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Abstract: Uretrosospensione free tension con benderella di prolene

Il problema della incontinenza urinaria da sforzo riguarda almeno il 20% delle donne in menopausa e non sempre l’intervento chirurgico è risolutivo, nonostante gli oltre 200 diversi tipi di intervento ideati ed impiegati per la sua cura. Infatti, mentre i risultati a breve termine appaiono buoni, con il tempo la percentuale di cura diminuisce progressivamente. In particolare, gli interventi di colposospensione ad ago (Pereyra, Pereyra modificata, Stamey, Raz, Gittes), che hanno il pregio di essere miniinvasivi, si sono rivelati a lungo termine inefficaci, con una percentuale di cura a 5 anni di solo il 40%. Al contrario, la colposospensione per via addominale secondo Burch, oggi considerata il “gold standard” nel trattamento della incontinenza urinaria da sforzo, con percentuali di successo a distanza dell’80-85%, ha lo svantaggio di richiedere una laparotomia. Per questo motivo, negli ultimi anni, sono state introdotte diverse tecniche di colposospensione laparoscopica che, tuttavia, non risulterebbero altrettanto efficaci della Burch “a cielo aperto”. Sembrerebbe pertanto che, in ambito uroginecologico, sia particolarmente difficile coniugare efficacia e miniinvasività. Recentemente è stata proposta una nuova tecnica per il trattamento della incontinenza urinaria da sforzo, denominata TVT, Tension-free Vaginal Tape, che consiste nel posizionare a livello dell’uretra media, con tecnica miniinvasiva, un nastro in rete di prolene che non modifica la normale dinamica minzionale e determina compressione dell’uretra solo sotto sforzo. La percentuale di successo riportata con questa tecnica, intorno al 90%, ha fatto pensare al raggiungimento dell’obiettivo efficacia-miniinvasività. La metodica, tuttavia, espone al rischio di lesioni vescicali e vascolari, anche gravi: rispettivamente, sino al 5% di perforazioni vescicali e sino al 15% di complicanze emorragiche. Pertanto, riconoscendo la validità della intuizione che ispira la TVT, abbiamo sviluppato una nuova procedura di applicazione del nastro tension free, che evita il rischio di incorrere in queste complicanze e che è risultata di pari efficacia.