Ci
è
giunto dalla casa editrice Laterza il libro “Camici e pigiami”, scritto,
“pare”, da un dottore in anonimato. La prima pagina letta è stata ovviamente
la prefazione. L’anonimo racconta episodi in cui viene evidenziato il degrado
culturale e morale della classe medica. Insomma un libro in più per denunciare
la malasanità esistente e per aiutare il comune cittadino a difendersi.
Diceva Voltaire: “le colpe dei disonesti sono anche le colpe degli onesti;
le colpe dei cattivi sono anche quelle dei buoni...” e via di seguito. Egregio
anonimo, le colpe dei coraggiosi sono anche quelle dei vili. Mascherare
i propri giudizi dietro l’anonimato non l’autorizza certo a pontificare.
Tutto quello che racconta è senza dubbio inqualificabile, come del resto
il suo troppo comodo denunciare e contemporaneamente nascondersi, in attesa
forse di tempi migliori. Quanto lei ha scritto è, come si suol dire, “sparare
sulla Croce Rossa”. Non possiamo, evidenziando le carenze di molti, ignorare
tuttavia coloro, e sono tanti, che lavorano con onestà professionale, pagando
in prima persona anche in termini di carriera, gratificazioni etc. L’origine
del degrado purtroppo coincide con la presa di coscienza, da parte della
classe politica, della dimensione del budget finanziario e del potere che
deriva dalla gestione del settore sanitario. Per anni il dicastero della
sanità è stato considerato di seconda classe, utilizzato in gran parte per
la sistemazione clientelare. Non si contano quanti, tra il personale intermedio,
sono stati “sistemati” in questo modo, così come è stato fatto con il personale
direttivo dei vari enti, con le cattedre universitarie e con i primariati
ospedalieri, assegnati a persone professionalmente non qualificate . Le
conseguenze dell’ingresso dei politici nell’ambito sanitario sono state
e sono tuttora devastanti, non solo per quel che riguarda la gestione finanziaria,
ma anche e soprattutto per il degrado morale ed etico che hanno prodotto.
Di fatto la prima riforma è stata, per la sanità, un vero e proprio crollo,
come quello del muro di Berlino. L’Ordine dei medici, che avrebbe dovuto
costituire una barriera invalicabile a tutela dei valori deontologici e
professionali, non è stato capace di svolgere il suo compito ed ha perso,
nel tempo, sia l’autorità che la funzione. E’ diventato, a sua volta, un
mezzo per accedere alla politica. Innumerevoli sono i casi in cui i comportamenti
degli iscritti non sono fra quelli deontologici e non soltanto verso i pazienti
ma anche all’interno delle strutture in cui operano, della propria équipe,
tra colleghi etc. Nei confronti di questi medici, pur essendo stati accertati
comportamenti discutibili, non è mai stato preso alcun provvedimento. L’arrivismo,
la poca professionalità sono le maggiori cause della mancanza di etica nello
svolgere la propria attività. Si parla tanto di riforma sanitaria, ogni
riforma non ha fatto altro che aggiungere disastri a disastri. Per riformare
la sanità seriamente occorre fare dei passi indietro, tornare all’origine
con poche ma chiare normative, laddove non sia possibile trovare escamotage
per eludere la legge, annullare tutte quelle modifiche che ogni volta portano
a dover ripercorrere l’iter seguito nel tempo, come fosse un vero e proprio
puzzle. La confusione che le varie riforme, le varie circolari, creano (con
la necessità di ulteriori circolari che spieghino la prima) non possono
che generare malcostume, e questo non solo nella Sanità. Far quadrare i
bilanci di strutture permanentemente in deficit rende necessario, a chi
dirige anche un solo reparto, arrampicarsi sugli specchi; ci sarà sempre
chi, durante il percorso, si pungerà e non sarà lui l’unico colpevole.

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