Anno XVII - n.02-2001

 

 

 

 

 

Francesco Provenzano

Nell’aula di Montecitorio e nei corridoi di Palazzo Chigi si parla del rientro dei Savoia, come se per gli italiani fosse un tema importante, mentre crediamo che a loro non interessi più di quanto possa interessare una notizia di cronaca rosa.

Nel frattempo il Ministro dell’interno Bianco ha rassicurato i suoi connazionali affermando che gli omicidi sono calati mentre sono aumentate le rapine, fornendo le relative percentuali. Ovviamente per gli italiani che fanno parte dei trapassati per atti di violenza, la percentuale corrisponde al 100%.

Ci prepariamo alle nuove elezioni ed il governo cerca di legiferare facendo la corsa ad ostacoli contro il tempo; quello che non si è fatto in cinque anni si vuole attuare in due mesi. Così, senza la riforma elettorale, ci apprestiamo ancora una volta ad essere governati dalle minoranze, chiunque sia il vincitore. Nell’ambito dei lavori parlamentari la Commissione Sanità del Senato ha discusso la legge di “Disciplina della professione di odontoiatra”, già approvata dalla Camera. Riportiamo i passi salienti della discussione, presieduta dal sen. Carella. Secondo la senatrice Bernasconi l’audizione del relatore Roberto Napoli ha posto in luce come le associazioni rappresentative degli odontoiatri e dei medici dentisti no sembrino al momento capaci di elaborare una strategia per giungere ad una normativa giusta ed equilibrata, in quanto eccessivamente condizionate dagli interessi settoriali e contigenti dei vari gruppo di operatori che in essa si riconoscono; né vale in questo caso un criterio numerico di rappresentatività, laddove si consideri che la nuova normativa dovrà tenere conto soprattutto degli interessi dei cittadini e della armonizzazione con la disciplina degli altri paesi dell’Unione Europea. Il sen. Tomassini concorda con le osservazioni del relatore e della senatrice Bernasconi circa il carattere certamente peggiorativo delle modifiche introdotte dalla camera dei deputati. Non è la prima volta del resto che si deve constatare come l’altro ramo del Parlamento sia meno accurato del senato nel ricercare soluzioni ottimali dal punto di vista della coerenza ordinariamentale e della tutela degli interessi generali. Il senatore Bruni concorda con le osservazioni degli oratori che lo hanno preceduto circa il fatto che il testo approvato dalla Camera dei deputati abbia rappresentato un notevole peggioramento rispetto a quello licenziato da questo ramo del Parlamento. In particolare egli si sofferma sulla norma introdotta dalla Camera dei deputati che consente la doppia iscrizione all’albo dei medici chirurghi e, contemporaneamente, al nuovo albo degli odontoiatri per i medici che pratichino l’odontostomatologia. Si tratta di una soluzione che, oltre ad apparire profondamente illogica e ingiusta, contrasta con specifici indirizzi assunti dall’Unione Europea. Il sen. Bruni conclude osservando come il testo licenziato dall’altro ramo del Parlamento sembri in realtà diretto a consolidare le rendite di posizione di alcuni professionisti che esercitano contemporaneamente la medicina generale in regime di convenzione e l’odontoiatria, cosa che appare particolarmente grave a fonte dell’elevata disoccupazione giovanile medica. La senatrice Carla Castellani, nel concordare con le osservazioni svolte dagli oratori precedenti, invita la Commissione a ricercare la strada per consentire di approvare le necessarie modifiche nei tempi più rapidi possibili, in modo da lasciare aperta la possibilità dell’approvazione definitiva di un testo che sia in grado di soddisfare con l’equilibrio tutti gli interessi in gioco. Il sen. Manara esprime la più viva perplessità circa la reale possibilità di approvare entro a fine della legislatura un disegno di legge che si veramente giusto e razionale. Infatti, se le audizioni informali hanno testimoniato il permanere di atteggiamenti di chiusura corporativa da pare delle singole associazioni che rendono assai difficile la possibilità di instaurare un dialogo costruttivo nell’interesse dei cittadini utenti, d’altro canto le caratteristiche della navette che si è instaurata tra i due rami del Parlamento – e in particolare il fatto che le posizioni su alcuni punti cruciali sono antitetiche tra Camera e Senato e in entrambe le assemblee approvate all’unanimità – giustificano una previsione negativa sulla possibilità che la Camera dei deputati approvi definitivamente eventuali proposte di modifica da parte del Senato; no ci si può nascondere del resto che il fatto di trovarsi ormai in una più o meno lunga vigilia pre-elettorale rende ancora più difficile l’instaurazione di un circuito vizioso che porti al superamento di questa impasse. Il relatore Roberto Napoli replica ringraziando in primo luogo tutti gli oratori intervenuti, che hanno sostanzialmente condiviso la sua analisi delle modifiche introdotte dalla Camera dei deputati. Gli interventi hanno sottolineato l’impossibilità di approvare così com’è un testo che verrebbe oltretutto censurato in sede europea, e d’altra parte il senatore Manara ha giustamente segnalato il rischio che l’approvazione di nuove modifiche da parte del Senato continui a non essere recepita dall’altro ramo del Parlamento possano essere accettate dalla Camera dei deputati, il che rappresenterebbe uno scenario francamente non molto dignitoso. A suo parere perciò il Presidente della Commissione dovrebbe avviare informalmente dei contatti per verificare la reale possibilità che eventuali proposte di modifica approvate da questo ramo del Parlamento possano essere accettate dalla camera dei deputati, in caso contrario sarà evidente che l’intera questione ha bisogno di una ulteriore riflessione e di un ulteriore confronto che non possono essere svolti in questo scorcio di legislatura. Il sottosegretario Fumagalli Carulli, nel concordare in gran parte con le osservazioni svolte in discussione generale, rivela in particolare che i sede di Commissione europea è stato già espresso parere negativo alla formulazione del comma 6 dell’articolo 3 proposta dalla camera dei deputati, che sostituisce con un corso di formazione l’esame previsto dal decreto legislativo n. 386 del 1998 per consentire l’iscrizione all’albo degli odontoiatri dei laureati in medicina iscritti tra il 1980-81 e il 1984-85. La Commissione Sanità del Senato si è inoltre espressa sulla proposta del Ministro Veronesi riguardante la nomina del prof. Enrico Garaci - già rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e ordinario di microbiologia presso il medesimo ateneo – a nuovo presidente dell’istituto Superiore di sanità. Dopo la relazione del sen. Mascioni e una discussione cui partecipano alcuni membri della Commissione, si passa alla votazione, che dà il seguente esito: 13 voti favorevoli, 1 astenuto ed una scheda bianca. Al prof. Garaci vanno le nostre congratulazioni e i nostri auguri per il nuovo incarico.