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IL
MORANDINI 2001
IL
DIZIONARIO DEI FILM
Zanichelli
pp. 1823
Arrivato
alla terza edizione, il dizionario di Morandini del 2001 ha aggiunto
alla lista precedente, le schede di ben 395 film nuovi, distribuiti
sul mercato italiano nella stagione 1999-2000. Seguendo i pareri di
esperti e di gente comune, l’autore ha snellito alcune schede, modificato
secondo una prospettiva più moderna, alcuni giudizi critici su film
d’annata, ed ha, infine, inserito alcune opere rivalutate con il tempo.
In tutto il dizionario comprende oltre 17.000 film, usciti dal 1913
all’estate 2000 , dei quali circa mille sono passati in televisione,
o addirittura prodotti per il teleschermo. Insieme al dizionario, c’è
il cd-rom per Windows che consente la lettura a video di ciascuna delle
schede.
L’ITALIA
DEGLI SPRECHI DALLA A ALLA ZETA
Raffaele
Costa Mondadori pp. 337
In
tutti gli italiani è sedimentata da secoli di invasioni e di soprusi
la spiacevole convinzione che il potere è sinonimo di abuso e, soprattutto
di spreco. Tristissima considerazione che ad ogni telegiornale, o ad
ogni lettura sui quotidiani, viene riconfermata. Per non parlare della
satira, che naviga in questo nostro mare magnum di miliardi buttati
via, riuscendo a stupire ogni giorno il cittadino con le situazioni
più fantasiose ed assurde.In queste acque l’autore si è tuffato per
proporre al contribuente italiano già amareggiato, l’ennesima riprova
di quel suo malessere verso la mala gestione del denaro pubblico. Ecco
una serie di sprechi davvero sorprendenti: il Ministero degli affari
esteri ha dato 5 miliardi per il progetto di sviluppo delle lenticchie
nel Nordafrica e per il miglioramento genetico dei cereali algerini!
Il ministero degli Affari esteri, pare che abbia con i soldi della Cooperazione
allo sviluppo, finanziato un progetto di formazione professionale per
i quadri sindacali in Vietnam, uno dei Paesi ancora sotto il regime
comunista. Per la modica cifra di un miliardo e trecento milioni! E
che dire dei 73 milioni stanziati dal Comune di Torino per un corso
di arti marziali ai giovani nomadi? Le considerazioni sono così tante
e così ovvie da non lasciar spazio all’immaginazione.
GENGIS
KHAN.
L’EPOPEA
DEL LUPO DELLA STEPPA
Homeric
Rizzoli pp. 448
Un libro scritto al ritmo del cavallo lanciato al galoppo negli orizzonti
sconfinati della steppa. L’umanità che cavalca con “Gengis Khan” beve
la vita fino all’ultimo sorso, nelle passioni, nella bellezza e nella
crudeltà della lotta per la sopravvivenza e per il potere. Al galoppo
si combattono guerre feroci dove si sentono scricchiolare le ossa, si
vede sprizzare il sangue e il terrore della morte dà eccitazione e brividi
senza tregua.
Lo
stesso sangue che si beve come simbolo di eterna amicizia, che si toglie
a chi si sgozza senza pietà, che nutre la terra quando si cade, vittima
della sorte o del nemico.
Al
galoppo si diventa eroi, si conquistano territori sconfinati, si cancellano
popoli, si costruisce un impero. Uomini che sanno amare le loro donne
con delicatezza, con gioia e dolore, con passione e sentimento perché
è chiaro qual è il ruolo di ciascuno nell’esistenza dell’altro e non
c’è tempo per confondere la acque.
Uomini
con i sensi sempre all’erta che, come i lupi, fiutano il pericolo così
come fiutano l’erba, il vento ed il profumo di donna.
Tanto
lontani da noi, dal nostro mondo, dalle nostre leggi, dal nostro spostarci
nell’etere con aerei e fibre ottiche eppure così simili, da sembrare
figli di uno stesso destino, costretti a giocare su un tavolo diverso
la stessa nostra partita. Il tavolo è in realtà una tavolozza di miti,
leggende, usi e costumi che via via dipingono nella mente quello che
la storia spesso non dice: c’era tanta poesia nel mondo di quei mongoli
guidati dal feroce “Gengis Khan”.
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