rotta verso l'India. In verità voleva seguire il sole, che qui tramonta con travolgente splendore, per scoprire dove tocca l'orizzonte.