Anno XVII - n.02-2001

 

 

 

 

 

Luisa Miccoli

L’IBM E L'OLOCAUSTO

Edwin Black

Rizzoli Ed.

L’autore apre questa sua opera con una frase che la riassume: “Leggere questo libro sarà molto inquietante. E’ stato molto inquietante scriverlo.” Indubbiamente lo è. E’ necessario e doveroso che lo sia . Soprattutto al grande pubblico, non degli addetti ai lavori, ma a tutti coloro che della storia hanno appreso e studiato solo “la versione ufficiale”.

Quella che liquida l’immane tragedia dell’olocausto nel gioco perverso di un orco crudele che, con un incantesimo costrinse la sua gente a seguirlo in un incubo, dove i ruoli dei cattivi e dei buoni, delle vittime e dei carnefici, dei vincitori e dei perdenti erano ben chiari e definiti. L’umanità, nella realtà ha disegnato contorni molto più contraddittori, ancora più paradossali ed Hitler nel suo gioco al massacro non fu solo con il suo odio. Illustri professionisti, avvocati, medici, scienziati , esperti di statistica razionalizzarono, teorizzarono e resero possibile quel meccanismo efficiente e puntuale che portò gli ebrei nelle camere a gas. Edwin Black, figlio di ebrei polacchi giornalista con il pallino dell’investigazione storica si è inoltrato lungo un percorso poco esplorato ed ha ricostruito con tanto di documentazione e dati certi la procedura che portò Hitler a sterminare milioni di persone in breve tempo, con l’utilizzo dell’automazione e della tecnologia. Nel 1933 non era ancora scattata l’era dei computer , ma già esisteva l’IBM che produceva la scheda perforata, in grado di censire automaticamente e secondo criteri prestabiliti gli ebrei.

La Deutsche Hollerith Machinen Gesellschaft o Dehomang, la filiale tedesca dell’IBM progettò, stampò, vendette migliaia di quelle schede, attraverso una rete di venditori che erano ben consci della destinazione fina le del loro prodotto. I macchinari appositamente configurati per la produzione di tali schede furono dati in noleggio dall’IBM tedesca agli ufficiali del Terzo Reich, che vennero addestrati per l’uso.

Di tali apparecchi ne furono distribuiti a migliaia in Germania e nei paesi sotto il dominio tedesco. Si organizzò insomma un moderno sistema di catalogazione delle caratteristiche della popolazione ebraica, un efficiente e rapido servizio di smistamento nei campi di concentramento e di eliminazione fisica di coloro che, per i loro dati personali, risultavano intollerabili dal sistema tedesco! La casa madre americana, come ampiamente dimostrato dalla capillare documentazione riprodotta dall’autore del libro, era perfettamente consapevole del business della filiale tedesca, e gestì l’affare con abilità e somma diplomazia. Indubbiamente nessuno è così ingenuo da credere che tutta la responsabilità di quanto accadde agli ebrei sotto Hitler sia attribuibile all’automazione offerta dai precursori dei nostri amati computer. Rimane tuttavia la sensazione spiacevole che il dio denaro, il dio potere, il dio della tecnica abbiano abbiano fatto un incantesimo a tutte quelle coscienze che chiusero un occhio, o anche due , per non capire, non vedere. La speranza è che l’uomo impari a studiare le sue vicende fuori da false categorie storiche e si interroghi sul serio su come andarono le cose per scoprire che le catastrofi , oggi temute sono già nel triste bagaglio del suo recente passato. Termina l’autore, così, il suo lavoro: mai più!

TIENANMEN

a cura di Andrew J. Nathan e Perry Link,

Rizzoli Ed.

La Cina è un mondo ermetico, con una sua vita così a se stante da essere considerata più da documentario o da viaggio turistico che da realtà politica, economica, sociale importante e condizionante per l’intero pianeta. La forza dei numeri è dalla loro parte, e l’evoluzione che cambia il cuore, la mente e le speranze di una tale mole di persone non può che costringerci a riflettere. Gli studenti di Tienanmen sono stati l’avanguardia coraggiosa ed incosciente di un processo ormai in atto, che la struttura rigida del potere politico cinese ha tentato di imbavagliare, rinchiudere, sopprimere per non andare incontro ad una ribellione di proporzioni catastrofiche.

La propaganda politica dell’unico partito marxista-leninista al potere dette del fenomeno una versione, difficile da controbattere per mancanza di fonti attendibili ed indipendenti. La situazione della Cina e ciò che accadde nella piazza di Tienanmen, nel 1989 sono un capitolo di storia difficile da scrivere con la logica e lo sguardo di un occidentale.

Reperire documentazione, rileggere il materiale che “l’anonimo compilatore” metteva a disposizione, filtrarlo e verificarlo, è stata un’avventura umana oltre che professionale davvero eccezionale per i due autori americani. Resta la perplessità sull’autorevolezza della fonte principale cinese, anche se garantita da Andrew J. Nathan, Perry Link ed Orville Schell che sono tra i più accreditati studiosi della Cina di oggi. Attraverso rapporti segreti, conversazioni riservate ed altro si traccia comunque la posizione degli intellettuali, della polizia, dell’esercito, dei servizi segreti e dei massimi esponenti politici che decisero l’intervento dei carri armati sulla piazza di Tienanmen.

Luisa Miccoli