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L'evento più importante del prossimo futuro pare che sia l’incontro degli otto presidenti dei paesi più industrializzati per discutere le formule e i provvedimenti da prendere per ottenere la globalizzazione mondiale, ovvero il G8.
L’argomento è il più gettonato dai mass media, soprattutto per la protesta che alcuni gruppi, più o meno pacifici, pensano di attuare, come già hanno fatto in alcune occasioni simili e con risultati disastrosi. Le motivazioni, le argomentazioni adottate da questi personaggi, in buona e cattiva fede, sono strumentali, demagogiche, elaborate da chi ha scoperto il filone per salire sulla ribalta e acquisire notorietà, ed è strano, molto strano che personalità ecclesiastiche note entrino in questo circuito pericoloso. Ad esempio, proporre l’azzeramento del debito dei vari paesi poveri è solo pleonastico chiederlo, essendo in concreto semplicemente un azzeramento contabile: di fatto, i paesi interessati non sono in grado di pagare in alcun modo.
Un vecchio detto popolare diceva:” Tre sono i potenti: il Papa. Il Re, e chi non ha niente”. Pertanto, più che azzerare i debiti, è necessario proporre ed ottenere programmi concreti di aiuto ai vecchi affinché non se ne aggiungano altri, ovviamente per il bene dei paesi poveri al quale tutti teniamo molto, e anche per il nostro al quale nessuno pensa.
Un altro slogan caro agli ecologisti è l’inquinamento ambientale. Presi dal delirio dell’onnipotenza credono di poter allungare, modificare il viaggio della terra attraverso l’universo, e non si rendono conto di quanto poco si sa, ovvero niente, sulle regole cosmiche che influenzano la vita del pianeta e che determinano il susseguirsi delle ere.
Delirio che porta gli scienziati a stravolgere la natura, eliminando addirittura la funzione procreatrice dell’uomo mentre contemporaneamente ci si preoccupa dell’inquinamento atmosferico teorizzando per l’uomo l’utopia di vivere in un perenne eden.
Delirio ed incoerenza pervadono la società del terzo millennio, in ogni caso non sarà l’uomo a determinare la fine della terra, questa non è solo una speranza, ma una certezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Genina Jacobone