Anno XVII - n.01-2001

 

 

 

 

 

Francesco Provenzano

L'inizio del 2001 presenta un’attività politica molto intensa; di fatto siamo in piena campagna elettorale. Inizia la tessitura delle liste elettorali, unitamente alle promesse delle poltrone da occupare, senza tanto pudore. Il sindaco di Roma si è dimesso per tentare lo scalata a Palazzo Chigi, contemporaneamente si apre il dibattito sul successore in Campidoglio.

Si va a votare di domenica, torna in mente la canzone cantata da Mario Riva, anni fa: suonano le campane al Gianicolo, risponde Sant’Angelo. Parafrasando il testo della canzone, potremmo dire: dal Campidoglio a Montecitorio, domenica è sempre domenica. Negli ultimi giorni di vita di questo parlamento, scendono in campo i leader di tutti i partiti e partitini, ognuno cerca un po’ di spazio: verdi, gialli, rossi, tutti in pista, mentre il governo cerca, con un ultimo colpo di mano, di modificare a proprio uso e consumo la legge elettorale, con qualche defaillance e ostruzionismo anche di chi, all’interno del governo, si sente penalizzato. Tralasciando per un momento le esternazioni del Ministro della sanità Veronesi, che sembra preso dalla malattia di apparire sempre e dovunque, facendo affermazioni sulle quali, prima di farle, uno scienziato dovrebbe riflettere, ci occupiamo della Commissione Sanità del Senato.

Essa ha discusso la conversione in legge del decreto 21 novembre 2000, n. 335, già approvato dalla Camera, recante “Misure per il potenziamento della sorveglianza epidemiologica della encefalopatia spongiforme bovina”.

Ha presieduto la seduta il sen.Carella, alla presenza del sottosegretario alla Sanità Ombretta Fumagalli Carulli, ex dc, il cui iter politico è abbastanza movimentato.

In apertura il sen.Camerini, relatore, ricorda che l’insorgere di ben 180.00 casi di BSE, a partire dal 1986, nel Regno Unito e successivamente in Irlanda, Francia, Belgio, Portogallo e di recente in Germania, abbia determinato una diffusa preoccupazione anche in Italia, dove peraltro sono stati accertati soltanto due casi in animali non di produzione nazionale ma importati dal Regno Unito. Sottolinea anche che la BSE è probabilmente collegata all’impiego di farine animali nella alimentazione dei capi – pratica non attuata in Italia – e che al momento non vi sono evidenze scientifiche comprovanti un collegamento diretto tra la citata encefalopatia e la corrispondente malattia neurodegenerativa denominata morbo di Creutzfeldt-Jacob.

Secondo il sen. Manara il decreto-legge è opportunamente volto ad affrontare l’emergenza in atto attraverso, tra l’altro, un programma di prevenzione contro la BSE che prevede l’effettuazione di test di diagnosi rapida. Al riguardo sembra però opportuno, proprio al fine di aumentare le garanzie apprestate, estendere anche agli animali di età inferiore ai trenta mesi i controlli previsti, anche in considerazione del recente caso di encefalopatia riscontrato in un vitello proveniente dalla Francia.

Il sen. Bruni esprime critiche e perplessità sul decreto-legge, che a suo giudizio, è caratterizzato da inesattezze ed equivoci sia di carattere scientifico che politico.

Ma l’intervento più incisivo è quello del sen. Tomassini, che condivide in primo luogo le osservazioni svolte dal sen. Bruni, in particolare per quanto riguarda il carattere velleitario della formulazione “prevenzione totale”, e osserva come il decreto-legge in conversione non appaia assolutamente idoneo a fare giustizia della mistificazione e della disinformazione che, inerte o complice il Governo, hanno fio ad oggi caratterizzano il dibattito sui media italiani in materia di encefalopatia spongiforme bovina. In proposito egli ritiene necessario confutare in questa sede alcune delle affermazioni erronee più frequentemente ripetute: non è vero in primo luogo che l’encefalopatia spongiforme possa colpire, oltre i bovini, anche gli esseri umani, dal momento la malattia umana attualmente oggetto di attenzione è la sindrome di Creutzfeldt-Jacob, della quale è stata riscontrata in gran Bretagna ed in altri paesi una variante che è stata messa in relazione all’ingestione di carni provenienti da animali colpiti dalla BSE, anche se il legame eziologico tra la malattia animale e quella umana non è stato ancora scientificamente accertato.

Un’altra questione sulla quale, e di ciò il governo è evidentemente responsabile, i consumatori non sono stati informati a sufficienza, è che la comparsa in forma epidemica della BSE nel bestiame bovino del Regno Unito è legata alla diffusione in quel paese negli scorsi decenni di mangimi a basse temperature, mangimi assolutamente non utilizzati dagli allevatori italiani sia in quanto non consentiti sia in quanto, nelle condizioni della zootecnia italiana, sarebbero risultati più costosi rispetto ad un’alimentazione di tipo tradizionale. Anche le abitudini alimentari degli italiani, che comportano la macellazione di bovini anche adulti in età più giovane rispetto a quella in cui si può manifestare la malattia, costituiscono un elemento di sicurezza che il Governo, e di conseguenza i media, hanno trascurato di evidenziare, così come non hanno rimarcato che il consumo italiano di carne bovina è per il 70% di provenienza nazionale, e che solo un quanto della quota restane proviene dalla Francia, Paese attualmente considerato a rischio, mentre la maggior parte delle carni importate proviene da Paesi che hanno tipologie di allevamento che garantiscono standard di sicurezza adeguati a quelli italiani.

La diffusione di questo clima terroristico è anche una conseguenza del fatto che l’intera vicenda è stata gestita prevalentemente dal ministro delle politiche agricole piuttosto che dalla sanità, che è apparsa invece alquanto in ombra; ciò ha determinato il prevalere di un atteggiamento ideologicamente orientato, fino al punto di propagandare con leggerezza idee decisamente pericolose per la salute pubblica, come quelle a favore dell’adozione di una dieta completamente vegetariana. Tomassini preannuncia che Forza Italia non potrà che astenersi sul decreto-legge in conversione se non vi sarà da parte della maggioranza la volontà di approvare modifiche sostanziali.

Il sen. Mascioni esprime una valutazione fortemente positiva sul decreto-legge in esame, che non esaurisce l’insieme degli interventi adottati con lodevole tempestività dal governo e che ha già riscosso la valutazione favorevole di molti dei soggetti interessati, primo fra i quali la Coldiretti.

Analoga la valutazione del sen. Napoli, che ritiene peraltro necessario evidenziare che la comparsa in forma epidemica dell’encefalopatia spongiforme bovina è stata determinata dal fatto che ad un certo punto del ciclo di produzione zootecnica, in determinati paesi e in determinate aziende, le esigenze del profitto sono prevalse su quella di fornire un prodotto di qualità garantita, fino a consentire un vero e proprio stravolgimento dell’ordine naturale della catena alimentare.

Favorevoli invece sono le valutazioni dei senn. Napoli e Camerini. Chiudono gli interventi il sen. Camerini e il sottosegretario Carulli, che replicano alle obiezioni avanzate dalle opposizioni, confermando l’adeguatezza del decreto in questione ad affrontare l’emergenza “mucca pazza”.