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Un Roe
nel 2000 dell'8% .
Questo è l'obbiettivo della Banca
che il Presidente Giovanni Benevento ha
indicato agli azionisti ed al mercato nel corso dell'assemblea di
mercoledì 19, da lui presieduta, affiancato dall'amministratore
delegato Giampiero Fiorani.
Benevento si è inoltre soffermato
nel sottolineare che "la redditività di una banca deriva dalla
sua efficienza e dalla capacità di
presentarsi sul mercato e di offrire nuovi prodotti."
Benissimo: parole sante da condividere
! Se però l'indice della redditività
è il ROE e se la Lodi si propone di raggiungere soltanto nel
2000 un ROE dell'8%, si deve concludere che l'efficienza
della Banca e la sua "capacità
di porsi sul mercato e di offrire nuovi prodotti" è attualmente
di assoluta carenza.
Benevento ha voluto poi informare
i soci che gli uffici competenti hanno stimato il rendimento di un
investimento finanziario della liquidità (derivante dall'aumento di
capitale oggetto della delibera ) ed ha indicato i
vantaggi che ne deriverebbero al conto economico.
A parte il fatto che l'aumento di
capitale non è finalizzato ad investimenti
finanziari, ma ad acquisizioni - la cui redditività è tutta da
documentare ed acquisire - non si vede perché i risparmiatori
dovrebbero dotare la Banca
di capitali per impieghi che ogni socio può realizzare tramite un qualsiasi fondo d'investimento. Rende dunque
perplessi sia l'informativa
datane sia la constatazione che nella Lodi si dedichi tempo
ad "esercitazioni di così elevato contenuto
!
Viene da chiedersi quale sia, in merito,
il parere di un personaggio di alto livello
come il Dott. Luigi Amato Molinari, che siede nel Consiglio
della Lodi ma anche in quelli di Banca Intesa
e di Alleanza Assicurazioni.
L'aumento di capitale avverrà
in parte mediante l'emissione di obbligazioni
convertibili - che assicurano un reddito e che sono comunque
per la Banca una forma di indebitamento - ed in parte
con emissione di azioni di
cui soltanto 50 mld riservate ai soci ed il residuo ad "investitori istituzionali". Gli "investitori istituzionali"
avendo la piena disponibilità
dei titoli, possono ( e talvolta sono ) il
"paravento" di quanti desiderano ( finché loro fa comodo ) restare
anonimi.
La Popolare di Lodi è fra le "popolari"
quella forse più "affetta" dal "virus" della crescita.
Come è stato ripetutamente dichiarato
la "campagna acquisti" non è ancora
finita. Allo studio vi sono aggregazioni
con "consorelle" in senso sia verticale,
sia orizzontale. E' di venerdì la notizia che la Lodi lancerà
una OPA amichevole tra il 51 ed il 60% della Popolare
di Forlì.
Raggiungere un ipotizzato, quanto
imprecisato, livello dimensionale è l'obbiettivo primario della Banca: la strategia della dimensione
evidentemente non lascia tempo sufficiente
da dedicare al miglioramento del quotidiano.
Non è senza significato, infatti, che in un esercizio come il
'98, in cui il sistema bancario ha beneficiato di
un andamento particolarmente
favorevole, la Lodi ha registrato nell' "utile da
attività ordinarie" un incremento sul '97 del 3,08% e quindi
estremamente contenuto e del tutto
inferiore alla media.
Il miglioramento del 21,16%
dell'utile netto deriva soltanto dall'apporto
di "Componenti straordinarie".
E' corretto, tuttavia, annotare l'estrema
fidelizzazione dei soci ai quali la
Banca e la sua gestione piacciono così come sono:
"l'amore è cieco" ?
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