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Il professor Girolamo Sirchia, immunologo di fama mondiale, ha assunto l’incarico di nuovo Ministro della Sanità. Un medico subentra ad un medico nella conduzione del Ministero, che resta comunque un vero Ministero e non una Direzione Generale del Ministero del Welfare, come prevedeva la Legge Bassanini, modificata ad hoc nella prima seduta del Governo Berlusconi, che non ha ritenuto di conservare un assetto subordinato per un Ministero che dovrà affrontare i gravi problemi della Sanità in Italia.

Sia l’uscente Ministro Veronesi che il professor Sirchia godono della stima di tutto il mondo medico e di un carisma personale riconosciuto da tutta la popolazione italiana. Ma il cambiamento avvenuto alla guida del Ministero è sostanziale. Ben poco poteva muoversi ed agire il Ministro tecnico ed indipendente Veronesi in un Governo politico che lo aveva chiamato d’urgenza per sostituire un Ministro politico che aveva fatto franare la popolarità del precedente Governo, caduto proprio sull’onda anomala della Riforma Bindi, unita alla Riforma Berlinguer. Per di più qualsiasi tentativo di autonomia del Ministro Veronesi si scontrava subito con un Governo che pretendeva dal Ministro di fama internazionale l’applicazione alla lettera di quella riforma politica, coprendola col manto tecnico dell’atto dovuto e pertanto non modificabile. Diverso è il caso del nuovo Ministro Sirchia. Il cambiamento epocale avvenuto nella politica italiana ha condotto a governare l’Italia una nuova formazione che si è imposta alla guida del Paese, con l’avvallo di un’ampia maggioranza non ricattabile da chicchessia, sull’onda di una proposta di radicale inversione del senso di marcia di tutta la politica italiana, cominciando proprio dalla Sanità, che deve marciare non più dal centro verso la periferia , come accadeva nei sistemi sovietizzati, ma dalla periferia verso il centro, seguendo le esigenze dei cittadini. Non a caso il nuovo Ministro della Sanità è stato chiamato alla guida del Ministero dallo scranno di Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Milano, dove si è fatto conoscere subito per il suo impegno nella organizzazione di una campagna di solidarietà e di assistenza verso gli anziani, richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sui problemi dell’età avanzata e sulla necessità di trovare dei rimedi strutturali. Ma la battaglia condotta da anni dal professor Girolamo Sirchia è quella per la salvezza dei grandi Ospedali pubblici. Battaglia che si inquadra perfettamente nella politica voluta dal nuovo Governo Berlusconi, in quanto da sempre propugna che il mantenimento dei grandi Ospedali pubblici e della loro missione sociale è affidata alla capacità di cambiare le regole della gestione. Per restare sul mercato e competere ad armi pari con il privato, il grande Ospedale deve restare sotto controllo pubblico ed operare con le regole del diritto privato. Deve poter avere possibilità, flessibilità, autonomia e agilità tipiche di ogni Ospedale moderno del mondo avanzato. Lo Stato in tutto il mondo è un cattivo gestore, inefficiente e insoddisfacente. Lo Stato non deve gestire, ma limitarsi a dettare le regole e controllare che i servizi siano efficienti e di qualità, per il bene del cittadino e della finanza pubblica. Esattamente il contrario della filosofia che per anni ha ispirato la politica italiana, che permeava tutta la Riforma Bindi e che paralizzava tutta l’opera del ex-Ministro Veronesi.. Con la guida del Ministro Sirchia avremo quindi un nuovo Ministero con un tecnico che opera in un Governo politico, le cui idee si inquadrano in maniera precisa con tutta la filosofia che è alla base delle idee propugnate da tutte le componenti dell’attuale maggioranza e perciò non potrà che dare buoni frutti.

Amedeo Pavone

 

 

 

 

 

 

 

Amedeo Pavone