FEBBRAIO 1999
  

 

Ci è giunto dalla casa editrice Laterza il libro “Camici e pigiami”, scritto, “pare”, da un dottore in anonimato. La prima pagina letta è stata ovviamente la prefazione. L’anonimo racconta episodi in cui viene evidenziato il degrado culturale e morale della classe medica. Insomma un libro in più per denunciare la malasanità esistente e per aiutare il comune cittadino a difendersi. Diceva Voltaire: “le colpe dei disonesti sono anche le colpe degli onesti; le colpe dei cattivi sono anche quelle dei buoni...” e via di seguito. Egregio anonimo, le colpe dei coraggiosi sono anche quelle dei vili. Mascherare i propri giudizi dietro l’anonimato non l’autorizza certo a pontificare. Tutto quello che racconta è senza dubbio inqualificabile, come del resto il suo troppo comodo denunciare e contemporaneamente nascondersi, in attesa forse di tempi migliori. Quanto lei ha scritto è, come si suol dire, “sparare sulla Croce Rossa”. Non possiamo, evidenziando le carenze di molti, ignorare tuttavia coloro, e sono tanti, che lavorano con onestà professionale, pagando in prima persona anche in termini di carriera, gratificazioni etc. L’origine del degrado purtroppo coincide con la presa di coscienza, da parte della classe politica, della dimensione del budget finanziario e del potere che deriva dalla gestione del settore sanitario. Per anni il dicastero della sanità è stato considerato di seconda classe, utilizzato in gran parte per la sistemazione clientelare. Non si contano quanti, tra il personale intermedio, sono stati “sistemati” in questo modo, così come è stato fatto con il personale direttivo dei vari enti, con le cattedre universitarie e con i primariati ospedalieri, assegnati a persone professionalmente non qualificate . Le conseguenze dell’ingresso dei politici nell’ambito sanitario sono state e sono tuttora devastanti, non solo per quel che riguarda la gestione finanziaria, ma anche e soprattutto per il degrado morale ed etico che hanno prodotto. Di fatto la prima riforma è stata, per la sanità, un vero e proprio crollo, come quello del muro di Berlino. L’Ordine dei medici, che avrebbe dovuto costituire una barriera invalicabile a tutela dei valori deontologici e professionali, non è stato capace di svolgere il suo compito ed ha perso, nel tempo, sia l’autorità che la funzione. E’ diventato, a sua volta, un mezzo per accedere alla politica. Innumerevoli sono i casi in cui i comportamenti degli iscritti non sono fra quelli deontologici e non soltanto verso i pazienti ma anche all’interno delle strutture in cui operano, della propria équipe, tra colleghi etc. Nei confronti di questi medici, pur essendo stati accertati comportamenti discutibili, non è mai stato preso alcun provvedimento. L’arrivismo, la poca professionalità sono le maggiori cause della mancanza di etica nello svolgere la propria attività. Si parla tanto di riforma sanitaria, ogni riforma non ha fatto altro che aggiungere disastri a disastri. Per riformare la sanità seriamente occorre fare dei passi indietro, tornare all’origine con poche ma chiare normative, laddove non sia possibile trovare escamotage per eludere la legge, annullare tutte quelle modifiche che ogni volta portano a dover ripercorrere l’iter seguito nel tempo, come fosse un vero e proprio puzzle. La confusione che le varie riforme, le varie circolari, creano (con la necessità di ulteriori circolari che spieghino la prima) non possono che generare malcostume, e questo non solo nella Sanità. Far quadrare i bilanci di strutture permanentemente in deficit rende necessario, a chi dirige anche un solo reparto, arrampicarsi sugli specchi; ci sarà sempre chi, durante il percorso, si pungerà e non sarà lui l’unico colpevole.

 

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