ABSTRACT

Il morbo di Alzheimer (AD) è stato diagnosticato in circa quattro milioni di persone in America: con l'aumento dell'aspettativa di vita media e, di conseguenza, con un numero di anziani in costante crescita, si prevede che tale cifra nei prossimi cinquanta anni si aggirerà intorno ai quattordici milioni. [1] Le conseguenze cliniche di questa malattia possono essere devastanti per i pazienti e le loro famiglie. Le conoscenze della medicina moderna non sono in grado di debellare, né tanto meno di arrestare, la progressione di questa malattia disumanizzante. Le nostre conoscenze sul morbo di Alzheimer, tuttavia, sono aumentate immensamente da quando Alois Alzheimer, il fondatore della scuola di neuropatologia di Monaco [2], descrisse per la prima volta i mutamenti nella corteccia cerebrale che si verificano nel tipo di demenza presenile [3] che oggi porta il suo nome. Tale progresso nella diagnosi, cura e gestione generale contribuisce a dare ai pazienti più speranze e una migliore prognosi consentendo loro e i loro cari di fare progetti per il futuro. Quest'articolo prenderà in esame la diagnosi precoce, la genetica, la terapia farmacologica e le metodologie intraprese per la gestione della malattia il cui obiettivo è l'aumento delle funzioni del paziente affetto dal morbo di Alzheimer.