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E' un desiderio antico, quello di seguire il
sole sempre più ad ovest, per vedere dove tocca il mare. La Galizia
è l'estremo occidente europeo, e da migliaia di anni è la meta di pellegrini
da tutto il mondo...
Mi
dirigo verso nord lungo i contrafforti dei Pirenei, tra boschetti di
ulivi, rovine di castelli color sabbia e paesini addormentati su cime
di colline. Ecco Pamplona, l'antica capitale del regno di Navarra, famosa
per la sua cattedrale gotica e per il coraggio dei suoi abitanti, che
il 2 luglio, giorno della festa di San Fermin, corrono per gli stretti
vicoli della città, inseguiti da mandrie di tori inferociti. Da Pamplona
quindi vado verso il mare. Le colline basche mi ricordano il Trentino
Alto-Adige, con tutti quei pini, quei masi tradizionali e quei paesini
dai nomi impronunciabili. Lungo la strada che da San Sebastian, località
balneare sull'Atlantico, raggiunge Bilbao, piove a dirotto: questo cielo
color cemento ricorda invece Belfast.
La
regione della Cantabria è culla di civiltà dell'era glaciale. Famose
sono le sue grotte come quella di Altamira, la più bella, che si trova
a Santillana del Mar. Qui, a 270 metri di profondità, gli artisti dell'età
della pietra hanno dipinto delle scene di caccia che risalgono al periodo
fra il 13 e i 25mila anni prima di Cristo. Altre grotte si trovano a
Puente Viesgo, Ramale, Puentenansa e Villaescusa. Quasi un terzo della
provincia è un parco nazionale, come la regione dei Picos d'Europa,
montagne rocciose che raggiungono altezze di 3000 metri. Dopo Gijon
inizia il tratto più bello del viaggio.
La
strada si snoda lungo la frastagliata Costa Verde dell'Asturia, alla
quale il clima oceanico ha regalato un denso mantello verde. Passando
per Luanco si susseguono pittoreschi paesi di pescatori come Cudillero,
Canero e Luarca, ognuno dei quali custodisce un piccolo tesoro, sia
esso una imponente università ecclesiastica o un castello che racconta
la gloria di questo antico principato. In ogni villaggio si trovano
hotel di qualità, pensioni, bed and breakfast e un'infinità di camping.
Lungo
il tragitto, noto particolari segnali stradali: indicano che qui inizia
il cammino dei pellegrini verso Santiago de Compostela. In Spagna, tutte
le vie portano a Santiago de Compostela. I pellegrini vengono qui nelle
date stabilite dal calendario cattolico.
Li
vedi lungo la strada con le insegne del vero pentito: il bastone, la
conchiglia di San Jacopo e la zucca per l'acqua intorno al collo. Alcuni
a piedi, altri più comodamente a cavallo, in bicicletta, auto, camper
o pullman. Per chi è in buone condizioni fisiche, il cammino dura circa
un mese. Ogni anno schiere di fedeli affrontano, su mille sentieri diversi,
gli ottocento chilometri attraverso la Spagna. Con fervore nel cuore
e veschiche ai piedi. In passato, cavalieri armati assicuravano la loro
incolumità.
Oggi
i tempi sono meno pericolosi e speciali pubblicazioni indicano dove
si può mangiare e dormire mettendo in guardia dai pericoli moderni sulla
santa strada: prostituzione e truffa.
Santiago
è sovraffollata. Schiere di pellegrini si aggirano anche di notte, a
lume di candela, per le vie medioevali della città, alla scoperta dello
straordinario complesso della cattedrale, cresciuto strato dopo strato
nei secoli. All'interno della cattedrale i pellegrini pregano Jacopo,
il cui corpo, si narra, fu portato qui dalla Palestina da legioni di
angeli. Il prete, durante il sermone, racconta come il Santo abbia resuscitato
morti e garantito la vittoria ai re cristiani dell'Asturia, Leon, Aragon
e Navarra, che vennero ad implorare la sua benedizione nella lotta contro
gli infedeli. Un personaggio simile certamente è in grado di purificare
un cristiano comune dai suoi piccoli peccati. Il paesaggio galiziano
è un'opera d'arte, come anche la sua cucina, ricca di saporita aragosta
proveniente dai freddi fondali dell'Atlantico, e di tenere cosce d'agnello,
dai pascoli di erba salata.
Con
la voglia di mischiare sacro e profano, ora che la sospirata indulgenza
è stata ottenuta, i pellegrini riempiono i molti ristoranti della città,
per soddisfare i bisogni dell'esistenza terrena. Secoli fa gli sciamani
celti, i Druidi, fecero costruire, seguendo precisi flussi di energia,
delle gigantesche strutture in pietra, simili a quelle di Stonehenge.
Sedendo sotto uno di questi dolmen, si ha l'impressione di poter sentire
il flusso di energia ben noto ai Druidi.
La
Coruna è bellissima. Le sue case, dai colori chiari, con le bianche
gallerie di finestre, chiamate miradores, il suo clima fresco ed i suoi
antichi monumenti, invitano ad una pausa di viaggio. Il centro della
città è situato intorno ad una enorme piazza, Plaza de Maria Pita.
Più
ad oriente, su una collina, si trova la città vecchia, con chiese del
XIIo secolo ed una stupenda vista sul porto. Dietro la collina comincia
l'elegante spiaggia Riazor.
Da
La Coruna proseguo verso il punto più occidentale della Spagna, un paesino
di nome Finisterra (fine del mondo), di paradisiaca bellezza. Consiste
in un porto, dove dondolano imbarcazioni colorate, qualche ristorante,
due alberghi a buon mercato ed un paio di baie sabbiose dove si può
sognare, pensare o leggere quei libri che durante l'anno non abbiamo
avuto il tempo di leggere. Il sole è caldo, ma senza bruciare. L'acqua
è fresca come quella di un lago di montagna. Quasi stupisce il fatto
che sia salata. Il paesaggio circostante è pittoresco ed abitato da
gente ospitale, saldamente radicata a questa terra.
La
strada verso il Portogallo passa attraverso colline di eucalipto, pini
mediterranei e querce da sughero. Attraversa paesini come Carnota, quattrocento
abitanti e otto chilometri di spiaggia. Noia, con la sua chiesa piena
di sarcofagi, Sanxenxo, Marin e Moena.
A
pochi chilometri dalla frontiera portoghese c'è un posto chiamato Bayona.
Qui, dicono, a Cristoforo Colombo venne l'idea di cercare una nuova
rotta verso l'India. In verità voleva seguire il sole, che qui tramonta
con travolgente splendore, per scoprire dove tocca l'orizzonte.
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