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L'inizio
del 2001 presenta un’attività politica molto intensa; di fatto siamo
in piena campagna elettorale. Inizia la tessitura delle liste elettorali,
unitamente alle promesse delle poltrone da occupare, senza tanto pudore.
Il sindaco di Roma si è dimesso per tentare lo scalata a Palazzo Chigi,
contemporaneamente si apre il dibattito sul successore in Campidoglio.
Si
va a votare di domenica, torna in mente la canzone cantata da Mario
Riva, anni fa: suonano le campane al Gianicolo, risponde Sant’Angelo.
Parafrasando il testo della canzone, potremmo dire: dal Campidoglio
a Montecitorio, domenica è sempre domenica. Negli ultimi giorni di vita
di questo parlamento, scendono in campo i leader di tutti i partiti
e partitini, ognuno cerca un po’ di spazio: verdi, gialli, rossi, tutti
in pista, mentre il governo cerca, con un ultimo colpo di mano, di modificare
a proprio uso e consumo la legge elettorale, con qualche defaillance
e ostruzionismo anche di chi, all’interno del governo, si sente penalizzato.
Tralasciando per un momento le esternazioni del Ministro della sanità
Veronesi, che sembra preso dalla malattia di apparire sempre e dovunque,
facendo affermazioni sulle quali, prima di farle, uno scienziato dovrebbe
riflettere, ci occupiamo della Commissione Sanità del Senato.
Essa
ha discusso la conversione in legge del decreto 21 novembre 2000, n.
335, già approvato dalla Camera, recante “Misure per il potenziamento
della sorveglianza epidemiologica della encefalopatia spongiforme bovina”.
Ha
presieduto la seduta il sen.Carella, alla presenza del sottosegretario
alla Sanità Ombretta Fumagalli Carulli, ex dc, il cui iter politico
è abbastanza movimentato.
In
apertura il sen.Camerini, relatore, ricorda che l’insorgere di ben 180.00
casi di BSE, a partire dal 1986, nel Regno Unito e successivamente in
Irlanda, Francia, Belgio, Portogallo e di recente in Germania, abbia
determinato una diffusa preoccupazione anche in Italia, dove peraltro
sono stati accertati soltanto due casi in animali non di produzione
nazionale ma importati dal Regno Unito. Sottolinea anche che la BSE
è probabilmente collegata all’impiego di farine animali nella alimentazione
dei capi – pratica non attuata in Italia – e che al momento non vi sono
evidenze scientifiche comprovanti un collegamento diretto tra la citata
encefalopatia e la corrispondente malattia neurodegenerativa denominata
morbo di Creutzfeldt-Jacob.
Secondo
il sen. Manara il decreto-legge è opportunamente volto ad affrontare
l’emergenza in atto attraverso, tra l’altro, un programma di prevenzione
contro la BSE che prevede l’effettuazione di test di diagnosi rapida.
Al riguardo sembra però opportuno, proprio al fine di aumentare le garanzie
apprestate, estendere anche agli animali di età inferiore ai trenta
mesi i controlli previsti, anche in considerazione del recente caso
di encefalopatia riscontrato in un vitello proveniente dalla Francia.
Il
sen. Bruni esprime critiche e perplessità sul decreto-legge, che a suo
giudizio, è caratterizzato da inesattezze ed equivoci sia di carattere
scientifico che politico.
Ma
l’intervento più incisivo è quello del sen. Tomassini, che condivide
in primo luogo le osservazioni svolte dal sen. Bruni, in particolare
per quanto riguarda il carattere velleitario della formulazione “prevenzione
totale”, e osserva come il decreto-legge in conversione non appaia assolutamente
idoneo a fare giustizia della mistificazione e della disinformazione
che, inerte o complice il Governo, hanno fio ad oggi caratterizzano
il dibattito sui media italiani in materia di encefalopatia spongiforme
bovina. In proposito egli ritiene necessario confutare in questa sede
alcune delle affermazioni erronee più frequentemente ripetute: non è
vero in primo luogo che l’encefalopatia spongiforme possa colpire, oltre
i bovini, anche gli esseri umani, dal momento la malattia umana attualmente
oggetto di attenzione è la sindrome di Creutzfeldt-Jacob, della quale
è stata riscontrata in gran Bretagna ed in altri paesi una variante
che è stata messa in relazione all’ingestione di carni provenienti da
animali colpiti dalla BSE, anche se il legame eziologico tra la malattia
animale e quella umana non è stato ancora scientificamente accertato.
Un’altra
questione sulla quale, e di ciò il governo è evidentemente responsabile,
i consumatori non sono stati informati a sufficienza, è che la comparsa
in forma epidemica della BSE nel bestiame bovino del Regno Unito è legata
alla diffusione in quel paese negli scorsi decenni di mangimi a basse
temperature, mangimi assolutamente non utilizzati dagli allevatori italiani
sia in quanto non consentiti sia in quanto, nelle condizioni della zootecnia
italiana, sarebbero risultati più costosi rispetto ad un’alimentazione
di tipo tradizionale. Anche le abitudini alimentari degli italiani,
che comportano la macellazione di bovini anche adulti in età più giovane
rispetto a quella in cui si può manifestare la malattia, costituiscono
un elemento di sicurezza che il Governo, e di conseguenza i media, hanno
trascurato di evidenziare, così come non hanno rimarcato che il consumo
italiano di carne bovina è per il 70% di provenienza nazionale, e che
solo un quanto della quota restane proviene dalla Francia, Paese attualmente
considerato a rischio, mentre la maggior parte delle carni importate
proviene da Paesi che hanno tipologie di allevamento che garantiscono
standard di sicurezza adeguati a quelli italiani.
La
diffusione di questo clima terroristico è anche una conseguenza del
fatto che l’intera vicenda è stata gestita prevalentemente dal ministro
delle politiche agricole piuttosto che dalla sanità, che è apparsa invece
alquanto in ombra; ciò ha determinato il prevalere di un atteggiamento
ideologicamente orientato, fino al punto di propagandare con leggerezza
idee decisamente pericolose per la salute pubblica, come quelle a favore
dell’adozione di una dieta completamente vegetariana. Tomassini preannuncia
che Forza Italia non potrà che astenersi sul decreto-legge in conversione
se non vi sarà da parte della maggioranza la volontà di approvare modifiche
sostanziali.
Il
sen. Mascioni esprime una valutazione fortemente positiva sul decreto-legge
in esame, che non esaurisce l’insieme degli interventi adottati con
lodevole tempestività dal governo e che ha già riscosso la valutazione
favorevole di molti dei soggetti interessati, primo fra i quali la Coldiretti.
Analoga
la valutazione del sen. Napoli, che ritiene peraltro necessario evidenziare
che la comparsa in forma epidemica dell’encefalopatia spongiforme bovina
è stata determinata dal fatto che ad un certo punto del ciclo di produzione
zootecnica, in determinati paesi e in determinate aziende, le esigenze
del profitto sono prevalse su quella di fornire un prodotto di qualità
garantita, fino a consentire un vero e proprio stravolgimento dell’ordine
naturale della catena alimentare.
Favorevoli
invece sono le valutazioni dei senn. Napoli e Camerini. Chiudono gli
interventi il sen. Camerini e il sottosegretario Carulli, che replicano
alle obiezioni avanzate dalle opposizioni, confermando l’adeguatezza
del decreto in questione ad affrontare l’emergenza “mucca pazza”.
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