|
Quella
vecchia canzone “...come una sigaretta che in fumo se ne va...”: quanta
credibilità se ne va in fumo con questi stracciamenti-di-vesti collettivi
per mucche pazze, uranii impoveriti, granturchi transgenici e (mi voglio
rovinare) vitelli clonati e via elencando tutte queste reali e/o virtuali,
potenziali più o meno prossime e/o remotamente futuribili, paventate
e /o sospette minacce per la nostra Salute fisica e/o piamente Bioetica?
Con che foschi esempi condizioniamo e miniamo il ben-essere delle Generazioni
umane che avremmo invece il dovere di preparare a succederci facendo
meglio di noi? E invece eccoci qui a far impazzire mucche & spinaci
& mass media. E intanto, mentre manifestiamo il nostro scandalo da pagine
e schermi catodici, profetizzando sciagure disumane consequenziali ai
demonici azzardi della insensata Libertà di Curiosità scientifica e
concatenate innovazioni tecnologiche, intanto la salute di milioni di
persone in Italia (limitandoci a parlar di Casa Nostra) continua ad
andare in fumo come boschi d’estate. Dico che uno slancio tanto veemente
per condannare a morte progressi comunque possibili, linciandoli sulla
base nemmeno di indizi, ma solo di animosi sospetti e presunzioni attitudinarie
propalati a furor di popolo, almeno s’ammanterebbe d’una parvenza di
dignità, se almeno fosse accompagnato da un altrettanto veemente slancio
nei confronti di killer della salute certi e presenti come - per fare
un nome non a caso - il fumo di sigaretta. Del quale non c’è da domandarsi
“e se un gene ‘ingegnerizzato’ scappasse divenendo oncògeno?”, perché
sappiamo già fin troppo bene quanti morti da cancro vengono da lì. Quel
che c’è da domandarsi è: “E se tutti questi soldi bruciati sull’altare
della ‘mucca pazza’/se tutti questi soldi bruciati direttamente e indirettamente
(bruciati in bestie bruciate/bruciati spendendoli per bruciarle/bruciati
in lavoro fatto e da fare: cuoio tanto per dire.../bruciati in macelli
e macellerie andati ‘in vacca’/bruciati in aumenti ‘alternativi’ dei
prezzi/bruciati in ‘addizionale-mucca-pazza’ senza dubbio..., se tutti
questi soldi fossero stati impegnati per massacrare una banda di pericolosi
serial-killers attentatori della Nostra Salute già ampiamente identificati
e localizzati, ma per combattere i quali non siamo ancora riusciti a
dispiegare Forze dell’Ordine sufficienti? Che ampia e articolata e capillare
campagna di Informazione-è-prevenzione avrebbe potuto scaturirne. Di
belle idee se ne sarebbero potute proporre tante: gli è che qui la situazione
s’è piuttosto configurata da ‘Di Bella idea’, spendendo risorse ingenti
su basi emozionali, perseguendo il ‘consenso popolare’ secondo lo schema
tipico di chi ha la coda di paglia 1) perché non sa che pesci pigliare,
però fa vedere che ne piglia; 2) perché ne ha pigliati tanti di nascosto.
Questi sono i Politici. La gente? La Gente ha avuto l’ennesimo attacco
- collettivo - di ‘Sindrome del riordino del cassetto’: dicesi quando
si sa di aver qualcosa di ben più importante e di fatto necessario da
fare, ma invece ci si mette a far ordine nel cassetto delle vecchie
foto/matite/agende/ciocche di capelli e assimilabili. Dicesi: è più
comodo giocare emotivamente coi deliri di futuribile autodistruzione
collettiva, cari al millenarismo nonché alla Fantascienza, che non porre
mano agli errori che si sta già continuando a commettere personalmente
da tempo e di cui da tempo si ha piena coscienza. Dicesi: è pure più
poetico “... mentre il Futuro accusa/ e corre avanti.” E gli ambientalisti/ecologisti?
Premesso che gli ‘ambientalisti’ & gli ‘ecologisti’ - come si dovrebbe
ben sapere - sono frutto di ambientalismo e ecologismo rispettivamente,
mentre gli ‘ecologi’ sono giustamente gli studiosi d’Ecologia (cioè
ben altro),però è sicuramente possibile dire che “possiamo ringraziare
l’intransigente vigilanza degli ambientalisti/ecologisti se il dramma
‘mucca pazza’ s’è concretizzato”. Infatti, secondo la più che autorevole
opinione proprio di chi ha individuato i prioni, il ‘Nobel’ Stanley
Prusiner [che compilo da J Roy Soc Health 1996] “la vera causa dell’epidemia
di Mad Cow Disease che, a far data dal 1985, colpì nel Regno Unito in
quegli anni oltre 160.000 bovini, è stata non tanto l’utilizzo di farine
animali di per sé, ma piuttosto le modifiche cui è stato sottoposto
alla fine degli Anni Settanta il procedimento di lavorazione di queste
farine. Precedentemente le carcasse venivano ridotte in polpa e poi
trattate a 130° sotto pressione, utilizzando diclorometano come solvente
dei grassi. Le allarmate preoccupazioni di chi (comprese anche allora
le Associazioni di Consumatori e Ambientalisti) segnalò il sospetto,
poi destituito di fondamento, che il diclorometano fosse cancerogeno,
indusse le autorità britanniche a vietarne l’utilizzo proprio alla fine
dei Settanta, introducendo nell’uso un trattamento a temperatura inferiore”
“I prioni all’epoca erano, ovviamente, ignoti né si era tenuti a immaginare
che mentre il trattamento con diclorometano distruggeva i prioni, quello
adottato per gli allarmi infondati non aveva più tale effetto.” Il risultato
fu l’epidemia di encefalopatia spongiforme trasmissibile che ancora
sta serpeggiando per il mondo, continuando a provocare guai e danni:
più all’Economia che alla Salute. E per la salute della loro credibilità,
personale innanzitutto prima che pubblica, Ambientalisti & Associati
dovrebbero rammaricarsi con noi che quel loro allarme sia stato così
seguito. E mettiamo dunque agli Atti che lo ‘scrapie’ è arrivato dalle
pecore alle vacche, e eventualmente fino a noi, non “per mancato rispetto
della Natura, trasformando con leggerezza un animale erbivoro in un
animale onnivoro”, bensì per mancato rispetto di Scienza e coscienza
tecnologica, rinunciando a pasteurizzare un acervo di prodotti che per
loro natura e il loro destino alimentare si dovrebbe sempre sottoporre
al vaglio del dottor Luigi Pasteur: i dubbi allarmismi di mutagenicità
non debbono far rinunciare alla certezze di sterile igienicità.
|