

La stesura e quindi l’approvazione da parte del Consiglio d’Amministrazione del piano strategico rappresenta uno dei punti cardine per quasi tutte le società, soprattutto per quelle quotate. Si tratta, infatti, di presentare, da una parte, al mercato dei risparmiatori, siano essi privati che istituzionali, dall’altra, alla propria struttura interna; quale è il percorso che la Società e/o il gruppo dovrà compiere nel successivo triennio, quali i risultati che intende raggiungere, ovvero le linee guida che faranno sì che gli obiettivi prefissati siano raggiunti. Come si può vedere, la stesura del piano comporta il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali, perché ognuna di esse sarà, poi, direttamente responsabile del suo compimento. Quello approvato dalla Banca di Roma rappresenta per l’istituto capitolino un momento estremamente importante perché definisce il percorso e le iniziative da intraprendere per una radicale trasformazione del Gruppo, volta a realizzare nuove strategie di crescita, tali da rafforzare il ruolo e la posizione di primario gruppo bancario nazionale, in linea con l’obiettivo di creazione di valore per i suoi azionisti. In quest'ottica va visto anche il progetto di aggregazione fra Banca di Roma e Bipop Carire, che prevede: - la scissione dell'attività bancaria tradizionale di Bipop Carire in Banca di Roma, con corresponsione agli azionisti Bipop di azioni Banca di Roma di nuova emissione; - la contestuale fusione per incorporazione in Bipop Carire, post scissione, delle attività Consumer Bank di Banca di Roma.

L'elemento cardine su cui si fonda il piano è certamente la riorganizzazione del Gruppo attraverso la costituzione di una holding capogruppo, a cui faranno capo: - l'intero capitale sociale delle banche retail Banca di Roma, Banco di Sicilia e Bipop Carire; - il 44% del capitale sociale della nuova consumer bank Bipop Carire, con le attività di asset management, bank assurance, banca diretta, reti di promotori e le altre partecipazioni, tra cui Fineco Leasing e Fineco Sim; - le attività di investment banking, con il Mediocredito Centrale. La holding, che sarà prossimamente costituita, accentrerà le funzioni di direzione strategica e di governance per tutte le banche commerciali e le società prodotto del Gruppo, che manterranno in tal modo la propria identità ed autonomia operativa. A rafforzamento del modello divisionale già presente in Banca di Roma, il Gruppo sarà, infatti, riorganizzato per aree di business: l’attività bancaria tradizionale sarà concentrata nelle due banche commerciali Banca di Roma, Banco di Sicilia e Bipop Carire, integralmente controllate dalla Holding; le funzioni di finanza specializzata, corporate e investment banking saranno accentrate in MedioCredito Centrale (MCC), mentre le attività di asset management, bancassurance, leasing, ecc. saranno svolte dalla nuova consumer bank Bipop Carire. All’interno della Holding saranno accentrate, oltre alle funzioni di governance e di indirizzo strategico, le attività di finanza tradizionale a servizio di tutte le società del Gruppo, nonché la creazione – già deliberata nello scorso mese di novembre – di una nuova divisione di wealth management dedicata al coordinamento operativo e allo sviluppo strategico del settore dei servizi finanziari per la gestione del risparmio. La creazione della Holding Capogruppo risponde all’esigenza di assicurare un maggior grado di focalizzazione e coordinamento delle diverse unità di business e favorisce il perseguimento di obiettivi di efficienza e la realizzazione di economie di scala. La nuova struttura realizza, infatti, una sostanziale razionalizzazione dei processi operativi a livello di Gruppo attraverso la semplificazione dei centri decisionali e l’ottimizzazione dei rapporti infra-gruppo. In particolare, si accentrerà tutta l’attività di asset liability management (“ALM”) in un’unica struttura in linea con le migliori pratiche di mercato, permettendo di rendere più efficienti i meccanismi di creazione del valore. Un altro elemento importante del “piano” è la fusione per incorporazione del Banco di Sicilia in Banca di Roma presumibilmente entro il 1° luglio 2002. Va sottolineato, tuttavia, come per salvaguardare sia l’identità commerciale che il radicamento territoriale dell’istituto siciliano, l’organizzazione bancaria del BDS sarà poi contestualmente scorporata in una società di nuova costituzione, ad eccezione delle attività di finanza che rimarranno accentrate nella nuova struttura. Come accennato anche al Mediocredito Centrale (MCC), verrà affidata una nuova mission di banca d’affari specializzata indipendente che può, tuttavia, beneficiare dell’appartenenza ad un grande gruppo bancario. Infatti, in linea con il recente processo di riorganizzazione e rafforzamento del Mediocredito Centrale (MCC), il Piano industriale prevede la cessione a terzi di quote del capitale mantenendo il controllo della Società. La nuova compagine societaria si prevede sia espressione di realtà economiche interessate allo sviluppo e al consolidamento di un’attività di banca d’affari in grado di offrire l’intero range di servizi e prodotti di finanza d’impresa, sia alle piccole e medie aziende (mediante il credito industriale, il credito agevolato ed il capitale di rischio), sia alle grandi imprese (mediante attività di consulenza e di accesso ai mercati obbligazionari ed azionari). Un altro aspetto rilevante del piano industriale riguarda gli interventi strutturali. Con l’obiettivo di focalizzare le attività sul core business e di ridurre le attività a basso rendimento, le linee strategiche prevedono una serie di interventi strutturali quali un nuovo spin-off di immobili, la vendita di titoli in portafoglio, oltre che alla dismissione di partecipazioni nell'ottica di una razionalizzazione del Gruppo. Questi interventi avranno l’effetto di riequilibrare la posizione sul mercato interbancario del Gruppo e di migliorare il livello di free capital. Un fattore molto spesso dimenticato, ma al quale invece Banca di Roma riconosce l’elevata importanza, è quello delle risorse umane. Al fine del raggiungimento degli obiettivi delle Linee Strategiche e del Piano Industriale, il Gruppo Bancaroma ha già inserito nuovi manager sia a livello di Holding che al livello di traditional e investment banking. Inoltre, il Gruppo intende attuare in linea con la prassi di mercato, un piano di incentivazione a lungo termine – attraverso l’utilizzo di stock option – rivolto al management ed a figure professionali chiave. Il piano che verrà approvato entro i prossimi mesi sarà coerente con i nuovi obiettivi strategici e sarà mirato a garantire competitività rispetto al mercato esterno e ad assicurare la massima incentivazione e fidelizzazione delle risorse coinvolte, ipotizzate, nella prima fase di lancio del progetto in circa 500. Il periodo di vesting previsto è di 3 anni, mentre il prezzo di esercizio delle opzioni sarà determinato, così come prevede la legge, sulla base della media del valore dell’azione nell’ultimo mese prima dell’assegnazione. Questi ed altri interventi porteranno la Banca di Roma ad ottenere nel 2004 i seguenti risultati: Return on Average Equity: 9,8% Forte Aumento del Tier 1: al 7% Total Capital : al 10% Forte miglioramento del Cost/Income Ratio grazie anche ad un piano di outsourcing: 55% Ritorno ad un Free Capital di Gruppo positivo. Risultati quindi certamente importanti che consentiranno all’Istituto capitolino di consolidare la sua posizione competitiva all’interno del mercato italiano e non solo. A cura della Banca di Roma

