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Così scriveva Salvatore
Scarpino su “Il Giornale” del 28 agosto Duemila: “La regola prima e
ultima del perfetto mafioso è semplice: vivere di prepotenza. Formula
chiara, che significa tante cose, dall’imporre la 'protezione' all’esigere
il pizzo su qualsiasi affare, lecito o illecito, in una data zona; dal
violare la legge per organizzare traffici proibiti al piegare la volontà
delle istituzioni agli interessi particolari, il tutto realizzato con
il ricorso costante alla violenza, colpendone uno, minacciandone cento,
corrompendone dieci...c’è sempre l’esasperazione dell’'io' in un mondo
belluino: vivere di prepotenza, dissimulare, ingannare e tuttavia fare
in modo che gli altri sappiano quanto il mafioso è potente e protervo
e, dunque, degno di rispetto.” Perché riportiamo questo brano mentre
tutta l’informazione dedica ampio spazio alla “mucca pazza”? Perché
riteniamo che solo un’organizzazione globalizzata di stampo mafioso
può avere gestito per anni un giro economico di tale rilevanza, tanto
da sfuggire ad ogni controllo. Molti comportamenti, all’interno dei
vari settori, corrispondono alle caratteristiche sintetizzate efficacemente
nell’articolo di Scarpino. I responsabili si giustificano in parte attribuendo
la mancanza di controlli efficaci alla carenza di personale. Una giustificazione
accettabile parzialmente, che rende indispensabile tuttavia una considerazione:
se non fossero stati individuati i primi casi di “mucca pazza” in Gran
Bretagna e successivamente in Francia, non ci sarebbe l’allarmismo che
c’è, continueremmo a mangiare tranquillamente le fiorentine, ignari
del morbo. Allarmismo anche per l’utilizzo dell’uranio impoverito, quando
già nel 1997 avevamo pubblicato un’intervista con Ramsey Clark, ex Ministro
della giustizia statunitense, in cui veniva affrontato il problema della
correlazione fra le radiazioni e l'insorgere della leucemia. Oggi di
nuovo il silenzio, dell’uranio impoverito non si sa ancora se è, come
dicono, pericoloso. Gli specialisti a questo punto devono dare delle
risposte chiare, esaustive, come devono dare risposte altrettanto chiare
sulla BSE, volgarmente detta “morbo della mucca pazza”. Ritorniamo alla
carenza di personale, portata a giustificazione dai “controllori”. In
uno stato in cui si utilizzano decine e decine di carabinieri, poliziotti,
guardie di finanza e si destinano a fare da scorta e da autisti a ministri
ed ex ministri, a presidenti ed ex presidenti, a sottosegretari in carica
ed ex, tutti guardati a vista per i tanti rischi e pericoli nei quali
incorrono, certe giustificazioni non possono essere accettate, tanto
più quando vi sono migliaia di giovani con diplomi di scuola superiore
disoccupati. Negli Stati Uniti Clinton, il giorno successivo alla scadenza
del suo mandato, è tornato ad essere un cittadino comune, che gira sulla
sua macchina privata, senza scorta alcuna, come tutti i ministri e gli
addetti del suo governo. Lo stato, di fatto, è un’entità virtuale, in
Italia i suoi componenti, forse senza rendersene conto, adottano gli
stessi provvedimenti (vedi il prelievo forzoso dai conti correnti ed
altro ancora) descritti da Scarpino. E’ un aspetto che invita alla riflessione:
molte analogie vi sono, anche se legalizzate. 2001.
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