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Il marchio, recitano tutti i manuali di marketing e di comunicazione d'impresa, è il primo e più visibile elemento sintetico e rappresentativo di un'identità di una azienda, di un prodotto, di un ente. 
Il marchio fa vivere l'azienda e i suoi prodotti nel tempo e nello spazio, sostengono gli esperti. 
Il marchio è comunicazione di per se stesso, è il tramite necessario che l'agenda di comunicazione utilizza come matrice, o come garanzia. E' una firma (e come tale riflette carattere e personalità sui prodotti). E' un valore commerciale che diventa comunicazione, nella misura in cui la comunicazione lo sostiene e lo valorizza. E', infine, una guida alla creatività nella comunicazione. 
I suoi contenuti grafici, infatti, richiedono coerenza con i prodotti o i servizi che firma e che garantisce e con tutta la comunicazione che lo riguarda. 

LA FRECCIA ALATA 

Il primo marchio Alitalia “Freccia Alata” venne scelto nel 1947 fra i numerosi bozzetti pervenuti in seguito  ad un concorso, bandito su scala nazionale. 
Nell'insieme il marchio “Freccia Alata” non spiccava molto rispetto ai simboli delle altre Compagnie aeree, in quanto la rappresentazione era stata ottenuta attraverso una fusione dei simboli aeronautici fra i più comuni: l'arco e la freccia. 
Il logo Alitalia, in un primo tempo a caratteri pieni, venne successivamente trasformato ed assunse un carattere proprio, quando le lettere in corsivo vennero realizzate con alternanze di linee blu. 
La Compagnia, con il passare degli anni e l'arrivo di nuovi aerei, non trascurò di apportare continui miglioramenti alla linea degli aeromobili della sua flotta. 
Gradualmente la “Freccia Alata” passò dai timoni al solo muso degli aerei e la parte superiore della fusoliera venne dipinta di bianco. 
Questa impostazione venne mantenuta anche dopo la fusione con la LAI - Linee Aeree Italiane (31 ottobre 1957), che determinò l'attuale ragione sociale: Alitalia - Linee Aeree Italiane. 
Con l'immissione in flotta dei primi “Jets”: Caravelle e DC8 (23 maggio 1960) venne introdotta un'innovazione che sarà poi mantenuta per oltre un decennio e sarà un presupposto  dell'attuale marchio: il timone di coda si trasforma in una vera e propria bandiera nazionale viaggiante. 
Dal 1960 in poi, il continuo espandersi della rete sociale ed il rinnovamento della flotta, programmato in modo da avere nel breve volgersi degli anni tutti aeromobili “jets”, portarono ad identificare la compagnia su di un piano internazionale. 
La necessità di un rinnovamento dell'immagine sociale risulta sempre più pressante al preannunciarsi di importanti innovazioni come l'immissione in flotta degli aerei a grande capacità Boeing B.747 (Jumbo). 

  L'A  STILIZZATA 

Nel 1969, a ventidue anni dalla sua fondazione, l'Alitalia indice un concorso internazionale per un progetto creativo che, attraverso l'elaborazione di quanto già esistente, portasse ad una migliore coordinazione dell'immagine istituzionale della Compagnia. 
Dopo un'attenta valutazione dei molti avan-progetti, l'incarico venne definitivamente affidato, nel maggio 1969, alla “WALTER LANDOR ASSOCIATED - Industrial Design” di San Francisco. 
Come nacque la nuova immagine? 
Dal briefing iniziale i principali obiettivi che si dovevano conseguire erano che l'Alitalia doveva identificarsi come: 
-  una compagnia aerea; 
-  una compagnia intercontinentale; 
- una fra le più grandi compagnie aeree mondiali; 
- una compagnia internazionale, operante in maniera impersonale; 
- una compagnia che offre un servizio “totale”; 
- una evidente espressione della nuova Italia. 
La “Walter Landor” effettuò anche dei sondaggi con gruppi selezionati di uomini, donne, agenti di viaggio e giornalisti operanti nel settore turistico, durante i quali furono presentate una serie di proposte. 
I risultati di questi sondaggi permisero la successiva ideazione di oltre duecento disegni di simboli e logotipi. Da uno studio approfondito effettuato sugli stessi vennero scelte tre soluzioni per la presentazione alla Direzione Generale. 
I tre progetti finali, con i possibili adattamenti per gli aerei vennero presentati a Roma il 22 luglio 1969 alla Direzione Marketing. 
Fra questi uno veniva particolarmente raccomandato ed accettato per la successiva presentazione finale al Consiglio di Amministrazione, che il 7 agosto dello stesso anno dava la sua approvazione.  
La nuova immagine era da questa data ufficializzata. 
A completamento della sua realizzazione la “Walter Landor” progettò il “Corporate Communications Manual”, nel quale venivano esattamente codificate tutte le possibili applicazioni della nuova immagine. 
Ecco dunque le indicazioni sulla policromicità degli accoppiamenti permessi per il marchio ed il logotipo, le uniformi del personale di volo e di terra, la segnaletica aeroportuale. 
Ogni dubbio è chiarito con le indicazioni di ciò che deve essere sempre evitato. 
L'opera fu distribuita a tutti i Servizi della Compagnia ed agli Uffici periferici perché, al più presto possibile,  si potesse procedere alla prevista unificazione dell'immagine, scongiurando, nel contempo, che interpretazioni individuali potessero  determinare la vanificazione dello sforzo di rinnovamento totale in atto. 
Ma cosa vuole indicare questa nuova immagine, che coincide con quella attuale? 
Il simbolo della Compagnia è una “A” stilizzata, dinamica, con una grande potenzialità di “presa” nelle campagne pubblicitarie e promozionali. 
La “A” non solo è l'iniziale del nome della Compagnia, ma vuole essere un sinonimo di qualità.  
La “A” è la prima lettera dell'alfabeto in quasi tutte le lingue ed in quasi tutti i paesi. 
L'accostamento di questo simbolo, posto sui timoni di coda, con la parola logotipo “Alitalia”, inserita sulla fusoliera in un punto ben determinato con una chiara e moderna linea grafica, ottiene il massimo effetto, mantenendo, dopo trenta anni dalla sua creazione, e ormai alla soglia del 2000, una spiccata vitalità, riconosciuta in campo internazionale. 
 

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