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Nell’aula
di Montecitorio e nei corridoi di Palazzo Chigi si parla del rientro
dei Savoia, come se per gli italiani fosse un tema importante, mentre
crediamo che a loro non interessi più di quanto possa interessare una
notizia di cronaca rosa.
Nel
frattempo il Ministro dell’interno Bianco ha rassicurato i suoi connazionali
affermando che gli omicidi sono calati mentre sono aumentate le rapine,
fornendo le relative percentuali. Ovviamente per gli italiani che fanno
parte dei trapassati per atti di violenza, la percentuale corrisponde
al 100%.
Ci
prepariamo alle nuove elezioni ed il governo cerca di legiferare facendo
la corsa ad ostacoli contro il tempo; quello che non si è fatto in cinque
anni si vuole attuare in due mesi. Così, senza la riforma elettorale,
ci apprestiamo ancora una volta ad essere governati dalle minoranze,
chiunque sia il vincitore. Nell’ambito dei lavori parlamentari la Commissione
Sanità del Senato ha discusso la legge di “Disciplina della professione
di odontoiatra”, già approvata dalla Camera. Riportiamo i passi salienti
della discussione, presieduta dal sen. Carella. Secondo la senatrice
Bernasconi l’audizione del relatore Roberto Napoli ha posto in luce
come le associazioni rappresentative degli odontoiatri e dei medici
dentisti no sembrino al momento capaci di elaborare una strategia per
giungere ad una normativa giusta ed equilibrata, in quanto eccessivamente
condizionate dagli interessi settoriali e contigenti dei vari gruppo
di operatori che in essa si riconoscono; né vale in questo caso un criterio
numerico di rappresentatività, laddove si consideri che la nuova normativa
dovrà tenere conto soprattutto degli interessi dei cittadini e della
armonizzazione con la disciplina degli altri paesi dell’Unione Europea.
Il sen. Tomassini concorda con le osservazioni del relatore e della
senatrice Bernasconi circa il carattere certamente peggiorativo delle
modifiche introdotte dalla camera dei deputati. Non è la prima volta
del resto che si deve constatare come l’altro ramo del Parlamento sia
meno accurato del senato nel ricercare soluzioni ottimali dal punto
di vista della coerenza ordinariamentale e della tutela degli interessi
generali. Il senatore Bruni concorda con le osservazioni degli oratori
che lo hanno preceduto circa il fatto che il testo approvato dalla Camera
dei deputati abbia rappresentato un notevole peggioramento rispetto
a quello licenziato da questo ramo del Parlamento. In particolare egli
si sofferma sulla norma introdotta dalla Camera dei deputati che consente
la doppia iscrizione all’albo dei medici chirurghi e, contemporaneamente,
al nuovo albo degli odontoiatri per i medici che pratichino l’odontostomatologia.
Si tratta di una soluzione che, oltre ad apparire profondamente illogica
e ingiusta, contrasta con specifici indirizzi assunti dall’Unione Europea.
Il sen. Bruni conclude osservando come il testo licenziato dall’altro
ramo del Parlamento sembri in realtà diretto a consolidare le rendite
di posizione di alcuni professionisti che esercitano contemporaneamente
la medicina generale in regime di convenzione e l’odontoiatria, cosa
che appare particolarmente grave a fonte dell’elevata disoccupazione
giovanile medica. La senatrice Carla Castellani, nel concordare con
le osservazioni svolte dagli oratori precedenti, invita la Commissione
a ricercare la strada per consentire di approvare le necessarie modifiche
nei tempi più rapidi possibili, in modo da lasciare aperta la possibilità
dell’approvazione definitiva di un testo che sia in grado di soddisfare
con l’equilibrio tutti gli interessi in gioco. Il sen. Manara esprime
la più viva perplessità circa la reale possibilità di approvare entro
a fine della legislatura un disegno di legge che si veramente giusto
e razionale. Infatti, se le audizioni informali hanno testimoniato il
permanere di atteggiamenti di chiusura corporativa da pare delle singole
associazioni che rendono assai difficile la possibilità di instaurare
un dialogo costruttivo nell’interesse dei cittadini utenti, d’altro
canto le caratteristiche della navette che si è instaurata tra i due
rami del Parlamento – e in particolare il fatto che le posizioni su
alcuni punti cruciali sono antitetiche tra Camera e Senato e in entrambe
le assemblee approvate all’unanimità – giustificano una previsione negativa
sulla possibilità che la Camera dei deputati approvi definitivamente
eventuali proposte di modifica da parte del Senato; no ci si può nascondere
del resto che il fatto di trovarsi ormai in una più o meno lunga vigilia
pre-elettorale rende ancora più difficile l’instaurazione di un circuito
vizioso che porti al superamento di questa impasse. Il relatore Roberto
Napoli replica ringraziando in primo luogo tutti gli oratori intervenuti,
che hanno sostanzialmente condiviso la sua analisi delle modifiche introdotte
dalla Camera dei deputati. Gli interventi hanno sottolineato l’impossibilità
di approvare così com’è un testo che verrebbe oltretutto censurato in
sede europea, e d’altra parte il senatore Manara ha giustamente segnalato
il rischio che l’approvazione di nuove modifiche da parte del Senato
continui a non essere recepita dall’altro ramo del Parlamento possano
essere accettate dalla Camera dei deputati, il che rappresenterebbe
uno scenario francamente non molto dignitoso. A suo parere perciò il
Presidente della Commissione dovrebbe avviare informalmente dei contatti
per verificare la reale possibilità che eventuali proposte di modifica
approvate da questo ramo del Parlamento possano essere accettate dalla
camera dei deputati, in caso contrario sarà evidente che l’intera questione
ha bisogno di una ulteriore riflessione e di un ulteriore confronto
che non possono essere svolti in questo scorcio di legislatura. Il sottosegretario
Fumagalli Carulli, nel concordare in gran parte con le osservazioni
svolte in discussione generale, rivela in particolare che i sede di
Commissione europea è stato già espresso parere negativo alla formulazione
del comma 6 dell’articolo 3 proposta dalla camera dei deputati, che
sostituisce con un corso di formazione l’esame previsto dal decreto
legislativo n. 386 del 1998 per consentire l’iscrizione all’albo degli
odontoiatri dei laureati in medicina iscritti tra il 1980-81 e il 1984-85.
La Commissione Sanità del Senato si è inoltre espressa sulla proposta
del Ministro Veronesi riguardante la nomina del prof. Enrico Garaci
- già rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e ordinario di microbiologia
presso il medesimo ateneo – a nuovo presidente dell’istituto Superiore
di sanità. Dopo la relazione del sen. Mascioni e una discussione cui
partecipano alcuni membri della Commissione, si passa alla votazione,
che dà il seguente esito: 13 voti favorevoli, 1 astenuto ed una scheda
bianca. Al prof. Garaci vanno le nostre congratulazioni e i nostri auguri
per il nuovo incarico.
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