Anno XVI -N. 1/2001

 

 

 

 

 

 

Così scriveva Salvatore Scarpino su “Il Giornale” del 28 agosto Duemila: “La regola prima e ultima del perfetto mafioso è semplice: vivere di prepotenza. Formula chiara, che significa tante cose, dall’imporre la 'protezione' all’esigere il pizzo su qualsiasi affare, lecito o illecito, in una data zona; dal violare la legge per organizzare traffici proibiti al piegare la volontà delle istituzioni agli interessi particolari, il tutto realizzato con il ricorso costante alla violenza, colpendone uno, minacciandone cento, corrompendone dieci...c’è sempre l’esasperazione dell’'io' in un mondo belluino: vivere di prepotenza, dissimulare, ingannare e tuttavia fare in modo che gli altri sappiano quanto il mafioso è potente e protervo e, dunque, degno di rispetto.” Perché riportiamo questo brano mentre tutta l’informazione dedica ampio spazio alla “mucca pazza”? Perché riteniamo che solo un’organizzazione globalizzata di stampo mafioso può avere gestito per anni un giro economico di tale rilevanza, tanto da sfuggire ad ogni controllo. Molti comportamenti, all’interno dei vari settori, corrispondono alle caratteristiche sintetizzate efficacemente nell’articolo di Scarpino. I responsabili si giustificano in parte attribuendo la mancanza di controlli efficaci alla carenza di personale. Una giustificazione accettabile parzialmente, che rende indispensabile tuttavia una considerazione: se non fossero stati individuati i primi casi di “mucca pazza” in Gran Bretagna e successivamente in Francia, non ci sarebbe l’allarmismo che c’è, continueremmo a mangiare tranquillamente le fiorentine, ignari del morbo. Allarmismo anche per l’utilizzo dell’uranio impoverito, quando già nel 1997 avevamo pubblicato un’intervista con Ramsey Clark, ex Ministro della giustizia statunitense, in cui veniva affrontato il problema della correlazione fra le radiazioni e l'insorgere della leucemia. Oggi di nuovo il silenzio, dell’uranio impoverito non si sa ancora se è, come dicono, pericoloso. Gli specialisti a questo punto devono dare delle risposte chiare, esaustive, come devono dare risposte altrettanto chiare sulla BSE, volgarmente detta “morbo della mucca pazza”. Ritorniamo alla carenza di personale, portata a giustificazione dai “controllori”. In uno stato in cui si utilizzano decine e decine di carabinieri, poliziotti, guardie di finanza e si destinano a fare da scorta e da autisti a ministri ed ex ministri, a presidenti ed ex presidenti, a sottosegretari in carica ed ex, tutti guardati a vista per i tanti rischi e pericoli nei quali incorrono, certe giustificazioni non possono essere accettate, tanto più quando vi sono migliaia di giovani con diplomi di scuola superiore disoccupati. Negli Stati Uniti Clinton, il giorno successivo alla scadenza del suo mandato, è tornato ad essere un cittadino comune, che gira sulla sua macchina privata, senza scorta alcuna, come tutti i ministri e gli addetti del suo governo. Lo stato, di fatto, è un’entità virtuale, in Italia i suoi componenti, forse senza rendersene conto, adottano gli stessi provvedimenti (vedi il prelievo forzoso dai conti correnti ed altro ancora) descritti da Scarpino. E’ un aspetto che invita alla riflessione: molte analogie vi sono, anche se legalizzate. 2001.